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mercoledì 11 dicembre 2013

RisvegliarSi al Sogno

La Vita è un Sogno. Di tutto può accadere in essa, visto che è il Tuo Sogno.

Non il sogno di colui che pensi di essere: un qualcuno, un qualcosa di separato dal momento, che è nato e che morirà, che deve sottostare a tutte le limitazioni di un corpo. Quel "me" che crede di fare le cose, che crede di vivere la Vita in autonomia dal resto dell'Universo è solo un personaggo immaginario, non ha la benché minima influenza su quello che accade nel Sogno... è solo un personaggio sognato, è parte del Sogno.

Invece quando Tu, che sei la Sorgente del Sogno stesso, vedi chi sei, allora smetti di credere alle limitazioni che quell'illusione comporta. E allora quelle limitazioni spariscono e il Sogno si dispiega in  modo del tutto diverso.

Apparentemente ogni cosa è la stessa, con il mondo e i suoi meccanismi, e allo stesso non la è. Ogni cosa si dispiega in modo quasi magico, cogli che ogni evento è parte del dispiegarsi di una Unica Coscienza Ininterrotta, la Tua. Letteralmente tutto è possibile, se sorge il desiderio nella Mente Divina che sia così. E quel desiderio era già parte della Vita stessa, non è stato pronunciato da un qualcuno di separato, quel cambiamento era già parte del Sogno della Vita. Ogni cosa dunque è perfetta, persino il desiderio di cambiarla.

In ogni momento puoi vedere chi sei, non c'è nulla che lo impedisca. Ciò che sembra impedirlo è l'idea che tu sia in qualche modo separato dalla Sorgente e che tu debba tornare ad essere Uno con qualcosa che senti o intuisci che sia separato da te.

In realtà questa è una illusione, ed è solo questa illusione che fa da filtro alla tua esperienza, dando l'impressione che qualcosa - di fondamentale  e vitale - manchi. Questa intuizione del resto è il seme stesso della ricerca.  L'unica cosa necessaria è riconoscere questa illusione, cosa che inizia ad accadere nel momento stesso in cui desideri che sia così. Quel desiderio di liberazione infatti non è personale.

Quanto TU vuoi vedere chi sei, ciò che esprime quel desiderio non è quello o quella che credi di essere - ovvero un corpo-mente separato da tutto il resto - ma il Divino stesso. Tu sei quella Sorgente, il Sognatore del Sogno e come tale non sei separato dal sogno stesso. Ovvero tutto quello che accade nel Sogno è connesso a Te, è Te.

Quindi nel momento in cui Il Sognatore sogna di volersi risvegliare, nel Sogno accadrà tutto quello che è necessario che accada perché questo diventi vero di Te. Se sai che questo desiderio  è presente significa che già tutto quello che è necessario, affinché l'illusione della separazione cada, si sta manifestando.

La fine della sofferenza accadrà nel momento in cui quell'illusione di separazione finirà: ovviamente quella o quello che pensi di essere non possono fare nulla di personale per far cadere questa idea perché essi stessi sono quell'idea. Allo stesso tempo ciò che veramente sei, il Divino, sta già facendo tutto il possibile. Incluso creare queste parole che stai leggendo adesso.

Ogni cosa nel Sogno si dispiega affinché il Sognatore si risvegli a Se Stesso. RisvegliarSi al Sogno è quindi l'opportunità insita in ogni momento.
Shakti Caterina Maggi

lunedì 7 ottobre 2013

Libero arbitrio e vera libertà

ciao Caterina, 
in questi giorni mi viene in mente una domanda di frequente, se effettivamente esiste il libero arbitrio di poter cambiare la nostra vita. Io mi sono dato una risposta, in effetti non esiste: se ciò che vive in noi è il divino, allora noi siamo illusori... Ma è qualcosa difficile da afferare questa del libero arbitrio, potresti aiutarmi?
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 A chi interessa la questione del libero arbitrio? 
A colui che pensa di possederlo o teme di non averne.
Da cosa vuoi essere libero, in cosa vuoi essere libero? Questo è il punto.
La libertà che cerchiamo non è nella vita, ma DALLA Vita. 

Il fatto è che la Vita accade, al di là di preferenze, opinioni o emozioni. Non gira attorno a noi. Si dispiega un istante alla volta, un fotogramma alla volta. Non torna, ma cambia. E in questo incanta, nel suo non ripertersi, nel suo esistere per un momento e poi non essere più. Ecco perché è preziosa. 

