domenica 16 marzo 2014

lunedì 10 marzo 2014

La Vita come riflesso del Sè

Caterina, quando di continuo accadono eventi sfortunati, e questi eventi se prima dilatati sono sempre più ravvicinati...che senso possiamo dare, che messaggio dobbiamo capire-che fare o non fare, a cosa mi servono...un abbraccio e grazie.
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Tutto quello che accade semplicemente lo fa perché tu veda chi sei, in quanto quello che succede è un riflesso di TE... ma non del personaggio che pensi di essere!

 Il personaggio che credi di essere potrebbe pensare che il mondo è un SUO riflesso, a livello personale, e quindi cercherà conferme delle sue storie in quello che succede. E dato che sei la Sorgente troverai sempre quello che cerchi, intessendo teorie sul perché le cose accadono, teorie che alla fine ti allontanano da ciò che è perché sono appunto solo mentali. 

 Non c'è un insegnamento "personale" in quello che accade, ma quello che accade è lo specchio perfetto della tua Coscienza. Quindi è un riflesso di quello che pensi di essere o del riconoscimento di quello che sei. Dunque se ciò che accade è lo specchio perfetto della Coscienza, se sei identificato nella storia vedrai di continuo la storia! Nell'identificarti con essa la nutrirai, fino a che non diventerà ancora più prominente nella tua vita.

Non hai bisogno di codificare la Vita, come se fosse un puzzle da risolvere... la vita accade e basta e non accade per il "me", essa non gira attorno ad un personaggio immaginario. Però accade IN TE ed è un riflesso di quello che conosci di te o di quello che ignori di te. 

 Accogli se puoi la sensazione che queste situazioni ti rimandano, senza analizzarle, senza andare dunque nella storia. SENTI quello che ti rimandano e vedrai che questo ti porterà in una prospettiva differente, in cui non soffri ciò che accade perché non sei vittima. Sei libera dalla trama della Vita, libera al punto tale di credere che non sia cosi! 

 La Vita non è fatta dei sottotitoli che la mente ci sovraimpone con le sue teorie sul perché le cose accadono o come accadono. La Vita è un istante alla volta che nasce in te, alla fine per nessun motivo se non poterla celebrare.

 Shakti Caterina Maggi

Responsabilità è essere luce a stessi

Fino a che diamo ad una autorità esterna, che si chiami  mamma e papà, società , ma anche un maestro, un guru, Dio e  così via l'autorità per giudicarci, o per dirci come dovremmo essere o cosa dovremmo fare rimarremo in una situazione di immaturità, resteremo come dei bambini e come vittime di un  sistema contro cui ribellarsi, fare guerre e contestazioni oppure da pregare e di cui esaudire le aspettative. 

Ciò che si è la Sorgente di quello che accade e il modo dunque in cui ci relazioniamo con esso sarà di risposta o reazione in base alla consapevolezza che si ha o meno di questo fatto. Siamo soli, non verrà nessuno a salvarci o a giudicarci. In questa Unica Coscienza non c'è spazio per io e Dio. Fino a che viviamo questa separazione anche solo a livello sottile resteranno degli spazi di sofferenza che si chiameranno sentirsi sbagliati.

Responsabilità è la capacità o abilità di rispondere a quello che accade vedendolo come un riflesso di quello che si è. Se si reagisce a quello che accade, allora quell'evento riflette l'incapacità di riconoscere che si è la Sorgente e quindi si sta mantenendo un senso di separazione da quello che c'è, come se esso nascesse da qualcosa di diverso che da se stessi. Responsabilità è dunque essere luce a se stessi, maestri di se stessi.

