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lunedì 29 settembre 2014

#NotInMyName

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Come fermare una guerra? Inizia a trovare pace. Se inizi a cercare di porre pace in una situazione a partire da un conflitto non avrai che altra lotta, altro conflitto. Sarai in conflitto con il conflitto stesso.
Pace non puo' essere l'obiettivo di un percorso o di un cammino, Pace e' il punto di partenza imprescindibile.
Cio' che vediamo adesso nel mondo e' l'espressione del tentativo di voler porre pace imponendo il proprio punto di vista. Tutti pensano di avere ragione, tutti pensano di avere Dio dalla loro parte.
Ma la Pace non sta dalla parte di nessuno, non vede vincitori e vinti, non crea prigionieri, non ha mezzi che giustifichino i suoi fini.
Controllo e paura sono l'espressione di questi tentativi di voler creare pace attraverso azioni che combattano altre azioni.
Se il tuo Cuore e' in tumulto, se ti senti in conflitto o vuoi combattere contro un conflitto, allora fermati. Stai andando nella direzione sbagliata.
Tu SEI Pace. Non cercarla, trovala in te e allora l'avrai condivisa con il mondo intero.
Shakti Caterina Maggi

sabato 14 dicembre 2013

Vivere dalla gioia e non dalla paura

La guerra al terrore crea solo altro terrore e paura. Le guerre non sono fatte per essere vinte ma solo per mantenere il predimonio di chi guadagna dall'armamento bellico e dal mantenimento del sistema dominante. Le guerre non sono fatte per combattere la giustizia o mantenere la pace: l'atto stesso di uccidere un'altro essere umano o invadere o distruggere la sua casa non è un atto che può portare pace.

La guerra non è un atto inevitabile, non è l'unica alternativa: in un mondo globale l'uomo è chiamato a rispondere del dolore dell'altro come il suo, del lutto del suo fratello come se fosse il proprio, della sua fame e della sua povertà. Perchè l'altro siamo noi. Siamo un'Unica Coscienza, che vive attraverso tutti i corpi, inclusi quelli di coloro che sembrano volerti fare del male, o che hanno un colore di pelle che ti fa paura, o che minacciano di distruggere il tuo benessere o la tua salute.

Questa è la realizzazione che annienta il vecchio paradigma dell'occhio per l'occhio e dente per dente e apre invece una dimensione diversa, l'unica capace di trasformare davvero la paura. E' la dimensione dell'Amore.

Fino a che non capiamo questo saremo dominati dalla paura e dal terrore e obbediremo alle loro leggi al punto che ci sembrerà impossibile vivere in un altro modo che non sia quello di proteggerci e difenderci o attaccare per poter avere di più. Gli occhi della paura non vedono che il dolore che spinge qualcuno a fare del male è lo stesso che brucia nel tuo cuore. Gli occhi della paura ignorano che le lacrime di una madre il cui figlio è morto in guerra sono le stesse non importa che bandiera fosse cucita sulla sua divisa. Gli occhi della paura non sanno che Dio è sempre dalla tua parte anche quando si chiama Allah o Krisna. Gli occhi della paura puntano il dito contro le vergogne del mondo perchè c'è troppo pudore a mostrare le proprie fragilità e contraddizioni. Gli occhi della paura vogliono avere ragione, vogliono spiegarti come stanno le cose e non sanno ascoltare che il proprio desiderio di verità è lo stesso che anima chi sembra non essere d'accordo con te.

Gli occhi dell'amore si aprono all'ingiustizia vedendo che è solo un riflesso della propria incapacità di vivere ciò che sappiamo essere vero di noi , dell'incapacità onorare il nostro cuore. Gli occhi dell'amore non chiedono pace a chi fa la guerra, ma la offrono in ogni istante senza imporre i propri modi. Gli occhi dell'amore non vedono separazioni, non riconoscono confini, non chiedono quale sia il tuo credo o la tua moneta o la tua legge, per poterti amare.

Fino a che saremo dominati dalla paura e non seguiremo quelle leggi dell'Amore che sono scritte nei nostri cuori non fioriremo nella gioia. La gioia è il nostro diritto di nascita e lo è per ogni essere vivente su questo pianeta, ogni vecchio, uomo, bambino, ogni animale o pianta, o cristallo o roccia.

Apri il tuo cuore e se non sai come vivere dall'Amore, chiedi che ti venga mostrato. Accadrà istantaneamente. Senti il cuore che aprendo si spezza, il dolore che si scioglie in lacrima. Chiedi di imparare ad amare, e il tuo Sè profondo ti mostrerà come. Lo sta già facendo in realtà, da sempre.

Un abbraccio a tutti voi,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 31 maggio 2013

Un messaggio di Pace

In questo momento molti conflitti e guerre stanno accadendo sul pianeta e questa situazione preoccupante per tutti, sia per chi si considera un ricercatore spirituale, sia per coloro che apparentemente non cercano nella spiritualità o nella religione una risposta a questa sofferenza. È evidente a tutti che qualcosa di molto sbagliato sta succedendo nell'umanità, che qualcosa sembra essere del tutto fuori equilibrio.

Qualcuno pensa che questo equilibrio potrebbe essere ristabilito attraverso un maggiore controllo sulla popolazione, e quelle sono le persone che comprano armi più grandi, pistole più grandi, lucchetti alle porte più grandi. Alcuni addirittura pensano che un unico governo mondiale e un unico esercito dovrebbero controllare tutto, perché la sicurezza è diventata un problema così importante che la libertà può essere sacrificata solo per garantire più sicurezza e pace.

Il risultato di questo modo di pensare è evidente: tali azioni vengono dalla paura, e anche se le loro intenzioni potrebbero essere positive, hanno la paura come conseguenza, non la pace. Pace non può essere la conseguenza di un'azione provenienti dalla paura e quando agiamo secondo questa convinzione, i risultati sono quelli che vediamo ora in tutto il mondo con conseguenze preoccupanti per tutti.

È pertanto necessario che la pace diventi il nostro punto di partenza imprescindibile se vogliamo vedere un mondo diverso per noi e per l'intera umanità. Abbiamo bisogno di riscoprire questa pace e renderci conto di cosa essa sia, altrimenti continueremo ad essere dominati dalla paura e il risultato sarà ancora più sofferenza.

La paura deriva da un errore di base nel modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo.
Vediamo noi stessi come una parte e quindi vediamo il mondo parzialmente. Vogliamo salvare una parte ed escludere l'altra, prendere una posizione e combattere gli altri. A partire da questo senso di separazione sorge paura, con tutte le conseguenze che essa comporta. L'Amore non esclude nulla e include tutto, l'Amore vede il mondo dall'unità e agisce in conformità con le sue leggi naturali e il suo equilibrio.