Pensieri, sensazioni, emozioni accadono e fanno parte della Vita. Non li si sceglie, succedono, e quando accadono subito dopo si afferma che siano nostri, che li abbiamo decisi noi. Eppure un istante prima che apparissero nella Coscienza non esistevano e un istante dopo che sono apparsi diciamo "l'ho pensato io, l'ho sentito io, l'ho deciso io". Quel pensiero che viene DOPO è l'ego, ed esso è la misura della sofferenza che ci si porta dietro, credendo di essere l'autore delle azioni, dei pensieri e delle emozioni che viviamo. 

Ecco cosa è l'ego, solo un pensiero, un pensiero abituale che, ritornando, dà l'idea che tu esista, che tu continui nel tempo come un personaggio decide nella vita cosa fare, cosa sentire, cosa pensare. Il che, di fatto, non è vero. 

Chi pensa quando pensi? Tu? Ma quel pensiero è già lì quando reclami che sia tuo, e lo stesso vale per emozioni e azioni... Non scegli, le scelte accadono, i pensieri accadono, le emozioni accadono. La Vita accade. 

La libertà quindi non sta in quel personaggio che crediamo di interpretare, ma che in realtà è solo parte del dispiegarsi della Vita stessa. La libertà sta nel riconoscere che NON siamo questo personaggio chiamato "me", bensì il testimone e il creatore della Vita. Essa esiste perchè la si testimonia, e il modo in cui essa appare coincide con il modo in cui conosci chi sei. 

La Vita è quindi UNO con la Coscienza stessa, la tua. Non è separata da te. Essa si dispiega non attorno ad un "me" immaginario, ma come perfetta copia istante per istante, con ciò che sei. Nella misura in cui conosci ciò che sei o nella misura in cui ignori quelli che sei. Se vedi che sei il Sognatore di questo Sogno chiamato Esistenza essa lo rifletterà nel suo incanto. Se credi di essere separato invece dalla Vita, di essere in un piccolo corpo di carne e ossa disgiunto dal resto dell'Universo, allora la Vita rifletterà questo. I drammi con cui ti identifichi, tu che sei il Divino, si rifletteranno nella Vita stessa, creando sofferenza.

Sveglia dunque, non sei quello che pensavi di essere. Sei già libero da questi drammi, perché sei il Creatore, non la creatura! Come corpo-mente non hai alcuna libertà, sei un oggetto creato. Ma come ciò che veramente sei, sei già del tutto libero, sei Libertà stessa.

Shakti Caterina Maggi 

 

lunedì 23 luglio 2012

Dio

Pubblico uno scambio di email interessante. 

"DOMANDA
ciao, innanzitutto grazie per la tua splendida condivisione, ti contatto per un confronto su un qualcosa che mi sta a cuore.....spesso si vede un conflitto che adesso ho identificato fra una visione Advaita e una visione Dvaita....Yoghi Bhajan parla di Dio nella creazione e Dio .....questa affermazione sembrerebbe unire le due visioni....spesso leggo scritto che ad esempio la creazione senza qualcuno che la percepisce non esisterebbe.... non riesco a sentirla sta cosa... io vedo il veicolo energetico "essere umano " come un ricevitore di un segnale emesso dalla Fonte, che indipendentemente se ricevuto o no viene emesso....Yogananda mette in guardia infatti su questo errore di interpretazione ora che ci penso...la creazione esisterebbe anche senza l'uomo...condivido il pensiero di un Dio che e' dentro di me, ma questo non esclude che lo sia anche fuori non vedo contrasti fra le due visioni.... forse anche l'incarnazione divina o massima espressione della Fonte nella Creazione ha dei limiti, che se veramente Tutto fosse al suo interno questi limiti non esisterebbero...e si tutto al nostro interno ma forse solo quello che possiamo contenere,in sostanza Dio e' uno stato della nostra coscienza.....
Io credo che e' si la Luce o Verita' proiettata dalla Fonte nell'uomo e in tutto l'universo,"alzate una pietra e li' mi troverete" per questo si dice che solo dentro di noi possiamo trovarlo e cosi' e' ,credo che noi possiamo percepirLo ,addirittura incarnarLo pero'....sono veramente curioso del tuo sentire al riguardo
.