Se ascoltiamo questo messaggio, ovvero che siamo la Sorgente, mentre ancora ci  identifichiamo col il corpo -mente, allora crederemo di essere PERSONALMENTE il divino e ovviamente saremo completamente fuori strada. Si tratterà semplicemente di una specie di strano delirio di onnipotenza, in cui è l'ego che si appropria di questo messaggio. Allora " l'altro" - che non esiste - diventa solo un oggetto contro cui puoi scaraventare qualunque cosa perché tanto "non c'è" e allo stesso tempo accade una auto-giustificazione egoica di qualunque cosa "perché è quello che accade". E' un enorme fraintendimento, in cui manca qualcosa di fondamentale. Manca l'Amore. E' vero che tutto semplicemente accade, ma accade in se stessi. E' un atto dell'Amore che a volte è conscio di sè  e a volte no, e quando non lo è manifesta sofferenza e separazione. Consapevolezza, Vuoto, Nulla diventano solo parole a meno che non le si incarni, e l'unico luogo dove le si può incarnare è là dove siamo. 

Amore è vedere che l'altro è TE e quindi tutto quello che accade con quella forma è qualcosa che accade in se stessi. Prendersi la responsabilità di questo è includere l'altro e il mondo intero, incluso quel senso di ingiustizia o di rabbia che può provocare, ovvero significa includere ogni cosa. E questo è Amore, ovvero ciò che include ogni cosa, che la accoglie. Se puoi prenderti la responsabilità di TUTTO quello che accade nella tua Vita allora c'è la possibilità che certe situazioni di sofferenza non si manifestino o più o se lo fanno saranno accolte e trasformate. Chi ami sei tu, chi odi sei tu. Il mondo ti parla di TE.  

Se puoi aprire il tuo cuore al punto tale che ogni  cosa e persona sono TE, allora davvero il tuo amore sarà divino e la tua comprensione completa. Allora potrai rispondere alla Vita di momento in momento e la Vita stessa sarà la tua risposta. 


Shakti Caterina Maggi

domenica 9 marzo 2014

venerdì 7 marzo 2014

Cambiare vita

Spesso si vuole cambiare vita con l'idea un cambiamento porterà fine alla sofferenza e al conflitto... e questa idea diventa come una specie di rifugio "a,h quando mollerò il lavoro... quando andrò in pensione etc"...
Se accade di compiere queste azioni senza che un vero cambiamento accada in noi, allora il mutare dello scenario esteriore non sarà seguito dalla promessa di felicità che la mente dava.  Dopo un iniziale entusiasmo le vecchie dinamiche torneranno, con in più la frustrazione di vedere che nulla è veramente mutato.

Quella frustrazione che sentiremo a quel punto è sana: è il segno che sta finendo il carburante del fuggire in nuove strategie per non sentire sofferenza. Se accade il desiderio di mollare tutto, quello che vogliamo veramente mollare è colui o colei che pensa di vivere la vita, di avere quella fidanzata, di avere quel lavoro etc... Non sono le situazioni in sé che devono per forza cadere, ma l'identificazioni con tali situazioni. E' infatti l'identificazione con quelle situazioni ciò che crea conflitto e sofferenza. La distanza che cerchiamo da quelle situazioni - attraverso l'idea che lasciandole andare saremo finalmente contenti - è in realtà il distacco di noi stessi da tali situazioni. Il conflitto nasce dunque dall'identificazione e non tanto dall'evento in sé. 

Se questo non è compreso ci ritroveremo tre lavori dopo e quattro fidanzate più tardi nello stesso punto di prima. Il cambiamento, il mollare, devono essere interiori e non li si può produrre a comando ovviamente... perché colui che vuole allontanare quella frustrazione è proprio colui che si deve togliere di mezzo affinché quel dolore si sciolga.  Non resta dunque - se possibile- che aprire il cuore e sentire quella frustrazione o contrazione, senza dare troppo spazio ai perché che la mente suggerisce come origine di tale sofferenza. 

In questo senso è utile ricordarsi che quello che vediamo attorno a noi nella nostra vita è una propria creazione, ovvero un riflesso della propria Coscienza. Prendere in considerazione questo fatto anche solo a livello concettuale (almeno inizialmente) ci pone in una prospettiva differente: innanzitutto non si è più una vittima, e si lascia spazio al cadere delle proiezioni esteriori sul fatto che sia il mondo esterno l'origine della sofferenza.  