Le guerre sono basate su questo senso di separazione, così come ciò che consideriamo i nostri conflitti personali. La base è la stessa: crediamo di essere separati gli uni dagli altri, da tutto il mondo. Questa ipotesi è assolutamente falsa. Ciò che siamo è un essere che vive attraverso tutte le forme e si manifesta come un unico mondo. Tutto è Coscienza, anche ciò che sembra essere inanimato. La scienza ci dice che tutto è energia: questa unica energia proviene da un luogo che è anche di là di essa, ovvero Silenzio, Quiete, Pace.

La Pace è dunque la sorgente di ogni cosa, ma quando il senso di separazione è presente, essa rimane nascosta e la si cerca nel mondo, creando così ancora più confusione. Questa Pace è l'origine del mondo stesso: è da questo Uno immobile che tutto nasce, e questo Uno è Io, lo stesso Io che vive attraverso tutte le forme. Pace è l'Io, il testimone e la sorgente.

Tutto ciò che viene visualizzato, incluso il corpo e la mente, è testimoniato da questo immobile, consapevole, impersonale, Io. Di solito si crede di essere il nostro proprio corpo-mente e in questa convinzione si manca di riconoscere che siamo invece ciò che sta vedendo ogni cosa e che misura ogni cosa (tempo, spazio, cambiamento, colori, forme ecc.). Ciò che siamo veramente è quindi di là di tutte queste categorie ed è per questo che possiamo vedere tutti i cambiamenti nel mondo. È infatti dall'Eterno che si vede il tempo passare, è dal Vuoto che tutto quello che cambia è visto trasformarsi. L'Io è quindi questa Consapevolezza impermanente, Vuoto immobile, Pace Stessa, la Sorgente. Ciò che siamo non è solo la mente e il corpo, ma ciò che vede ogni cosa, lo stesso Io di tutti gli esseri.

Vedere è creare. Ciò che si manifesta lo fa solo perché tu lo vedi. Questo è qualcosa che ora persino la scienza riconosce: ciò che testimonia e ciò che è testimoniato sono uno e il secondo esiste solo perché il primo c'è. l'Io esiste al di là della manifestazione che va e che viene, mentre la manifestazione non esiste senza l'Io che la vede.

Quando si riconosce che il luogo da cui osservi il mondo è lo stesso da cui lo si crea, è improvvisamente chiaro che i conflitti che si mostrano nella manifestazione sono solo un riflesso di questa convinzione di separazione. Quando "il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce" - come scritto nella Bibbia - in altre parole quando questo vedere globale viene riconosciuto, tutto quello che sembra essere separato e frutto di azioni conflittuali è visto come una unica azione del Divino. È questo Uno che tenta di riconoscere se stesso attraverso la sua manifestazione e quando manca di vedere di essere Uno  pensa di essere una parte tra i molti ed è conflitto con se stesso.

Questo riconoscimento è lo stesso che è stato fatto da coloro attorno ai quali tutte le religioni sono state create e poi deviate da chi ha cercato di capire ciò che era stato condiviso, senza vederlo veramente in se stesso. Al giorno d'oggi abbiamo la possibilità, attraverso tutti i drammi e l'emegenza per il pianeta stesso e suoi abitanti, di vedere finalmente di nuovo questo messaggio d'Amore e di Pace. È importante che tutti gli esseri umani vedano come le conseguenze ci stiano letteralmente uccidendo.

Non pensare che non sia sufficiente che tu lo veda perché un cambiamento si manifesti nel mondo. Se sei arrivato fino a qui nel leggere, vuol dire che qualcosa in ciò che è stato condiviso sta risuonando come giusto in te e tu stesso stai riconoscendo di essere quell'Uno che sta in realtà scrivendo proprio queste parole. Tu sei l'immobile Io, l'Eterna Consapevolezza che crea tutto, Tu sei questa Pace che cerchi di stabilire AL DI FUORI di te. Quando vedi questa Pace come ciò che sei, ogni azione sarà solo una manifestazione di essa, ne sarà un riflesso. Quando si dimentica questo fai esperienza di sofferenza e di dolore nella tua vita e nel mondo stesso nel tentativo di trovare se stessi, Pace, in un mondo sempre mutevole.

Questo messaggio può essere capito da chiuque. Non è necessaria alcuna preparazione. È sufficiente che si riconosca che ciò a cui ci si è attaccati è una falsa immagine di sé che stava creando separazione. Quella che è la tua esperienza di questo e di ogni momento è che sei ciò che sta vedendo ogni cosa, incluse queste parole, il luogo in cui il tuo corpo si trova e il gioco interiore della mente. Questo Io che vede tutti i cambiamenti è Pace. Questo Io è lo stesso di tutte le forme, infatti i corpo-mente cambiano, ma questo che li testimonia è sempre l'Io vuoto. Quindi siamo Uno, Io sono Te e Tu sei Me.

Vedere questo è Amore. Un Amore che non è un'emozione ma è la Pace che cerchiamo in noi stessi e nel mondo. Questo Amore ti sta chiedendo di riconoscere Se stesso anche attraverso quella forma così che possiamo viverlo e celebrarlo in questo bel giardino che è la Terra.
Con Amore,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 12 aprile 2013

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" Gandhi



Non parlare di pace se non la conosci nel tuo cuore, quando nessuno ti vede.


Non parlare d'apertura quando chiedi ancora al mondo di essere diverso da com'è.
 

Non parlare di rivoluzione se ti attacchi ancora al passato per valutare il tuo futuro.
 

Non parlare d'amore, lo uccide. 
Sii Amore, condividiti, non lo devi praticare, non lo devi dare o ricevere. Riconosci di esserlo e il mondo lo rifletterà per Te.
 

Shakti Caterina Maggi

giovedì 27 settembre 2012

Cambiare il mondo

 E' servo chi tiene la testa bassa per paura di nuovi soprusi, chi non soccorre il fratello che viene ingiustamente accusato, chi non supporta a esprimersi liberamente anche coloro che sono di parere diverso dal suo. 

E' però anche schiavo chi sente di dover lottare contro i prepotenti e a sua volta genera violenza, chi non fa che puntare il dito senza considerare che anche lui è stato colpevole alm
eno una volta, chi deve esprimere a tutti i costi la sua opinione rinunciando al grande dono dell'ascolto.

Un uomo, una donna liberi sono rari. Non combattono la guerra, ma offrono pace. Non giudicano, ma comprendono che loro stessi sono parte delle ingiustizie e quindi sanano prima se stessi e solo dopo il mondo. Non chiedono e non danno amore, ma lo incarnano in ogni momento e così facendo lo condividono con chiunque. Non hanno paura di guardare in faccia i loro lati oscuri e sorridono con te dei tuoi.

