domenica 12 febbraio 2012

Attraversare la paura

Di solito fuggiamo la paura, cerchiamo in ogni modo di fugarla attraverso strategemmi e strategie, che ci portano solo a rimandare il momento in cui dovremo comunque confrontarci con essa.

La paura e' di fatto solo una sensazione di cui non siamo mai l'oggetto, ma sempre e solo i testimoni. Essa e' la nostra stessa radianza che da bambini veniva emanata in modo multidimensionale dalla forma: era Coscienza pura non ancora identificata nella forma. Quando il concetto di ego, ovvero l'idea di essere qualcuno DENTRO il corpo che e' autore delle azioni dei pensieri e delle sensazioni della forma,  ha iniziato a essere intrattenuto attraverso il condizionamento, questa stessa energia ha iniziato a creare come dei "nodi" che hanno finito per esse presi come la nostra reale identita'. Laddove una azione avveniva prima in modo del tutto spontaneo senza che ne fossimo idealmente gli autori o i soggetti - e quindi fluiva in modo naturale senza lascia tracce o residui - il concetto di ego ha iniziato a trattenere parte dell'energia di quelle azioni con l'idea che esse appartenessero ad un qualcuno che le aveva compiute. Ecco la radice del senso di colpa, della vergogna, del biasimo e di tutte quelle emozioni che nascono dall'idea di essere gli autori di quello che accade.

Ora, la radice di tutte queste emozioni che rappresentano tutta la nosta sofferenza psicologica e' il concetto di essere qualcuno di separato che vive all interno del corpo mente, oppure nell idea di essere il corpo stesso. Questa idea E' paura stessa, perche' la' dove c'e' separazione c'e' paura. L' "altro", inteso nel senso piu' ampio, esiste se esiste paura, ed essa e' la nostra stessa radianza, la nostra stessa gioia che viene come ingabbiata dal concetto di persona, ovvero dall'ego. Ecco perche' quando e' possibile restare presenti a quella stessa sensazione di paura senza ne' esprimerla ne' reprimerla o sfuggirne essa torna ad essere quella che originariamente era, ovvero la nostra stessa Gioia di esistere. Quella gioia, quella radianza attraverso il concetto di ego e le storie della mente che lo circondano, e' rimasta contratta per anni e ed e' proprio questa paura che ci da' la sensazione di essere "dentro" al corpo.

Quando invece e' possibile, per qualunque motivo, che quella paura sia sentita a livello percettivo - quindi non pensata o analizzata- allora nell'attraversarla essa tornera' a irradiarsi come quando accadeva da bambini, sentiremo un grande sollievo e poi silenzio. Di solito pero facciamo di tutto per non sentire quella paura, incluso cercare di analizzarla a livello concettuale, attraverso quelle storie che ci dicono il "perche'" sentiamo quella paura. Se invece e' possibile sentire la paura essa si dissolvera' e al suo posto ci sara' un senso di liberta' e di gioia.

Quello che accade nei cosiddetti attacchi di panico e' che per qualche motivo quella contrazione di paura che chiamiamo la nostra personalita' va in crisi: le ragioni di solito non sono assolutamente psicologiche infatti chi ne soffre e' spaventato perche' spesso riesce davvero ad individuarne le cause. Azioni o situazioni che erano del tutto quotidiane o normali inziano a provocarer anche solo al pensiero un incredibile senso di ansia. Quel che in realta' accade il piu' delle volte e' che inconsapevolmente per un attimo l'attenzione e' distolta da questo nucleo immagonario del "me" e torna anche solo per un istante sulla Consapevolezza vuota che testimonia la scena. Lo scenario che vede lo scatenarsi di questi epidodi puo' esse vario, per esempio uno spazio ampio, oppure un tunnel etc e la mente addurra' sempre tali circostanze come origine e causa della paura, quando invece non e' assolutamente cosi'.

E' del tutto inutile andare a cercare nelle circostanze che causano il primo evento la motivazione di quell'ansia, in realta' quelle circostanze sono solo accidentali: per un momento l'energia torna a circolare nel corpo e scatena tutta una serie di sintomi come un senso di morte imminente (il "me" sta infatti morendo), tachicardia, mal di testa, dolori etc. In pratica quella radianza che una volta era multidimensionalmente irradiata dalla forma torna a scorrere nel corpo e nel farlo letteralmente "sbatte" contro questi nodi energetici che abbiamo finito per credere siano la nostra stessa identita'.

Quando questo avviene questi nodi che costituiscono il "me", la nostra falsa identita', iniziano a dissolversi. Questo processo pero' comporta di sentire quell'energia intensa che chiamiamo paura e che e' cio di cui sono costituiti questi nodi stessi: sentirli e percepirli significa dissolversi e liberarsi, ma anche affrontare a livello percettivo queste paura. La paura piu' profonda che abbiamo che sta alla base di tutte le altre e' la paura della morte: questa angoscia fortissima di smettere di esistere deve esse sentita a livello percettivo o altrimenti se solo teorizzata rimane qualcosa di puramente psicologico che non ha un reale effetto liberatorio. Una volta che l'informazione giusta, che e' sentire la paura e quindi attraversarla andandoci oltre, e' stata recepita, allora la mente e' stata informata di tutto quello che era necessario conoscere: a quel punto non serve altro in quanto sara' la vita stessa a predisporre il momento attraverso cui qui nodi verranno di nuovo percepiti e sara' possibile andare oltre la paura.

Il cosidettto attacco di panico e' una opportunita' in questo senso per andare oltre la paura, esso accade in modo molto intenso e immediato: quando l'informazione giusta di quale sia la strada per la liberazione e' stata recepita a livello intellettuale e intuitivo a quel punto in un certo senso non e' piu' necessario che quelle stesse sensazioni siano attraversate in modo diciamo "drammatico", ma e' possibile che siano percepite con una modalita' piu' fluida e con meno resistenze e quindi in modo meno doloroso.

Non c'e' nulla che tu debba fare, l'informazione corretta e' stata data adesso lascia che sia la Vita stessa a portarti verso quella pace che riposa dietro ogni paura, che ne testimonia l'insorgere e il dissolversi.

Shakti

1 commento:

Geotre Trentini Mario ha detto...

Articolo Bellissimo 😀