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mercoledì 8 gennaio 2014

La scorsa notte ti sei innamorata

Quadro di Anam Sara Lautizi

La scorsa notte ti sei innamorata
Questa volta per l’ultima volta.
Ora cadrai per sempre
Più e più giù in questa
Che è che la verità di Te.
L’Amore lo ha visto accadere
L’Amore ne era l’autore
L’Amore lo ha fatto a se stesso
Perché non c’è una te.
Quando sei caduta ti sei dissolta in questa pozza d’amore che è la Vita, ciò che è.
La struttura del me si è spezzata
La sua radice rivelata esser nulla,
Amore incondizionato.
Le onde di quel tonfo sentite dappertutto Dall’Amore, nell’Amore
Perché c’è solo Amore.
Solo io che si manifesta come te
L’Uno che appare come due.
Questo è il come e questo il perché queste parole possono essere espresse
Ciò che è stato sentito fu sentito
Là dove non c’è separazione.
Sono espresse da quell’Uno
Che dà a se stesso il benvenuto a casa.
Ora che l’illusione dell’Amore è vista
Ci sarà solo l’Uno
Sebbene il me possa apparire di nuovo
Di tanto in tanto
Esso verrà colto nell’Uno
Fino a che un giorno non sorgerà più.
Non c’è nulla da fare
Perché non c’è nessuno che possa farlo.
Ieri hai pregato la tua ultima preghiera.
Ieri ciò che immaginavi di essere
Si è arreso senza speranza,
Quella preghiera il suo ultimo singulto,
Il respiro di colui che è separato
Che si discioglie nel respiro del Divino,
La goccia che torna all’oceano.
Ieri notte ti sei innamorata,
e ora resterai qui per sempre.
Avasa
Last night you fell in love,
This time for the last time.
Now you will fall forever,
Deeper and deeper into this
That is the Truth of you.
Love saw it happening,
Love was the doer of it,
Love did it to itself
For there is no you.
When you fell you dissolved
Into this pool of Love
That is Life. what is.
The structure of the me
Fell apart as the root was seen
To be nothing, unconditional Love.
The ripples were felt throughout
By Love, in Love
For there is only Love.
Only I manifesting as you,
The One appearing as two.
This is how and this is why These words can be expressed.
What was felt was felt
Where there is no seperation.
They are being expressed by the One
Who welcomed itself home.
Now that Love’s illusion is seen
Though the me may appear again
From time to time
That one will be seen in Oneness
And one day will no longer arise.
There is nothing to do
For there is no one to do it.
Yesterday you prayed your last prayer.
Yesterday the one that you imagined
Yourself to be surrendered to hopelessness,
That prayer was its last sigh,
The breath of the separate one
 Dissolving into the breath of the Divine,
The drop returning to the ocean.
Last night you fell in Love,
Now you will remain here forever.
Avasa


Fonte  

lunedì 9 dicembre 2013

L'Amore non insiste mai

Non c'è nulla che puoi fare, non puoi andare contro questo risveglio e non puoi accellerarlo. Sorgono domande perchè a qualche livello intuititvo la mente sa che sta accadendo qualcosa di cui essa stessa non è in controllo. La mente non può mai produrre il silenzio, la mente è un prodotto del silenzio e quindi non puoi produrre ciò che è precedente ad essa. Ma occasionalmente può divenere consapevole della sua presenza e sebbene questa sia la cosa che la mente vuole di più è anche la cosa che teme di più. E' lo stesso schema, lo stesso gioco dell'innamoramento. Vedi ciò di cui ti vuoi innamorare e allo stesso tempo la maggior parte di te cerca di resistere. Visto che è l'Amore ciò che crea tutto l'universo, esso trovarà sempre il suo modo per riuscire, sii chiaro su questo. L'Amore non insiste mai nei suoi modi, ma sa che troverà sempre la sua strada , non ha bisogno di insistere.

giovedì 5 dicembre 2013

La chiave per l'accettazione

Caro Avasa, accettare questo momento cosi com'è compreso di ego, urla e pianti, e tutto ciò che è, che cosa ha a che fare con il portare l'attenzione su di sé?

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Non c'e' nessuno che possa accettare il momento, ma l'accettazione del momento puo' accadere.

Quando accade, lo fa perche' l'attenzione non e' piu' primariamente sull'oggetto creato, ma su cio' che precede l'oggetto, il soggetto, il Se'. Una volta che il Se' e' visto l'accettazione arriva come conseguenza.
 
Quando la nostra attenzione e' solo sull'oggetto ci sara' identificazione con l'oggetto e in quella relazione allora sorge il gioco del "me" o che non accetta o che cerca di accettare.
 
Ovviamente nessuna di queste due cose puo' essere vera accettazione perche' c'e' un volere che qualcosa accada. In questo c'e' un ignorare il Se'. 
 