Un nuovo mondo può nascere solo dall'amicizia e dalla pace, non come ideale da raggiungere, ma come punto di partenza imprenscidibile. Se non sei in pace, non lottare per essa, ma fermati fino a che non sia vera di te e poi guarda come ogni tua azione la porterà, persino in silenzio. Le rivoluzioni per strada lottano ancora contro un nemico là fuori, contro cui la gente può coalizzarsi per sentirsi vicina e poi tornare a vivere le proprie vite chiusi nelle proprie gabbie interiori ed esteriori. Un mondo nuovo invece nasce da una rivoluzione interiore, dove il nemico è visto essere solo la nostra stessa faccia allo specchio che risponde con un sorriso o uno sberleffo a seconda di quello che ci stiamo riflettendo dentro. L'altro siamo noi. Sono Io. Nessuno da odiare o da amare, ma il riconoscimento che l'ombra è solo un modo in cui la Luce puo' diventare piu' evidente quando l'abbiamo dimenticata. Se la ricordiamo, se ci ricordiamo che siamo quella Luce, l'ombra svanisce da sè. E' un processo naturale.

Se non hai fiducia in tutto questo, non cercare di averne, ma accogli quel senso di ingiustizia che ti brucia dentro e invece di scaraventarlo fuori per il troppo dolore prova ad ascoltarlo. C'è una saggezza nascosta in quel dolore, che sta cercando di dirti qualcosa, ma se lo tiri fuori urlando non riuscirai a sentire la sua voce.

Viviamo in tempi di grandi cambiamenti e meravigliose opportunità. Ognuno di noi è chiamato a vivere dalla gioia e non più dalla paura e dal dolore: per farlo, è necessario che ogni forma sacrifichi la propria sofferenza e paura e la lasci andare. Solo in questo modo questo giardino meraviglioso che è la terra può tornare a brillare.

Un abbraccio a tutti voi
Shakti Caterina Maggi

mercoledì 26 settembre 2012

mercoledì 12 settembre 2012

Vivere nella gioia e non nel terrore

Anni fa, quando lavoravo come giornalista in finanza il mondo cambiò per sempre. Guardavo immagini in diretta alla CNN lanciando aggiornamenti per l’agenzia per cui lavoravo e mi sembrava di guardare uno dei soliti film d’azione, solo che non era un film… O forse lo era ma all’epoca non lo capivo in quel senso!
Seguivo Wall Street e la mia agenzia è stata una delle prime a dare la notizia che gli Stati Uniti erano stati attaccati nel loro territorio, che il WTC stava esplodendo, squagliadosi come un panetto di burro su se stesso mentre uomini e donne disperati si lanciavano nel vuoto per sfuggire ad una morte nelle fiamme. Il Pentagono era bucato da quello che sembrava il foro di un missile, anche se rapidamente ci dissero che un aereo di cui non c’erano resti lo aveva colpito nonostante l’erba del prato fosse intatta davanti all’edificio senza segni di alcun velivolo schiantato. Il mondo cambiò e io con lui, perdendo fiducia nel fatto che stavo facendo informazione… era DIS-informazione.
Lo capii col tempo, all’inizio ero solo stordita, e incredula che proprio il giornale per cui lavoravo (che era presieduto dal neo-sindaco di NY) non voleva pubblicare la notizia che i mostri della finanza Goldman Sachs e Lehman Brothers mostravano – dati alla mano – che qualcuno SAPEVA quello che stava per accadere, settimane in anticipo sull’evento. Avevano scambiato miliardi di dollari con la scommessa che le azioni delle compagnie aree coinvolte nell’11 settembre sarebbe crollate. Ma di voler indagare nessun interesse, si doveva scrivere che gli Stati canaglia del Medio Oriente volevano distruggere il mondo occidentale, che era meglio scambiare libertà con sicurezza, e con qualche piccola guerra chirurgica avremmo messo a posto Iraq e magari Siria. Ci sarebbero stati pochissimo in Iraq, gli americani, al massimo due settimane… cosa da fare visto che lì c’erano armi di distruzioni di massa! Io sentivo che non sarebbe stato affatto così e che da qualche parte se fino a quel momento pensavo che la società a cui appartenevo avesse creato il migliore dei mondi possibili adesso intuivo che forse i “cattivi” eravamo noi e che tacendo e acconsentendo come pecore senza fare domande reggevamo il gioco a chi si arricchiva occupando pozzi di petrolio altrui e creando nuove armi che avrebbero ucciso e avvelenato persino i soldati stessi che le usavano massacrando popolazioni ignare e innocenti. Il mondo è cambiato e io con lui: o almeno il segno di un cambiamento sembra arrivare.
 
Oggi so che la guerra al terrore crea solo altro terrore e paura. Le guerre non sono fatte per essere vinte ma solo per mantenere il predimonio di chi guadagna dall'armamento bellico e dal mantenimento del sistema dominante. Le guerre non sono fatte per combattere la giustizia o mantenere la pace: l'atto stesso di uccidere un'altro essere umano o invadere o distruggere la sua casa non è un atto che può portar
e pace.

La guerra non è un atto inevitabile, non è l'unica alternativa: in un mondo globale l'uomo è chiamato a rispondere del dolore dell'altro come il suo, del lutto del suo fratello come se fosse il proprio, della sua fame e della sua povertà. Perchè l'altro siamo noi. Siamo un'Unica Coscienza, che vive attraverso tutti i corpi, inclusi quelli di coloro che sembrano volerti fare del male, o che hanno un colore di pelle che ti fa paura, o che minacciano di distruggere il tuo benessere o la tua salute.

Questa è la realizzazione che annienta il vecchio paradigma dell'occhio per l'occhio e dente per dente e apre invece una dimensione diversa, l'unica capace di trasformare davvero la paura. E' la dimensione dell'Amore.

Fino a che non capiamo questo saremo dominati dalla paura e dal terrore e obbediremo alle loro leggi al punto che ci sembrerà impossibile vivere in un altro modo che non sia quello di proteggerci e difenderci o attaccare per poter avere di più. Gli occhi della paura non vedono che il dolore che spinge qualcuno a fare del male è lo stesso che brucia nel tuo cuore. Gli occhi della paura ignorano che le lacrime di una madre il cui figlio è morto in guerra sono le stesse non importa che bandiera fosse cucita sulla sua divisa. Gli occhi della paura non sanno che Dio è sempre dalla tua parte anche quando si chiama Allah o Krisna. Gli occhi della paura puntano il dito contro le vergogne del mondo perchè c'è troppo pudore a mostrare le proprie fragilità e contraddizioni. Gli occhi della paura vogliono avere ragione, vogliono spiegarti come stanno le cose e non sanno ascoltare che il proprio desiderio di verità è lo stesso che anima chi sembra non essere d'accordo con te.

