domenica 7 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
martedì 2 aprile 2013
Il no-sense del conflitto
Ho letto da qualche parte
"l'ego è solo un processo, non è un'identità". Ho realizzato in quel
momento il conflitto che c'era tra me e l'ego (paradossale) in quanto
considerato un'identità. Il concetto si è dissolto, il conflitto non ha più ragione
di essere. Potrei essere in conflitto con un processo? Sarebbe come arrabbiarsi
con il programma di un computer. Nonsense.
Ciao cara
È esattamente così! Qualunque sia
il conflitto che sembra attraversarci esso è sempre e solo testimoniato da Io,
Vuota Consapevolezza. In quanto tale tu stai solo testimoniando qualunque cosa,
inclusa l’idea che tu sia dentro quel corpo mente o separata dal resto dell’Universo.
Sebbene questa idea sia socialmente accettata essa è come un virus che contagia
il 88% dell’umanità ed è la ragione unica della sofferenza psicologica nella forma
umana che provoca a sua volta tutti quei comportamenti basati sulla paura che
avvelenano non solo le nostre vita ma la Terra stessa.
L’idea di essere una entità separata dentro il corpo è appunto
solo un’idea, un oggetto. Come tale ha un inizio, una durata e una fine, e
quindi potresti dire che è un processo, un’attività ma non certo una entità.
Sebbene non ne siamo consci (perché l’attenzione della Consapevolezza riposa
sugli oggetti esterni o interni della manifestazione invece che su se stessa) l’attività
dell’ego non è SEMPRE presente. Ci sono momenti della giornata – e certamente
durante il sonno profondo – in cui l’ego non c’è. Potrebbe essere mentre
guardiamo un panorama, oppure attenti in una operazione pratica o solo guardando
negli occhi il nostro amante. In quel momenti, o persino micro-istanti, esiste
solo Presenza, non c’è conflitto.
Non sempre nei siamo consapevoli perché il
gioco della mente con il suo reclamare di essere l’autore delle azioni o dei
pensieri e sensazioni torna come pensiero abituale. Ecco cosa è l’ego un
pensiero abituale, una attività, un processo che va e viene e che cattura l’attenzione
di Io perché vi è la credenza profondamente radicata di essere quell’immaginario
qualcuno al centro del corpo. Questa credenza è TOTALE no-sense, e essere in
conflitto con questa credenza solo perché fa capolino come pensiero abituale è TOTALE no-sense.
In realtà l’aver riconosciuto la
vera natura dell’ego è l’unica cosa necessaria affinché questo concetto si
dissolva. Esso muore per mancanza di attenzione, come un pappagallo denutrito a
cui si è smesso di dare da mangiare. Laddove invece nasca un conflitto con
questo concetto, perché si pensa che ci sia un qualcuno che abbia un ego, ecco
che questa idea si auto-alimenterà! Come può esserci un qualcuno che ha un ego
se di fatto non c’è nessuno se non un testimoniare questa idea e tutto il resto
della manifestazione?
Cercare di estirpare il concetto
di separazione nasce dal presupposto errato che esso sia un qualcosa che
appartiene ad un immaginario qualcuno, mentre invece quello che siamo è sempre
e solo il TESTIMONE di ogni cosa. Come tale non hai alcun bisogno di fare nulla
se non goderti quello che c’è. E nel farlo l’ego e i suoi dilemmi sono scordati
come una lampada in pieno sole.
Un abbraccio,
Shakti Caterina Maggi
lunedì 1 aprile 2013
La paura è la tua gioia contratta
La paura è solo una sensazione. Non viene dal passato come racconta la mente proiettandone l'ombra su un immaginario futuro, essa sorge dal momento presente come tutto il resto della manifestazione. Quando sale nella Coscienza questa sensazione, che in realtà è la tua radianza, essa si scontra per così dire con tutte le immagini che abbiamo di noi stessi, le nostre false identità, e nel farlo sentiamo quella pressione/compressione che è tipica della paura. Ci sentiamo scoppiare e non sentiamo di avere via d'uscita.
Di solito cerchiamo di andare nel passato per risolvere i nostri problemi come se la soluzione giacesse in quella direzione.