Quando l'attenzione e' sul Se' non c'e' nessuna richiesta che le cose siano altre da quelle che sono dato che non c'e' nulla da guadagnare dal fatto che siano differenti. Quando il Se' e' visto ogni cosa e' colta cosi' com'e' con nulla da guadagnare da essa.
Questa e' allora accettazione.
 
Con Amore,
Avasa
 
fonte

venerdì 31 maggio 2013

Un messaggio di Pace

In questo momento molti conflitti e guerre stanno accadendo sul pianeta e questa situazione preoccupante per tutti, sia per chi si considera un ricercatore spirituale, sia per coloro che apparentemente non cercano nella spiritualità o nella religione una risposta a questa sofferenza. È evidente a tutti che qualcosa di molto sbagliato sta succedendo nell'umanità, che qualcosa sembra essere del tutto fuori equilibrio.

Qualcuno pensa che questo equilibrio potrebbe essere ristabilito attraverso un maggiore controllo sulla popolazione, e quelle sono le persone che comprano armi più grandi, pistole più grandi, lucchetti alle porte più grandi. Alcuni addirittura pensano che un unico governo mondiale e un unico esercito dovrebbero controllare tutto, perché la sicurezza è diventata un problema così importante che la libertà può essere sacrificata solo per garantire più sicurezza e pace.

Il risultato di questo modo di pensare è evidente: tali azioni vengono dalla paura, e anche se le loro intenzioni potrebbero essere positive, hanno la paura come conseguenza, non la pace. Pace non può essere la conseguenza di un'azione provenienti dalla paura e quando agiamo secondo questa convinzione, i risultati sono quelli che vediamo ora in tutto il mondo con conseguenze preoccupanti per tutti.

È pertanto necessario che la pace diventi il nostro punto di partenza imprescindibile se vogliamo vedere un mondo diverso per noi e per l'intera umanità. Abbiamo bisogno di riscoprire questa pace e renderci conto di cosa essa sia, altrimenti continueremo ad essere dominati dalla paura e il risultato sarà ancora più sofferenza.

La paura deriva da un errore di base nel modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo.
Vediamo noi stessi come una parte e quindi vediamo il mondo parzialmente. Vogliamo salvare una parte ed escludere l'altra, prendere una posizione e combattere gli altri. A partire da questo senso di separazione sorge paura, con tutte le conseguenze che essa comporta. L'Amore non esclude nulla e include tutto, l'Amore vede il mondo dall'unità e agisce in conformità con le sue leggi naturali e il suo equilibrio.

Le guerre sono basate su questo senso di separazione, così come ciò che consideriamo i nostri conflitti personali. La base è la stessa: crediamo di essere separati gli uni dagli altri, da tutto il mondo. Questa ipotesi è assolutamente falsa. Ciò che siamo è un essere che vive attraverso tutte le forme e si manifesta come un unico mondo. Tutto è Coscienza, anche ciò che sembra essere inanimato. La scienza ci dice che tutto è energia: questa unica energia proviene da un luogo che è anche di là di essa, ovvero Silenzio, Quiete, Pace.

La Pace è dunque la sorgente di ogni cosa, ma quando il senso di separazione è presente, essa rimane nascosta e la si cerca nel mondo, creando così ancora più confusione. Questa Pace è l'origine del mondo stesso: è da questo Uno immobile che tutto nasce, e questo Uno è Io, lo stesso Io che vive attraverso tutte le forme. Pace è l'Io, il testimone e la sorgente.

Tutto ciò che viene visualizzato, incluso il corpo e la mente, è testimoniato da questo immobile, consapevole, impersonale, Io. Di solito si crede di essere il nostro proprio corpo-mente e in questa convinzione si manca di riconoscere che siamo invece ciò che sta vedendo ogni cosa e che misura ogni cosa (tempo, spazio, cambiamento, colori, forme ecc.). Ciò che siamo veramente è quindi di là di tutte queste categorie ed è per questo che possiamo vedere tutti i cambiamenti nel mondo. È infatti dall'Eterno che si vede il tempo passare, è dal Vuoto che tutto quello che cambia è visto trasformarsi. L'Io è quindi questa Consapevolezza impermanente, Vuoto immobile, Pace Stessa, la Sorgente. Ciò che siamo non è solo la mente e il corpo, ma ciò che vede ogni cosa, lo stesso Io di tutti gli esseri.

Vedere è creare. Ciò che si manifesta lo fa solo perché tu lo vedi. Questo è qualcosa che ora persino la scienza riconosce: ciò che testimonia e ciò che è testimoniato sono uno e il secondo esiste solo perché il primo c'è. l'Io esiste al di là della manifestazione che va e che viene, mentre la manifestazione non esiste senza l'Io che la vede.