Gli occhi dell'amore si aprono all'ingiustizia vedendo che è solo un riflesso della propria incapacità di vivere ciò che sappiamo essere vero di noi , dell'incapacità onorare il nostro cuore. Gli occhi dell'amore non chiedono pace a chi fa la guerra, ma la offrono in ogni istante senza imporre i propri modi. Gli occhi dell'amore non vedono separazioni, non riconoscono confini, non chiedono quale sia il tuo credo o la tua moneta o la tua legge, per poterti amare.

Fino a che saremo dominati dalla paura e non seguiremo quelle leggi dell'Amore che sono scritte nei nostri cuori non fioriremo nella gioia. La gioia è il nostro diritto di nascita e lo è per ogni essere vivente su questo pianeta, ogni vecchio, uomo, bambino, ogni animale o pianta, o cristallo o roccia.

Apri il tuo cuore e se non sai come vivere dall'Amore, chiedi che ti venga mostrato. Accadrà istantaneamente. Senti il cuore che aprendo si spezza, il dolore che si scioglie in lacrima. Chiedi di imparare ad amare, e il tuo Sè profondo ti mostrerà come. Lo sta già facendo in realtà, da sempre.

Un abbraccio a tutti voi,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 1 giugno 2012

Oltre amore e odio, Io sono


" 'Non puoi fare nulla per evitare che Caino uccida Abele a meno che tu non veda che sei sia Caino che Abele'. Quello che non capisco è l'utilità di questa frase... anche quando sai che sei sia Caino che Abele... l'amore in tutto questo dov'è??... Anche quando so che io e te siamo la stessa persona... l'amore dov'è?...porta il secchio alla fonte e taglia la legna...".
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Ciao!

Dipende quello che intendi per amore. Di solito "amore" è una parola che usiamo per descrivere una emozione, o una passione, o una attrazione. L'Amore è tutt'altro. Amore comprende tutte queste cose, e anche tutti i loro opposti. Perché Amore è proprio vedere che l'altro non esiste... ma sei tu. Non significa essere "la stessa persona" perché non c'è una persona, e proprio questa realizzazione che non c'è una persona da nessuna parte E' Amore. Quindi per rispondere alla tua domanda, non "serve" a niente.

L'Amore non serve a nulla, ma quando lo perdiamo di vista c'è sofferenza. Perché quando lo perdiamo di vista frammentiamo  qualcosa che sostanzialmente è un Unico Essere in più parti. Ecco perché quando questo  accade ci sentiamo divisi, spezzati, e sentiamo che ci manca qualcosa. Quello che ci manca è il nostro vero Sé, noi stessi. Ci manchiamo e quindi sentiamo dolore e cominciamo a cercarci. A volte lo facciamo nell’altro, nel nostro compagno o compagna, a volte nella nostra guida o insegnante. Cerchiamo qualcosa che ponga fine a quel senso di incompletezza che è così doloroso. Ma se lo cerchiamo nell’altro perdiamo il punto. 

Potremmo continuare a farlo tutta la  vita, ma quel senso di incompletezza non finirà mai del tutto. Nessun amante, nessun compagno o compagna, nessun guru o insegnante potrà mai farti sentire amato o amata.  Mai del tutto. Però se vedi te stesso negli occhi del tuo amante, nello sguardo del tuo maestro, allora c’è amore. Quando vedi la tua ombra in chi odi, quando cogli la tua stessa rabbia in chi ti vuole fare del male allora sai cos’è Amore. Allora SEI Amore. 

Quando vedo che tu sei me, che tutto quello che amo o odio di te è me stesso, me stessa, non posso più avere paura. Se dico di “amarti” e vedo che tu sei me, non avrò paura che tu vada via perché so che con chiunque tu sia io sarò lì. Se dico di “amarti” non dovrò possederti ma ti lascerò libero o libera di essere tutto quello che sei perché saprò che in qualunque modo tu sia quello è come io stessa, io stesso sto apparendo. Saremo uniti in un luogo che è molto più profondo del corpo o della mente, ma nello stesso Essere. Questo Amore è del tutto impersonale e all’interno di esso si dispiega l’intera Vita con tutti i suoi colori, forme, i tuoi drammi e commedie.

Quando vedo che tu sei me,  se dico di “odiarti” quello che sto vedendo è riflesso allo specchio tutto quello che non mi piace di me stesso, di me stessa. Ogni cosa che penso che tu sia sarà solo un riflesso di una etichetta che sto mettendo su di me.

Solo quando vedo me stessa, me stesso in te  allora ti vedo davvero. Allora ti “amo” davvero. E allora potrebbero continuare a piacermi o meno alcune forme (magari per una questione di chimica oppure di caratteristiche diverse e incompatibili) ma nello sfondo ci sarà comunque Amore. Alcune forme potrebbero non andare d’accordo con questa forma, ma non si perderebbe di vista il fatto che tutto quello che accade è solo un unico movimento di un unico essere. Caino e Abele, l’abusatore e la vittima sono tutti e due me. E quando vedo che sono entrambi e non mi identifico con una parte allora c’è la possibilità che non spezzandomi più in due quella sofferenza non debba più manifestarsi nel gioco della Vita. O magari continua ad accadere ma ci sarebbe una profonda accettazione che tutto quello che accade è perfetto e necessario. 

Nel Bhavagad Gita Krisna dice ad Arjuna “ Colui che pensa di uccidere e colui che pensa di essere ucciso vivono entrambi in una illusione”. Quando pensi di  essere una parte e non l’altra sei in una illusione e soffri. Soffri quello spezzare un unico Essere in due.

Quando vedi te stesso nell’altro, sia nel bene che nel male, allora c’è SOLO Amore. E la Vita continua in modo del tutto ordinario. Come dici tu, spacchi la legna e porti l’acqua come recita il detto zen. Non è che improvvisamente ti metti ad abbracciare tutti quelli che incontri (a meno che questo non sia quello che ti va al momento  ). Non è che improvvisamente tutti ti piacciono. Alcune forme continuano a non piacerti e altre sì. Ma l’Amore non viene mai meno. Non c’è biasimo o senso di colpa, ma compassione. La Vita prosegue come prima con i suoi su e giù, con i suoi drammi e vicende ma da qualche parte sai che anche coloro che sembrano volerti fare del male sono te. Che coloro che sembrano volerti aiutare sono te.