RISPOSTA:
Quando ci chiediamo se esista Dio il problema è mal posto. Ciò che non esiste siamo noi! Tutto ciò che esiste è Divino ed esiste solo il Divino. Il corpo come forma, come veicolo della Consapevolezza è fatto della stessa sostanza e immagine di quella divina in quanto tutto è UNO, non esiste separazione. Persino il concetto di separazione esiste alll'interno di ciò che non è mai separato. Tutto quello di cui fai esperienza è esperito da qualcosa che ne è conscio e ne testimonia nascita e morte. Questo qualcosa, che in sè è una non-cosa, è il Sè. Quindi ciò che si può chiamare Dio è davvero e solo Io, non la personalità, ma il Vuoto Testimone.


DOMANDA:
Grazie ! Riesco ad integrare perfettamente questo che hai scritto in cio' che sento, credo sia un buon segno eheheheehehvista sotto questa angolazione che fondamentalmente e' cio che sento anch'io... si dice che lo yogi ad un certo punto uscirà dall'orgoglio e dal senso di colpa perche' prendera' coscienza che e' sempre stato Dio ad agire.....grazie ancora....

RISPOSTA
Esatto! La percezione che esista un io e un Dio è solo illusoria, in effetti quello è l'ego!

DOMANDA
l'identificazione con l'ego non ci permette di vedere questa unione... la differenza fondamentalmente possiamo riassumerla in una differenza di consapevolezza dell'ego e di conseguenza di Dio... a lungo mi sono chiesto cosa mi separava dall'avere una profonda percezione delle cose, in realta' mi sono reso conto che cercavo con lo strumento sbagliato... la mente razionale ... invece in quel testimone, quella pura presenza vuota, tutto arriva senza nessun processo "logico".

RISPOSTA
Esatto! in realtà ciò che sei e che cerchi è già presente. E' ciò che testimonia il processo di ricerca, inclusa la ricerca della purificazione dall'ego. Non esiste di fatto un momento in cui sarai libero dall'identificazione perchè non esiste un te che abbia una identificazione egoica! Questa comprensione fondamentale mette fine alla ricerca ma non può essere frutto di una conclusione logica o mentale. Essa deve provenire per essere autentica e non frutto di un ego spirituale da un vedere chiaro che non è mai esistito un qualcuno che aveva un ego o un qualcuno che doveva raggiungere il divino. Yoga che significa come sai "unione con dio" è dunque tutto quello che già esiste, in quanto non c'è mai un qualcuno che sia separato dal divino. L'illusione che questo sia il caso è la fonte della sofferenza e ogni azione che venga intrapresa dal presuspposto condurrà solo ad una illusione più profonda.

Ciò che sei sempre e da sempre è il Vuoto Testimone di ogni cosa, incluse queste parole. Là dove essere vengono percepite come suoni nella mente o come segni su uno schermo e poi trasformate in sensazione o altro pensiero è un luogo dove nulla viene mai detto. Là siamo già Uno, là non siamo mai separati e dunque non ci dicimao mai nulla così come la mano destra non si sente separata da piede o dalla gamba, così siamo solo un unico corpo le cui membra solo apparentemente agiscono in modo contrastrante le une dalle altre.

Dire che si è personalmente raggiunta la liberazione sarebbe come dire che la mano ha personalmente raggiunto l'unità con il resto del corpo, laddove invece essa era sempre e solo parte di un unico insieme. La tua forma non è disgiunta se non in modo apparente dalle altre o dal resto della manifestazione e ciò che la vive e la anima resta intoccato da tutte queste cose, inclusi gli anni che passano e i tentativi di ricerca. Esso resta sullo sfondo come e in quanto terreno di base da cui ogni cosa sorge e muore. Se tu non fossi cosciente del manifestarsi e dissolversi della manifestazione queste cose di fatto non esisterebbero e in questo senso ne sei il creatore. Esse si manifestano in accordo con il modo in cui conosci chi sei o ignori chi sei, apparendo come incubo o come sogno, a seconda della coscienza che hai di te.

Questa è una descrizione di un dato di fatto NON uno stato che devi raggiungere o che puoi raggiungere perchè quel te che immagini che debbia fare questo sforzo non esiste e esso stesso è parte e origine della sofferenza stessa che dà motore alla ricerca.

Tu sei GIA' Questo.

DOMANDA:
Sento in questo scritto una gioia di cui faccio esperienza....come un fiume che non sa' dove riversarsi quanto e' in piena... grazie ancora Shakti... ho sempre pensato che non c'e niente da fare ... Shiv, un maestro nel Kundalini yoga dice :se imparassimo a respirare, tutte le stampelle dello yoga inclusa la meditazione potremmo buttarle... il respiro ci accompagna sempre... scorgere quel confine fra il respirare e l'essere respirati....