Quando si riconosce che il luogo da cui osservi il mondo è lo stesso da cui lo si crea, è improvvisamente chiaro che i conflitti che si mostrano nella manifestazione sono solo un riflesso di questa convinzione di separazione. Quando "il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce" - come scritto nella Bibbia - in altre parole quando questo vedere globale viene riconosciuto, tutto quello che sembra essere separato e frutto di azioni conflittuali è visto come una unica azione del Divino. È questo Uno che tenta di riconoscere se stesso attraverso la sua manifestazione e quando manca di vedere di essere Uno  pensa di essere una parte tra i molti ed è conflitto con se stesso.

Questo riconoscimento è lo stesso che è stato fatto da coloro attorno ai quali tutte le religioni sono state create e poi deviate da chi ha cercato di capire ciò che era stato condiviso, senza vederlo veramente in se stesso. Al giorno d'oggi abbiamo la possibilità, attraverso tutti i drammi e l'emegenza per il pianeta stesso e suoi abitanti, di vedere finalmente di nuovo questo messaggio d'Amore e di Pace. È importante che tutti gli esseri umani vedano come le conseguenze ci stiano letteralmente uccidendo.

Non pensare che non sia sufficiente che tu lo veda perché un cambiamento si manifesti nel mondo. Se sei arrivato fino a qui nel leggere, vuol dire che qualcosa in ciò che è stato condiviso sta risuonando come giusto in te e tu stesso stai riconoscendo di essere quell'Uno che sta in realtà scrivendo proprio queste parole. Tu sei l'immobile Io, l'Eterna Consapevolezza che crea tutto, Tu sei questa Pace che cerchi di stabilire AL DI FUORI di te. Quando vedi questa Pace come ciò che sei, ogni azione sarà solo una manifestazione di essa, ne sarà un riflesso. Quando si dimentica questo fai esperienza di sofferenza e di dolore nella tua vita e nel mondo stesso nel tentativo di trovare se stessi, Pace, in un mondo sempre mutevole.

Questo messaggio può essere capito da chiuque. Non è necessaria alcuna preparazione. È sufficiente che si riconosca che ciò a cui ci si è attaccati è una falsa immagine di sé che stava creando separazione. Quella che è la tua esperienza di questo e di ogni momento è che sei ciò che sta vedendo ogni cosa, incluse queste parole, il luogo in cui il tuo corpo si trova e il gioco interiore della mente. Questo Io che vede tutti i cambiamenti è Pace. Questo Io è lo stesso di tutte le forme, infatti i corpo-mente cambiano, ma questo che li testimonia è sempre l'Io vuoto. Quindi siamo Uno, Io sono Te e Tu sei Me.

Vedere questo è Amore. Un Amore che non è un'emozione ma è la Pace che cerchiamo in noi stessi e nel mondo. Questo Amore ti sta chiedendo di riconoscere Se stesso anche attraverso quella forma così che possiamo viverlo e celebrarlo in questo bel giardino che è la Terra.
Con Amore,
Shakti Caterina Maggi

sabato 15 settembre 2012

Amore ed emozioni

"La stessa parola amore...nel significato comune, identifica uno stato emotivo/sensitivo, ma tu ad esempio intendi in concetto di unione.
Questo è qualcosa di simile ad un ingegnere.. che parlando degli ingranaggi contigui di una macchina, dicesse:
anziché gli ingranaggi sono collegati.....gli ingranaggi si amano. Ma qualcuno che ascolta....come potra mai capire chiaramente quello di cui tratta, pensando a due ingranaggi che si amano ?"

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Amare significa vedere se stessi nell'altro al punto che non c'è più separazione tra e l'altro e te. Non sono due ingranaggi che si amano, è molto di più, amore è vedere che ciò che siamo è l'intero meccanismo, tutti gli ingranaggi, inclusa l'energia che gli dà vita! Non si tratta di unire qualcosa come se fossero due pezzi separati, ma di cogliere che quell'immaginaria separazione è illusione, e che tutto è UNO. Non hai bisogno di unire qualcosa che è già Uno, e se tu cercassi di farlo finiresti solo con il confonderti. In effetti nel farlo dovresti fingere di essere separato dall'altro per poterti puoi riunire e in quella finzione (che poi è ciò su cui si basa tutto il pathos dell'amore romantico), manterresti un'illusione di separazione e ti allontaneresti dal VERO Amore che non separa o riunisce ma che coglie che tutto è già una cosa sola.