Non ci sono più grazie personali allora, e neppure parole di biasimo. C’è una gratitudine per il fatto che tutto è perfetto così com’è ed è parte della danza della Vita.     
Caino uccide Abele ed entrambi sono te. Se quell’accadere ti dà sofferenza l’unico modo di evitarla è svegliarsi a questo fatto che essi sono riflessi della tua stessa Coscienza. Se questo avviene forse quello specchio si spezzerà e la vita potrebbe anche manifestarsi in modo diverso. Siamo tutti chiamati a questo in un certo senso. La Coscienza, la stessa, che vive attraverso queste forme sta attraversando un momento critico in cui il sogno del mondo sembra sull’orlo del collasso. Magari non tutti sono sensibili a questo perché troppo presi dalla loro vita “personale”. Ma la nostra vita “personale” non è disgiunta dalla nostra vita collettiva. Tutto è Uno.

A meno che questo messaggio non sia compreso, non a livello mentale, ma visto direttamente l’uomo potrebbe estinguersi come specie. Lo hanno detto molti in passato. Io non so se accadrà una fine del mondo, ma quello che è certo è che la fine del mondo succede quando il corpo muore. E un giorno sarà vero di te e di me in ogni caso. Potere vivere ogni istante consci di chi siamo davvero cambia profondamente la qualità della Vita, perché non c’è più ragione di avere paura. Ed è la paura che ci divide, è la paura che ci fa soffrire. Paura è senso di separazione.

Non posso avere paura di te se vedo che tu sei me.
Grazie della tua domanda. Un carissimo saluto
Shakti

giovedì 22 marzo 2012

Vera meditazione e pace

Perché cerchi l'illuminazione e per chi? La mente rifiuta quello che appare e cerca nel prossimo momento redenzione e liberazione.

Chi ti offre qualunque metodo per vedere chi sei, per trovare pace, chi ti dice che devi camminare un cammino di mille miglia prima di cogliere che non c'è nessuno che sia mai stato imprigionato, è ancora p...erso egli stesso nell'illusione.

Prima di correre a meditare... prima di infilarti in qualunque tecnica, se c'è rifiuto, quella sarà una fuga. Non sarà vera meditazione. La mente basata sul concetto di ego trasforma tutto in un metodo, persino manipolando l'auto-indagine suggerita da Ramana. Chiedersi "chi sono io?" non è una tecnica da applicare per ottenere risultati nel futuro, ma una descrizione di quello che accade quando il risveglio accade. Cercare di fare questo è solo parte dell'ego spirituale che per sopravvivere a se stesso inizia persino a usare le parole dell'Advaita o di altre tradizioni come Ho-oponopono.

Dire "non c'è nessuno" e usarlo come scusante per le proprie reazioni egoiche assomiglia ad un bambino che tira una pietra in testa al suo compagno e poi fischietta facendo finta di nulla... Dire "mi dispiace ti amo" e non intenderlo nel tuo cuore è come mangiare un frutto troppo dolce e allappante, disgusta.

Quando DAVVERO nel silenzio del cuore vedi che non c'è nessuno, allora non c'è nessuno da perdonare, non c'è nessuno a cui chiedere scusa, nessuno persino da amare. O meglio c'è solo amare. Se non c'è un nemico, perché sei tu quel nemico con chi te la stai prendendo?

La mente spirituale torna e dice: ma tutto questo significa accettare passivamente ogni sopruso? Nemmeno. Significa che nella spontaneità del momento potresti rispondere ad una spinta con una spinta oppure con un sorriso, ma qualunque azione sarà presente sarà una RISPOSTA e non una reazione.

Distinguere le due cose è abbastanza facile: nel primo non hai una motivazione se non la sensazione di voler fare qualcosa perché è quello che sorge in quel momento, nel secondo caso ci sono giustificazioni, desiderio di vendetta, c'è nessun rancore che resta.

Il mondo ci sta riflettendo uno spettacolo di odio, violenza, sopruso in modo quotidiano. Siamo sull'orlo del collasso. E' la nostra chiamata, perché come razza umana siamo sull'orlo dell'autodistruzione. Quella chiamata è una occasione di vera meditazione, che è apertura al fatto che tutto quello che appare è noi stessi in manifestazione.

Nell'economia dell'Universo mondi nascono e muoiono, e nel bel giardino blu che scintilla nello spazio l'uomo è solo uno dei tanti animali della Terra. Però è un animale prezioso perché attraverso di esso il suo Creatore può essere conscio di sè. Ogni giorno bambini di ogni razza e religione vengono uccisi in nome di "verità". Sono figli della Terra, sono bambini miei, tuoi. Li uccidiamo in nomi di idee, di interessi, per paura. La Terra piange i suoi figli e si ribella.

Forse autodistruzione è il modo in cui la Coscienza cerca di porre rimedio a quello strano fenomeno che è l'uomo, l'unico animale che distrugge la sua stessa tana. Nessun topolino costruirebbe trappole per topi diceva Einstein. E non serve essere Einstein per capirlo. E' tempo di svegliarci a chi siamo, di affrontare il proprio dolore e rifiuto nel silenzio del cuore e vedere che siamo davvero una Unica Coscienza.

Se vuoi uccidere o fare del male a tuo fratello perchè non è in linea con la tua "verità" allora buttala via. Lui o lei contano di più di quel genere di verità. Lui o lei sono verità vivente, sono Coscienza incarnata.

Un saluto di pace a tutti voi,
con amore Shakti Caterina Maggi

giovedì 16 febbraio 2012

Il Cuore del mondo

Cerchi pace, ma continui a proeittare scenari di guerra, prendere una parte invece che un'altra, distinguere tra chi ha ragione e chi ha torto. Solo quando la scena è globale e presa nel suo insieme è possibile cogliere che sia vincitori che vinti, sia vittime che carnefici sono TE.

Tu muori ed uccidi, torturi e sei abusato, rubi e sei depredato. Ogni volta che il cuore si ritira rispetto ad una... parte perde di vista il Tutto, ogni volta una parte di Te viene tradita, torturata, rifiutata.

Soffri perchè non ti cogli nell'Intero, perchè punti il dito contro chi ti tradisce, chi sbaglia, chi non accetta, chi rifiuta. Il gioco degli specchi si interrompe solo dove sei, solo in Te. Quando colui che si specchia è visto non esistere resta solo un gioco di luci e ogni cosa si trasforma in un battito di ciglia.

Per la prima volta forse l'uomo ha la possibilità di usare questa minaccia incombente e prossima di auto-distruzione per volgere quel dito contro se stesso, per abbassare quel dito accusatore verso l'esterno e indicare colui, colei che osserva l'intera scena. Lì, in quella neutralità che osserva negativo e positivo, c'è ciò che vai cercando, lì c'è pace, lì ogni conflitto termina.