RISPOSTA:
La tua gioia è tutta mia. un caro saluto,  


Shakti Caterina Maggi

lunedì 26 marzo 2012

Puro pensiero

Tutti i pensieri che abbiamo sono automatici secondo te? Causati da un qualcosa, dipendenti cioé dall'esperienza, dalla memoria? Quello che mi chiedo è avulso dal concetto di io è possibile una libertà di pensiero ? Un pensiero cioé libero da motivazioni, la capacità di creare del nuovo senza fare riferimento al vecchio.
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Sii chiaro su un punto: non esiste un pensiero personale. Neanche uno, neanche quelli che apparentemente appartengono alla tua storia, alla storia di quel corpo-mente che chiami "te stesso". La mente dunque non è personale, ecco perché il Buddha la chiamava con la M maiuscola, perchè è la Mente Divina, che è "l'anticipatrice di ogni cosa"... in effetti potresti dire che tutta la manifestazione è l'espressione della Mente di Dio.

Il pensiero è di per sè un'azione, ovvero ha un inizio, una durata e una fine. Questa azione appare ed è registrata dalla Coscienza nell'istante in cui fa la sua comparsa, senza la benché minima nozione di come quel pensiero sia nato o dove porterà. Pensare è una attività dell'Essere stesso, non è frutto di un agire o di un autore. Sebbene possa non sembrare così è facile averne la prova: non sei tu che decidi quali pensieri avere prima che essi appaiano. Persino se tu decidessi di pensare qualcosa, quel pensiero sarebbe all'inizio apparso dal nulla. I pensieri appaiono da soli, non scegli che pensieri avere prima che essi facciano la loro comparsa. Se tu potessi sceglierli sceglieresti solo pensieri felici, mentre alcuni tormentano la mente come dei fantasmi che continuano a tornare come incubi. L'essere ricorrente di quei pensieri è dovuto al fatto che hanno al loro centro il senso del me, l'ego, sono pensieri che riguardano un personaggio immaginario chamato te stesso. Non sono pensieri puri, al centro di quei pensieri "psicologici" c'è il "me".

Anche l'ego è solo un pensiero impersonale. L'idea di essere il corpo o l'autore delle azioni dei pensieri e delle emozioni che passano è anch'essa solo una idea che appare nella Coscienza e con cui la Coscienza stessa si identifica. Quindi anche quando appare un pensiero che dice "io sono l'autore di quella sensazione o del pensiero che è appena apparso", ANCHE quel pensiero egoico è del tutto impersonale. Questo è un punto molto importante da cogliere: pensa quanto tempo passiamo a cercare di eliminare l'ego come se fosse qualcosa di nostro è invece è solo un pensiero con cui la Coscienza si è identificata!

Quel concetto porta con sè una sensazione di contrazione che se sentita nella sua totolità si brucia e non lascia niente al suo posto, solo uno spazio libero vuoto e consapevole, lo stesso che era presente alla sensazione di separazione, al concetto di ego. L'ego che si instaura nel corpo attraverso la ripetizione fin dall'infanzia genera nel suo ripertersi come una traccia energetica con cui la Consapevolezza si identifica. Il suo interrompersi è possibile attraverso l'essere semplicemente presenti ad essa senza credere alle storie che la mente ti propone come se fossero tue.

Quando il pensiero è libero dal concetto di ego, quando appare puro nel momento, quello che hai non è più una mente psicologica, ma una mente che è dotata di Intelligenza Divina. E' una mente che è grado di comprendere le cose con estrema facilità perchè non è più ottenebrata dal concetto di separazione. Anche qualora il concetto di separazione tornasse, in quanto pensiero abituale, sarebbe visto in quanto tale, come pensiero.

Una mente realmente creativa è una mente libera dal concetto di separazione, perché in quel caso l'energia creativa non è derubata nella sua forza da il pensiero del "me" che sussegue i pensieri come se fosse un parassita. Magari "hai una idea" ma subito dopo il concetto che sia tua fa sì che dal senso di separazione nasca e dia origine a dubbi e paure. Ecco dunque che la forza creatice di quell'idea è subito smorzata e resa meno efficace.