Di solito chiamiamo invece amore quella sensazione di espansione che sentiamo quando siamo in compagnia di una persona che diciamo di amare. Identifichiamo quella sensazione con l'Amore stesso. Ma in quella sensazione, che è una tensione, non incontriamo il livello più alto dell'Amore che è silenzio. In esso tutto accade, e i corpi sono immersi in quell'Amore come pesci nell'acqua. Da bambini piccoli vivevamo così: non ci struggevamo d'amore, ERAVAMO Amore, e quell'Amore era silenzioso e gioioso e si esprimeva in ogni cosa che facevamo. Non amavamo la mamma o il papà struggendoci d'amore, eravamo connessi in modo costante, senza soffrire immaginarie separazioni. Crescendo siamo caduti nell'imbroglio dell'ego e abbiamo iniziato a soffrire. Abbiamo iniziato a immaginare di essere separati e abbiamo perso di vista quel silenzio d'Amore che in realtà è sempre presente, anche se ignorato.    

Quando davvero c'è Amore, e non solo passione o innamoramento, l'oggetto d'amore sparisce accanto a colui o colei che amano e resta solo l'Amore. In genere si sperimenta questo quando il nostro cuore si spezza per una delusione: la persona amata o l'oggetto d'amore iniziano a svanire e la sofferenza nasce dal pensiero che se essi vanno anche l'amore andrà via. In realtà quello che sperimentiamo è il fatto che continuiamo ad amare in assenza dell'oggetto d'amore, e quell'aprirsi è sentito come uno spezzarsi dei limiti stessi che avevamo posto all'amore incluso il limite che l'oggetto d'amore resti sempre presente. Se siamo fortunati di riuscire a stare in questo spezzarsi allora il cuore si apre del tutto e quella sensazione d'amore che proviamo cresce al punto di abbattere ogni confine. Quel cuore non ha più limiti nel suo amore, siamo di nuovo, come quando eravamo bambini piccoli, degli esseri multidimensionali. Allora ci accorgiamo che siamo letteralmente il cuore del mondo, siamo lo spazio vuoto in cui tutto accade, in cui l'apparente altro accade, sia coloro che diciamo di apprezzare o di amare o di disprezzare.

Amore dunque non è una sensazione, ma ciò in cui accadono tutte le sensazioni, incluse quelle negative, ovvero l'amore non ha condizione: è in-condizionato perché accoglie ogni condizione.

Prima di fare esperienza diretta di questo amore incondizionato è però necessario lasciare che quella emozione d'amore che ne è il suo anticipo se vuoi sia presente, cosa che a volte non accade perché abbiamo paura di aprirci all'amore. Questa paura nasce dal fatto che sentiamo a livello intuitivo che se ci apriremo all'amore il nostro senso di identità e di separazione sparirà e ci dissolveremo nell'Amore stesso. Ovvero c'è paura di aprirsi del tutto all'Amore perché intuiamo anche se non consciamente che in esso moriremo. Il fatto è che ciò che muove ogni cosa è Amore perchè quella è la tua vera identità anche quando questo non è visto in modo diretto e immaginiamo invece di essere dentro una forma, separata dal resto del mondo e in balia degli eventi. Credendo di essere qualcosa che non siamo ovviamente soffriamo: il senso di separazione genera paura.

Laddove c'è Amore non ci può essere paura: solo se immaginiamo che qualcosa o qualcuno siano separati da noi li potremmo temere. Fino a che non sappiamo chi siamo e scambiamo l'emozione dell'amore per Amore saremo attaccati alle emozioni e la nostra vita sarà un continuo alternarsi di alti e bassi, di stati euforici a depressivi: seguendo un'emozione, pensando che sia amore, ci confonderemo e soffriremo. Arriva un momento in cui è troppo doloroso cercare un picco per evitare una valle e allora siamo in grado di restare presenti a quell'emozione, sia essa anche del cuore che si spezza per una delusione d'amore. Ovvero saremo in grado di testimoniare quell'emozione, senza cercare di farla crescere o diminuire, ma solo restando con essa fino non passi. Questo distacco - che nasce dal comprendere che non dobbiamo annegare in un'emozione ma possiamo sentirla e goderci appieno persino rabbia o tristezza - questo distacco non è insensibilità. Anzi!

Solo quando si è capaci di restare presenti ad una sensazione senza reprimerla o senza avere paura di esser travolti da essa allora la sentiremo appieno. Insomma paradossalmente nel vedere che non siamo le nostre emozioni - ma esse accadono in noi - le godremo appiemo per la prima volta in modo totale.

La sensibilità e le emozioni sono una delle espressioni di quello che siamo veramente, ma non la nostra essenza. Se lo fosse non potremmo vedere che esse sono presenti così come il fuoco non sente il caldo e non può quindi riconoscere la fiamma. In realtà quando siamo identificati e attaccati alle emozioni come se fossero la nostra identità finiamo per rasentare la stessa follia di chi le nega per paura di farsi scottare. Se il fuoco dell'amore brucia e viene rinfrescato dalla chiarezza del distacco, allora ci sarà autentico equilibrio. Diversamente saremmo persi, in entrambi i casi. Per fortuna ci pensa la vita stessa a far si che questo equilibrio si instauri da solo.

Un caro saluto
Shakti
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