Questo è ciò che si intende quando diciamo "riporta tutto nel tuo cuore". Quella neutralità è il Cuore del mondo, è oltre l'amore umano, è ciò che non conosce separazione, dove non esiste un altro. E comincia dove sei tu, adesso in questo momento. Comincia dalla tua incapacità di accettare che l'abuso e il conflitto nascano porprio da te.

Fa male vero? Spezzarsi in vincitori e vinti è doloroso, frantumarsi in abusati e abusatori è fonte di sofferente. Resta con quel dolore se puoi, non muoverti. Non cercare di aggiustarlo, di spostarlo, di rimediare. Se puoi, resta con quel dolore, se puoi lascialo nel tuo cuore. Siediti con esso, lascia che bruci. Lascia si espanda. Se puoi non agirlo nè reprimerlo, restaci insieme, diventa quel dolore.

Quando non resterà che cenere, allora nascerà una nuova pace che non nasce da predere nessuna parte, ma accoglie ogni parte e quindi la supera.

Il mondo è sull'orlo dell'autodistruzione e quel dolore è tuo, è mio, prendilo, accoglilo. Chi lo farà altrimenti per te?  
Shakti Caterina Maggi

mercoledì 18 gennaio 2012

Vedere



     Dai un'occhiata in giro, il mondo sta impazzendo. Se non ti sembra che sia così, allora non leggere oltre e torna a dormire. Se questo fatto sta invece cominciando a colpirti, allora forse sei pronto a leggere questo messaggio.

Stiamo al momento entrando in un periodo molto strano della storia umana: siamo infatti ad un punto di svolta in cui le cose potrebbero volgere verso un totale caos o iniziare ad armonizzarsi da sole in modo naturale. Ci stiamo muovendo verso l’illuminazione di massa o forse la distruzione totale, mentre sempre più persone sono portate a porsi domande profonde data la follia delle circostanze del mondo esterno.

Molti di coloro che hanno realizzato ciò che sta accadendo stanno reagendo a queste circostanze esteriori, il che è comprensibile, ma ogni reazione si basa sulla paura e ogni azione proveniente dalla paura non può che creare condizioni più spaventose che alla fine non risultano nell'effetto desiderato previsto.

Siamo stati tutti ipnotizzati, siamo stati indotti a credere di essere altro da quello che realmente siamo e per questo motivo siamo co-creatori della follia che vediamo intorno a noi e che si esplica come il nostro mondo.

Il nostro sistema educativo e le religioni, tra le altre cose, ci hanno condotto a credere di essere vittime di qualche creatore separato da noi. La Verità è semplice: l’Uno che crea tutte le cose vive attraverso queste forme facendo esperienza della condizione umana. Tu sei il creatore, ma sei caduto in uno stato auto-ipnotico e hai perso di vista ciò che sei e quindi anche il fatto che il mondo che vedi è la tua creazione. Un riflesso della tua coscienza.

La cosiddetta realtà esteriore è un casino e sta peggiorando ogni giorno di più: c'è un solo modo in cui questo mondo può cambiare in meglio e questo è risvegliarsi al fatto di esserne il creatore. Se la falsa visione di te stesso lascia il posto alla realizzazione di ciò che veramente sei allora il mondo, che è il tuo riflesso, cambierà. "Come dentro, così fuori".

Tu non sei il corpo, né la mente, ciò che sei è questa consapevolezza che è consapevole della loro esistenza e come tale ne sei il creatore. E' sempre così anche quando non te ne rendi conto, ma dato che la tua natura è quella di creare allora crei da un punto di vista sbagliato, ovvero dall'ego, e il risultato è quella creazione incasinata che vediamo adesso e che appare come nostra realtà esteriore. Il risveglio alla realizzazione che ciò che sei è il creatore porterà in sè un equilibrio naturale nel modo di vedere se stessi. A quel punto il tuo riflesso - il mondo –cambierà di conseguenza per riflettere questo.

Ciò a cui ci si riferisce come "Io" non è il corpo o la mente, ma questa Consapevolezza che è alla base di ciascuno di noi: siamo tutti lo stesso "Io". La sola realizzazione di questo fatto porta un enorme cambiamento nel corpo-mente e nel mondo; è chiaro che se questo dovesse avvenire per ciascun corpo-mente anche il mondo cambierebbe.

Come far accadere tutto questo non è così difficile a livello meccanico, ma l’attualizzarlo è probabilmente la cosa più difficile che si possa fare. Viviamo in una realtà concettuale, vediamo il mondo attraverso dei concetti, dei quali il più grande è il concetto del "ME", l'ego, e per questo motivo abbiamo creato un senso di separazione tra il nostro sé e il nostro mondo, un qualcosa che in realtà non esiste. 

La risposta è rimuovere questa immaginaria separazione. Quando la mente è in una delle sue tante storie siamo in una realtà concettuale, una storia che in effetti non è per nulla reale. Quando l'attenzione è sulla sensazione che sta prima della storia nella mente, ci troviamo in una realtà percettiva ed è qui che le cose cominciano a cambiare. Quando viviamo nella concettualizzazione siamo persi nell'intelletto e governati da esso, quando viviamo nel mondo percettivo facciamo affidamento alla nostra intuizione. L'intelletto è l'aspetto maschile dell'uomo e l'intuizione è la sua controparte femminile: quando questi due sono interdipendenti l'uno dall'altra allora le cose cominciano a diventare chiare riguardo il nostro vero sé e il nostro mondo. Questa però non è la destinazione finale o quella in cui andare a riposare. Il nostro vero potere di cambiare le cose sta nel dissolvimento dell'intelletto e dell'intuizione nel VEDERE. Nel VEDERE noi SIAMO la sorgente di tutto ciò che è e al tempo stesso SIAMO tutto ciò che è.

Iniziamo col portare l'attenzione via dall'intelletto, dalle storie concettuali, per divenire coscienti della sensazione che appare prima della storia. Attraverso il restare attenti alla sensazione la storia comincia a volgere ad un suo termine: quando non c'è nessuna storia resta la radice della storia, che è la sensazione che la precede, ed è qui che la trascendenza nell'Unità comincia ad accadere.

Quando l'attenzione viene data interamente alla sensazione, alla percezione, si diventa consci della sensazione come oggetto che sta ricevendo l'attenzione da un soggetto. Nel momento in cui questo viene notato queste due apparenti polarità separate perdono la loro forza trainante e collassano l’una nell’altra per diventare una neutralità. Questo ci porta nel Vedere. Le circostanze esterne che hanno portato a questo momento immediatamente cominciano a cambiare, dato è non è più necessario che accadano in quel modo particolare per poter portare l'attenzione su questo VEDERE. Il mondo, che è un riflesso di ciò che sta accadendo nella coscienza prima di quel momento, cambia. Qualsiasi azione sorga da questo VEDERE sarà pura azione, una azione spontanea, non sarà né una risposta né una reazione, e questa azione avrà il suo effetto in un modo che sarà il migliore per tutti. Questa azione non sorge dal "ME", ma dal vero "Io", una pura azione che proviene direttamente dalla sorgente.