L'ego è il parassita che deruba il pensiero puro della sua forza manifestatrice, è l'ossessione con se stessi che provoca questo calo energetico che chiamamo "me". Quando invece un pensiero sorge e non è catturato dal "me" la sua forza manifestatrice è sorprendente. Più riposi e risiedi nel tuo Essere in quanto Io vuoto e impersonale e più i pensieri appaiono, sono lasciati andare e dopo breve tempo di solito si manifestano. Lo "scarto" o gap tra il pensare e il manifestare è proporzionale al senso di identificazione ancora presente: letteralmnete a volte le cose accadono come per magia, e in effetti lo fanno! Appaiono dallo stesso posto da dove sono sorti quei pensieri.

Non tutti i pensieri come desideri si manifestano: è possibile che un pensiero appaia e in un secondo momento sia scartato perché non perfettamente in linea con le caratteristiche del corpo mente. Ecco che allora anche dopo una serie di manifestazioni che si avvicinano a quello che davvero vorremmo abbiamo una versione più corretta e sempre più perfetta di quello che desideriamo nella nostra vita.

I pensieri inconsci tanto quanto consci sono quelli che si manifestano come ciò che chiami la tua realtà: se pensi di essere una persona in gamba, ma sotto sotto hai dei dubbi o dei sensi di colpa anche questi appariranno sulla scena e faranno parte del dipinto divino di quel momento che è sempre in divenire.

La libertà di pensiero dunque esiste, ma non per il "me" che in se stesso è solo a sua volta un pensiero. La libertà di pensiero esiste in quanto pensiero libero e puro che nasce dal vuoto e il suo potere creativo e trasformativo è quello che ci dona un senso di magia... proprio come nel'infanzia. Una mente pura e innocente VEDE il mondo, non lo concettualizza, non lo "ragiona". Lo vive, lo è.

Qualunque sia la tua storia, la storia che la mente ti racconta in questo momento c'è qualcosa di consolante nel vedere che anche essa è parte della Mente Divina e del dispiegarsi di un Piano che va al di là della comprensione dell'individuo. Nell'abbandonarsi a questa realizzazione sorge una gioia senza motivo, in cui tutto è perfetto così com'è persino il soffrire la storia della mente... nel sentire quella sofferenza se è possibile non continuare a identificarsi in essa ma vedere che è legata solo ad una storia essa si dissolverà da sola. In altre parole attraverso la semplice presenza, ogni pensiero psicologico si autocombustiona.

Tutto quello che resta allora è il momento, e il gioirne.
Shakti

giovedì 2 febbraio 2012

Creare come Essere

Ho letto che Avasa dice che non siamo co-creatori.
Perché?
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Non esiste co-creazione, perché esiste solo un unico CREARE. Non c’è un qualcuno, o più di un qualcuno che crei, perché la manifestazione che vediamo intorno a noi, quello che chiamiamo realtà esteriore, non è il frutto di un atto di volontà di un essere supremo, né il risultato collettivo di più co-creatori.

Quella che chiamiamo realtà è una espressione del nostro stesso ESSERE non di un fare di un qualcuno o di più qualcuno. TU SEI QUELLO CHE VEDI, sei tutto quello che appare non solo ATTRAVERSO e IN QUANTO quella che chiami la tua forma, ma come ogni essere vivente o meno e come ciò che si esprime attraverso ogni cosa.

Se quella chiamiamo realtà E’ la tua coscienza dove c’è spazio per l’agire o per un creatore che crei, né tanto meno per un co-creatore? La tua natura fondamentale è Silenzio, Nulla, Vuoto. L’intero universo è la risposta alla domanda “Chi sono Io?”, il domandarsi e il rispondersi si dispiegano come quello che appare come Vita. Ecco perché ogni situazione della tua apparente separata esistenza è una opportunità per vedere chi sei, non importa quanto disastrata o perfetta appaia la tua vita, essa è lì come espressione del modo in cui ti conosci.

Quando accade quel cogliersi in ciò che appare, quando quel senso illusorio di distanza è abbattuto, allora non c’è più dentro e fuori, piove perché sei triste, c’è la guerra perché ti senti in conflitto, tutto tace la notte perché stai per addormentarti.