Solo immagini che abbiamo di noi appartengono al passato per così dire, costituiscono l'insieme di memorie che la forma ha attraversato e quindi sono state registrate erroneamente come la propria storia o identità. Dato che non sono vere di noi, perchè il nostro vero Io è vuoto, nulla, silenzio, questo scontro della nostra gioia con queste identità diventa doloroso. E' come se dei raggi che si espandono in modo multidimensionale da un centro vuoto collassassero su se stessi e venissero legati insieme da dei nodi concettuali, che sono appunto le nostre identità.
Un bambino non ha queste identità quando nasce, esso è pura radianza multidimensionale. Le false identità che vengono date dal condizionamento vengono credute alla fine come vere e finiscono per "ingabbiare" la nostra gioia che non viene più percepita come tale ma come paura, ovvero gioia contratta. Laddove sia possibile lasciare andare le identità concettuali, ovvero non stare con la storia concettuale, nelle memorie, ma stare solo con la sensazione della paura, essa verrà attraversata e si scioglierà mostrandosi come gioia.
Non esiste nessuno al centro dell'immaginaria personalità che viva la vita e dunque non esiste nessuno che abbia vissuto vite precedenti. Ciò che vive ogni corpo o ogni essere che sia mai esistito o esisterà è solo questo Silenzio che si esprime come Vita. L'illusione che ci sia un qualcuno nel corpo/mente che viva la Vita è l'ego stesso ed è l'origine della sofferenza. L'immaginaria gabbia è vuota. Sei già libero.
Di solito cerchiamo di andare nel passato per risolvere i nostri problemi come se la soluzione giacesse in quella direzione.
Solo immagini che abbiamo di noi appartengono al passato per così dire, costituiscono l'insieme di memorie che la forma ha attraversato e quindi sono state registrate erroneamente come la propria storia o identità. Dato che non sono vere di noi, perchè il nostro vero Io è vuoto, nulla, silenzio, questo scontro della nostra gioia con queste identità diventa doloroso. E' come se dei raggi che si espandono in modo multidimensionale da un centro vuoto collassassero su se stessi e venissero legati insieme da dei nodi concettuali, che sono appunto le nostre identità.
Un bambino non ha queste identità quando nasce, esso è pura radianza multidimensionale. Le false identità che vengono date dal condizionamento vengono credute alla fine come vere e finiscono per "ingabbiare" la nostra gioia che non viene più percepita come tale ma come paura, ovvero gioia contratta. Laddove sia possibile lasciare andare le identità concettuali, ovvero non stare con la storia concettuale, nelle memorie, ma stare solo con la sensazione della paura, essa verrà attraversata e si scioglierà mostrandosi come gioia.
Non esiste nessuno al centro dell'immaginaria personalità che viva la vita e dunque non esiste nessuno che abbia vissuto vite precedenti. Ciò che vive ogni corpo o ogni essere che sia mai esistito o esisterà è solo questo Silenzio che si esprime come Vita. L'illusione che ci sia un qualcuno nel corpo/mente che viva la Vita è l'ego stesso ed è l'origine della sofferenza. L'immaginaria gabbia è vuota. Sei già libero.
Shakti Caterina Maggi
Nuovo sito di Avasa e ebook
Vi segnalo il nuovo sito di Avasa
http://www.bodhiavasa.net
e il nuovo ebook "InUnaRiga"
http://www.bodhiavasa.net/books/?lang=it
sabato 30 marzo 2013
La soluzione è nel cuore
Fuori dalle politiche della mente, infatti la soluzione la si potrebbe trovare nel cuore, attraversando la paura di non avere più alcun controllo e scoprendo che quella paura è in realtà la nostra stessa gioia contratta.
Quando l'ego dice di dover scendere al compresso di "non avere altra scelta" quello che sta dicendo è di non voler affrontare quel fuoco in cui esso stesso morirebbe...
Quando quella paura è attraversata allora si apre uno scenario che la mente non avrebbe mai giudicato possibile, che mostra una creatività e intellligenza che la mente divisa non può avere e che appartiene solo alla Vita.
Shakti Caterina Maggi
Iscriviti a:
Post (Atom)