Ciascuna e ogni sensazione presente prima delle storie della mente può essere vista in questo modo e utilizzata in questa maniera, per portarsi a questo Vedere che è oltre la dualità di oggetto e soggetto, del "ME" e il “mio mondo”. Quando il soggetto e oggetto si dissolvono l'uno nell'altro c'è l'Unità e il tuo mondo riflette la tua visione di te stesso in quanto Sé.

Sì, il mondo attuale sembra folle, PERCHE’ la visione di te stesso è folle. Realizza quello che sei e questa follia scomparirà. E’ UNA coscienza e quindi tutti coloro che sono coinvolti nel gioco dell'esperienza umana e del mondo stanno giocando la loro parte alla perfezione attraverso il concetto di ego per creare ciò che è necessario per far volgere l’attenzione verso la sua sorgente, Consapevolezza. Tutti coloro che sono coinvolti con l'attività negativa e positiva che sta accadendo sono in realtà al servizio dell’illuminazione di massa. E’ UNA coscienza.

Qualsiasi azione intenzionale, che sia una reazione o una risposta, proverrà dal concetto dell’ego che intrattieni di te stesso. L’azione egoica è un'interferenza dato che il suo desiderio è quello di evitare qualcosa. Solo una azione pura porterà il risultato desiderato, che permetterà a tutti di risvegliarsi. La pura azione avviene solo quando la visione se stessi è pura.

La paura è una sensazione, l'impotenza è una sensazione, la disperazione è una sensazione, quello che abbiamo fatto è creare strategie, schemi abituali nella nostra mente, per evitare di sentire queste particolari sensazioni. Qualsiasi azione che sorge dall’evitare la sensazione creerà solo ulteriore separazione; è solo grazie alla possibilità di essere presenti a queste sensazioni che noi possiamo superarle e de-strutturare questi schemi abituali che creano quel senso di separazione che vediamo nel nostro mondo.

Se il mondo deve cambiare in un modo che sia di beneficio per tutti allora la realizzazione di ciò che sei è l'UNICO modo.
Realizza ciò che sei e quando VEDI che tu sei l’Immobilità che sta dietro tutte le azioni del mondo, il cambiamento avverrà. Dall’Essere quell’Immobilità tutto accadrà da sé.


Capitolo 48 del Tao Te Ching

Nella ricerca della conoscenza, ogni giorno qualcosa è acquisito.

Nella ricerca del Tao, ogni giorno qualcosa è lasciato andare.

Sempre meno e sempre meno è fatto

Fino a che la non-azione è raggiunta.

Quando nulla è fatto, non c’è nulla che resti incompiuto.

Il mondo è governato dal lasciare che le cose prendano il loro corso.

Esso non può essere governato dall’interferire.

Lao Tsu.

                                                                                                                              Avasa

martedì 8 febbraio 2011

Nessuna separazione




Viviamo in una società che intrattiene come sua idea principale il concetto di separazione, l'idea che tu e io siamo separati gli uni dagli altri. Questa idea ha portato con sè un prezzo da pagare il cui costo è molto alto e che ci costerà - se dovesse persistere - la morte della razza umana.

L'intero sistema attraverso cui siamo stati cresciuti nella nostra società dai nostri genitori e insegnanti, dalle nostre figure religiose e dai nostri governi si basa su questa idea di separazione, sebbene non esista nessuna qualsivoglia evidenza che possa supportare questa credenza. Abbiamo un'enorme fiducia nella scienza e su dove essa ci stia portando, eppure più la scienza stessa ci porta vicini a ciò che stiamo cercando, la Sorgente, e meno trova prove che la separazione esista DA QUALUNQUE PARTE.

Attraverso la storia dell'umanità ci sono state delle persone che si sono addentrate fuori dagli schemi consueti tipici del loro tempo e hanno sfidato il comune modo di pensare. Il loro messaggio in ogni e ciascun caso era identico: la separazione non esiste.

Il costo di intrattenere questa idea che ci siano essere separati si riflette in molti modi nel nostro mondo come le tante guerre che esistono e come la sofferenza cosiddetta a livello personale che è prevalente nelle nostre società in ogni loro strato. NON deve essere per forza in questo modo e in effetti tutto questo può cambiare facilmente, ATTRAVERSO il vedere che cosa in realtà siamo dietro tutti questi sistemi di credenza.

Una credenza è un pensiero con cui ci si è identificati perché non si conosce più il proprio Sè in modo diretto, ed è naturale cercare di ritrovare la propria identità una volta che la si è persa di vista. Le credenze sono create nel tentativo di ritrovare di nuovo noi stessi, il nostro Sè, come qualcosa di permanente, di reale.

Tutti gli esseri umani, a dispetto delle apparenti differenze, sono composti da tre cose. Un corpo fisico, una mente e qualcosa di intangibile chiamato Consapevolezza. Questo è sempre il caso, quandunque ci sia l'esperienza umana.

La prima di queste tre cose la conosciamo tutti in quanto è chiaramente in bella vista, la seconda la conosciamo ma non è sempre così chiara e ovvia come la prima e la terza, la Consapevolezza, raramente riceve la nostra attenzione in quanto è in qualche modo strana dato che è l'unica a essere permanente di queste tre componenti. Il corpo e la mente vanno e vengono, come accade nel sonno profondo, ma la Consapevolezza è sempre presente.

Perché allora, ci potremmo chiedere, questo che è sempre già presente resta così sconosciuto? La risposta è semplice: NON è una COSA. La consapevolezza non ha una forma o un colore o una descrizione di qualunque tipo, eppure E'. Senza questa presenza di Consapevolezza non ci sarebbe la possibilità di fare esperienza di nulla.

Chiaramente questa Consapevolezza è quindi di incredibile importanza. E' questo che dobbiamo conoscere di nuovo così che non venga più ignorato. Quando ignoriamo questa Consapevolezza, noi in quanto Consapevolezza, cerchiamo di ritrovarci attraverso l'identificazione con gli oggetti che appaiono in essa, come il corpo e la mente. Crediamo allora di essere una COSA finita e ne soffriamo le conseguenze. Creiamo una falsa identità e a partire da essa viviamo una realtà che è falsa.

Dai un'occhiata proprio ora alla tua immediata esperienza, corpo, mente e qualcosa che vede il loro apparire e che chiediti: "Quale di queste tre cose è permanente? Quale di queste è ciò che vede le altre due che sono viste?".