Non puoi "fare" questo mollare, ma se c'è il desiderio che sia così, significa che sta già accadendo, anche se a volte la protesta della mente è molto intensa! E quella protesta si esprimerà con quel turbine di scenari alternativi che sono proiettati sul passato o sul futuro, come se immaginando ancora e ancora certe situazioni si potesse in qualche modo lenire la sofferenza. Poter lasciare andare quel gioco mentale, quelle storie, e ascoltare il conflitto senza giudizi o censure, ci rende di nuovo sensibili, aperti e umani. 

Quell'ascolto ci riporta  QUI. L'unico momento che davvero esiste e l'unico luogo da cui ogni prossimo momento verrà. 

Con amore,
Shakti

giovedì 20 febbraio 2014

Risvegliarsi alla Vita

E' strano parlare di sogni, di scopi nella vita, forse. L'unico scopo forse è davvero trovare se stessi, o meglio arrivare al punto di non poter trovare altro che definizioni per poi andare oltre tutte queste. Eppure ti chiedo se hai o avevi un sogno. Qualcosa che ti sarebbe piaciuto fare, e se pensi che la vita ti aiuti a realizzarlo. O magari, semplicemente, se tu stessa ti permetti di realizzarlo, dato che ormai non sono nemmeno più sicuro che esista davvero un mondo esterno.

La Vita e' il tuo Sogno. Quello che un personaggio in un Sogno desidera fare o realizzare e' parte del Sogno, non e' separato da esso. Se stasera dormendo sognerai di un ragazzo che ha un progetto di vita e la sua famiglia che si oppone e che alla fine riesce a realizzare il suo desiderio oppure no - tutta l'intera vicenda non e' altro che un movimento della tua Coscienza. Quel ragazzo e coloro che si oppongono ai suoi sogni di vita non sono separati da te, sono tutti figmenti, frammenti della tua immaginazione. L'Intero Sogno parla di te, non solo una piccola parte di esso.
Quando accade il risveglio non ti svegli come un personaggio che fa parte della Vita, ma ti svegli ALLA Vita. Cogli che tutto quello che esiste e' Te, sia coloro che sembravano essere in accordo con quel personaggio che credevi di interpretare che coloro che sembravano essere contro di essi. Tutto, tutti sono Te.
Ecco che da questa realizzazione la paura si dissolve, perche' non e' piu' sostenuta dall'idea che il mondo o gli "altri" siano separati da te. Ti svegli alla Vita ed essa si risveglia in Te, mostrando tale risveglio in ogni cosa, i corpi, la strada, le case, il cane che abbaia, ogni piccolo fiore che cresce in una crepa di una roccia. Ogni cosa e' risvegliata, e' Coscienza, la Tua.
In questo risveglio non c'e' nessuno che sia illuminato o non lo sia dunque, perche' realizzi che non c'e' in realta' nessuno, esiste solo la Vita stessa che si esprime in miliardi di modi diversi. L'intero Universo e' appunto un Uni-Verso, una unica canzone, un unico "verso".
Come puo' esistere dunque un sogno personale all'interno di tutto questo, come puo' esserci qualcosa di personale o di separato dall'Intero? Qualunque sia il tuo apparente sogno personale e' dunque parte del Sogno della Vita stessa e tutti i tuoi sforzi, fallimenti e successi sono anch'essi parte di un unico divenire. Non c'e' separazione tra coloro che sembrano aiutarti e coloro che sembrano ostacolarti: tutti sono TE, Coscienza.
Ogni desiderio sorga dunque nella Coscienza e' il desiderio del Divino. Nel riconoscere questo fatto  l'abitudine ad interferire con i desideri non viene su, l'azione sorge ma non e' accompagnata da paura, ne' quella del fallimento o del successo. Ecco che dunque i desideri tendono a realizzarsi, e non sono una una aggiunta alla gioia gia' presente, ma piuttosto una sua espressione.
Con amore,
Shakti