Non c’è un “me” che crei, la creazione è l’espressione del tuo vero Io vuoto e consapevole che si cerca. Quando il trovarsi accade, non è trovato NULLA e nessuno resta neppure che abbia trovato quel nulla. Resta solo la Vita stessa che si dispiega di momento in momento senza nessun motivo, come espressione di quell’Io sono. Non accade per te o per me, non accade per il tuo personale risveglio neppure. Accade e basta e quando ciò che la testimonia e la crea si ritrova in essa allora quel Soggetto ultimo si fonde in ciò che è creato e resta solo CREARE. 


"Non c'è creatore, quindi come potrebbe esserci un co-creatore... c'è solo il creare che accade. il saggi che hai letto è chiaro su questo, non c'è creatore o creato, solo creare. Il "co" proviene dall'illusione della separazione".  Avasa

venerdì 15 aprile 2011

Pensare e creare

Se pensando ad un qualcosa..in quell'istante..si pensa..che se accade quella cosa..l'individuo..deve fare cosi o cosa..è indifferente cosa..l'accadere è una risposta tra pensiero e coscienza?

quindi una risposta a se in se..
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Qualunque pensiero sorga nel momento non ha in realtà nulla a che vedere con quello che accade in un apparente prossimo momento. E' solo la coscienza identificata con il concetto di tempo e di causa-effetto cm he legge tempo e causa effetto nella manifestazione. Se il gallo si sveglia la mattina e canta il suo verso e vede sorgere il sole penserà che è stato "lui" a farlo sorgere. Un giorno il gallo morirà e il sole continuerà a sorgere.

La vita non accade attorno ad un "me" immaginario, un "me" che pensa i pensieri o che deve cercare in qualche modo di allinearsi con il corso degli eventi attraverso una "giusta" azione. Se un pensiero sorge e la manifestazione sembra seguire il percorso di quel pensiero semplicemente questo accade perché doveva accadere. Il pensiero e la manifestazione apparentemente correlata sono entrambe due azioni impersonali che sorgono nel momento. Il leggere un fenomeno di causa effetto deriva dalla tendenza della mente basata sul me di "dividere" le cose, di separarle, di frazionarle.

Tutto è un unico accadimento, un'unica azione che accade NEL MOMENTO. Non accade nel tempo, ma nel momento, ma è è letto dalla mente basata sul "me" COME SE il tempo esistesse, COME SE causa ed effetto esistessero davvero. In un mondo dove tutto sorge da un unico Sé ogni cosa è la causa e l'effetto di ogni cosa. Non esiste un oggetto separato che provochi un altro oggetto perché se guardi bene entrambi sorgono nel momento, sono testimoniati da un'unica Coscienza che ne coglie il manifestarsi e il dissolversi.

La tendenza a voler leggere dei "segni" nella manifestazione è insomma indice della presenza dell'idea che ci sia un qualcuno che sta vivendo la vita o che possa scegliere se viverla in un certo modo piuttosto che un altro. Di fatto, nel momento, è chiaro che la Vita accade senza che noi possiamo deciderne il percorso. Possiamo avere l'impressione che questo non sia così, ma tale impressione è data soltanto dalla nostra incapacità di vedere come di fatto non scegliamo nessuno dei pensieri che sorgono nella mente, delle sensazioni o emozioni e a livello ultimo neppure nessuna delle azioni.

La Vita accade comunque come essa deve accadere, senza possibilità di interferenza da parte di un personaggio che neppure esiste! Essa sorge come riflesso del modo in cui la Coscienza stessa si conosce attraverso la tua forma: se in te esistono concetti di ignoranza e paura il mondo di cui farai esperienza ne sarà permeato. Se pensi che ci sia una possibilità di scelta per te, leggerai questo nel mondo e soffrirai le conseguenze della paura di fare la scelta sbagliata.

Quando il senso del "me" inizia a dissolversi, si inizia a intuire di essere i creatori di quello che sta accadendo. Essendo però ancora presente in parte il senso di separazione si potrebbe pensare che questa creazione sia in qualche modo frutto di un agire individuale. Essa invece è espressione non di qualcosa che facciamo, ma di cosa siamo e di come ci conosciamo. Esattamente come in un sogno ogni cosa è il riflesso della coscienza del sognatore, nel Sogno della Vita ogni cosa è il riflesso del modo in cui la Coscienza si conosce attraverso quella forma.

Più il senso di separazione di rivela nella sua illusorietà e più quella manifestazione si mostrerà come un avvenimento impersonale, necessario, spontaneo ed inevitabile. Questo non significa che il futuro sia già scritto: il futuro non esiste, esiste solo questo istante. E tu SEI questo istante.

Shakti Caterina Maggi