TU sei ciò che è visto e la Consapevolezza che testimonia l'apparizione del corpo e della mente. Come questo che vede tu sei un Nulla, una Non Cosa, una presenza consapevole che è priva in sè di qualità e quindi non ha nessuna descrizione. Tu semplicemente SEI. Questa Consapevolezza è la stessa in tutti gli esseri umani: i loro corpi e il gioco delle loro menti varia, ma questa Consapevolezza è sempre identica, è lo stesso Uno. Nel momento in cui questa Consapevolezza inizia di nuovo a includere se stessa nella scena diventa sempre più chiaro che il corpo e la mente sono dei veicoli attraverso cui si può fare esperienza, ma uno NON è queste cose. In breve tempo l'attenzione torna in modo naturale a questa Consapevolezza in mezzo a momenti di abitudinaria identificazione con il corpo-mente fino a che non accade una stabilizzazione e una realizzazione chiara e conscia che si E' questo.

Il problema di questa erronea identificazione cade e con essa anche la cosiddetta sofferenza personale. La Vita è vista in un modo completamente differente e si vede che si Uno con la Vita stessa. Questa è la direzione che la società DEVE intraprendere perchè la specie umana possa continuare ad esistere.
Non è una cosa che è necessariamente difficile perchè tutto quello che è necessario per apportare questo modo di vedere le cose è in realtà già presente. Richiede solo che noi lasciamo cadere tutte le nostre stupide credenze e che VEDIAMO ciò che E'. Corpo, mente E questo che è sempre presente, l'Eterno, il nostro SE'.
Questo è ciò che è stato indicato da coloro che hanno condiviso un messaggio con l'intenzione di rimuovere il senso di separazione. Questa è sempre stata la risposta, e non è cristiana, buddista, ebraica, musulmana o qualunque altro nome religioso gli sia stato dato. Quando è stata condivisa, lo è stato direttamente dall'Uno, lo STESSO Uno, a dispetto di tempo e luogo in cui sia accaduto. Quando ti risvegli alla Verità di quell'Uno che tu IN REALTA' sei, sarà lo STESSO Uno che che si è risvegliato in coloro il cui messaggio è divenuto religione e che poi è diventato una credenza che ci impedisce adesso di vedere questa Unità. La loro insistenza è sempre stata che questa realizzazione doveva diventare tua o altrimenti sarebbe rimasta una credenza e non avrebbe servito nè te nè l'umanità in nessun modo che potesse rimuovere il senso di separazione.

Quando questa realizzazione accade NON è una credenza, è auto-evidente e si conferma da sola. Quando VEDI quell'Uno che in realtà sei allora vedi anche che tutti gli apparenti "altri" non sono altro che te stesso, Amore.

L'Amore non conosce separazione!

Avasa

mercoledì 26 dicembre 2007

Sulla guerra

Se per un istante smettessi di combattere la guerra e le ingiustizie del mondo noteresti come il tuo combattere non sia molto diverso da ciò che dici di disprezzare.
I musulmani pensano di avere ragione, i cristiani pensano di avere ragione, i partiti di sinistra pensano di avere ragione, quelli di destra di essere nel giusto... cosa significa allora avere ragione e avere torto?


Pensare di essere l'unico che ha ragione è molto arrogante e di certo fonte di conflitti.
Hai mai visto uno stormo di uccelli che deve fare una riunione per decidere chi sta davanti? Hai mai visto i rami di un albero litigare per crescere in una certa direzione? Se l'edera uccide un albero, quella pianta di edera è cattiva? Se la mamma gatta divora i suoi gattini, dovrebbe essere mandata in prigione?

Ciò che non ti piace nella guerra, nell'abuso, nel conflitto è che queste cose danno una sensazione negativa. Osservala, stacci insieme, sii presente ad essa senza respingerla via. Non essere, se puoi, in conflitto con il tuo conflitto. L'Amore è la risposta, sempre. Se ti ami pienamente così come sei non potrai fare altro che amare gli altri. Se ami il tuo conflitto, esso si dissolverà, se gli permetti di essere presente senza spingerlo via. In questo dissolversi ciò che resterà sarà ciò che è, e ciò che è sarà il riflesso di ciò che accade in te. Non sono infatti due cose separate. 


Prendi ad esempio una persona arrabbiata, che ti insulta e ti lancia bestemmie contro. Tu non reagisci perché ciò che vedi è solo una persona che soffre, qualcuno che non si ama e dunque non è in pace. Se nessun altro reagisce la sua rabbia si dissolverà e si tramuterà in lacrime.

Ora immagina che la rabbia di questa persona risuoni con la rabbia di qualcun altro. La seconda persona sarà d'accordo e inizieranno a combattere insieme... d'altro canto ci sarà qualcun'altro che che penserà "questo è disgustoso, dobbiamo fare qualcosa, è necessario sviluppare un po' solidarietà di combattere tutto questo". Un'altro partito sarà creato, un partito formato da gente buona che vuole combattere i conflitti.
La guerra inizierà, ci sarà più conflitto, l'odio sarà condiviso.

Questo è il modo in cui le cose sono state finora. La guerra continua ad esistere nell'umanità perché c'è un accordo sul conflitto, che condividiamo e ci accordiamo attraverso il nostro veleno emozionale.
Se ognuno fosse capace di dissolvere il conflitto in se stesso la guerra non esisterebbe probabilmente per come è adesso l'umanità. Saremmo naturali, come un albero o un uccello. Un animale uccide un altro animale, ma non per odio. E' questione di sopravvivenza. L'amore è presente negli occhi della gazzella, così come in quelli del leone. E' l'Amore che li muove. Non c'è nevrosi in tutto questo.

L'umanità ha raggiunto abbastanza ricchezza per permettere a ogni forma di stare bene e al sicuro. Ma c'è conflitto, avidità e questo si perpetuerà fino a che il conflitto non sarà fermato. E può essere fermato solo dove tu sei, proprio ora. Osserva il tuo conflitto, osserva come odi certa gente o certe situazioni. Stai uccidendo te stesso attraverso un'altra forma quando odi qualcuno, anche se stai combattendo per la pace. La rivoluzione è possibile solo dove sei tu. La rivoluzione non significa combattere, ma cambiare la tua prospettiva sul mondo e vederlo per ciò che è, la tua creazione. Vedi ciò che vuoi vedere nel mondo e vedrai conflitto quando c'è conflitto in te. Il conflitto smetterà di esistere quando tu sarai in pace.

Nel mio mondo la gente si sta risvegliando. Spero che tu possa essere nel mio sogno, così che io potrò essere nel tuo, come ha detto Bob Dylan.

Con amore,

Shakti Caterina Maggi