martedì 8 febbraio 2011

Nessuna separazione




Viviamo in una società che intrattiene come sua idea principale il concetto di separazione, l'idea che tu e io siamo separati gli uni dagli altri. Questa idea ha portato con sè un prezzo da pagare il cui costo è molto alto e che ci costerà - se dovesse persistere - la morte della razza umana.

L'intero sistema attraverso cui siamo stati cresciuti nella nostra società dai nostri genitori e insegnanti, dalle nostre figure religiose e dai nostri governi si basa su questa idea di separazione, sebbene non esista nessuna qualsivoglia evidenza che possa supportare questa credenza. Abbiamo un'enorme fiducia nella scienza e su dove essa ci stia portando, eppure più la scienza stessa ci porta vicini a ciò che stiamo cercando, la Sorgente, e meno trova prove che la separazione esista DA QUALUNQUE PARTE.

Attraverso la storia dell'umanità ci sono state delle persone che si sono addentrate fuori dagli schemi consueti tipici del loro tempo e hanno sfidato il comune modo di pensare. Il loro messaggio in ogni e ciascun caso era identico: la separazione non esiste.

Il costo di intrattenere questa idea che ci siano essere separati si riflette in molti modi nel nostro mondo come le tante guerre che esistono e come la sofferenza cosiddetta a livello personale che è prevalente nelle nostre società in ogni loro strato. NON deve essere per forza in questo modo e in effetti tutto questo può cambiare facilmente, ATTRAVERSO il vedere che cosa in realtà siamo dietro tutti questi sistemi di credenza.

Una credenza è un pensiero con cui ci si è identificati perché non si conosce più il proprio Sè in modo diretto, ed è naturale cercare di ritrovare la propria identità una volta che la si è persa di vista. Le credenze sono create nel tentativo di ritrovare di nuovo noi stessi, il nostro Sè, come qualcosa di permanente, di reale.

Tutti gli esseri umani, a dispetto delle apparenti differenze, sono composti da tre cose. Un corpo fisico, una mente e qualcosa di intangibile chiamato Consapevolezza. Questo è sempre il caso, quandunque ci sia l'esperienza umana.

La prima di queste tre cose la conosciamo tutti in quanto è chiaramente in bella vista, la seconda la conosciamo ma non è sempre così chiara e ovvia come la prima e la terza, la Consapevolezza, raramente riceve la nostra attenzione in quanto è in qualche modo strana dato che è l'unica a essere permanente di queste tre componenti. Il corpo e la mente vanno e vengono, come accade nel sonno profondo, ma la Consapevolezza è sempre presente.

Perché allora, ci potremmo chiedere, questo che è sempre già presente resta così sconosciuto? La risposta è semplice: NON è una COSA. La consapevolezza non ha una forma o un colore o una descrizione di qualunque tipo, eppure E'. Senza questa presenza di Consapevolezza non ci sarebbe la possibilità di fare esperienza di nulla.

Chiaramente questa Consapevolezza è quindi di incredibile importanza. E' questo che dobbiamo conoscere di nuovo così che non venga più ignorato. Quando ignoriamo questa Consapevolezza, noi in quanto Consapevolezza, cerchiamo di ritrovarci attraverso l'identificazione con gli oggetti che appaiono in essa, come il corpo e la mente. Crediamo allora di essere una COSA finita e ne soffriamo le conseguenze. Creiamo una falsa identità e a partire da essa viviamo una realtà che è falsa.

Dai un'occhiata proprio ora alla tua immediata esperienza, corpo, mente e qualcosa che vede il loro apparire e che chiediti: "Quale di queste tre cose è permanente? Quale di queste è ciò che vede le altre due che sono viste?".

TU sei ciò che è visto e la Consapevolezza che testimonia l'apparizione del corpo e della mente. Come questo che vede tu sei un Nulla, una Non Cosa, una presenza consapevole che è priva in sè di qualità e quindi non ha nessuna descrizione. Tu semplicemente SEI. Questa Consapevolezza è la stessa in tutti gli esseri umani: i loro corpi e il gioco delle loro menti varia, ma questa Consapevolezza è sempre identica, è lo stesso Uno. Nel momento in cui questa Consapevolezza inizia di nuovo a includere se stessa nella scena diventa sempre più chiaro che il corpo e la mente sono dei veicoli attraverso cui si può fare esperienza, ma uno NON è queste cose. In breve tempo l'attenzione torna in modo naturale a questa Consapevolezza in mezzo a momenti di abitudinaria identificazione con il corpo-mente fino a che non accade una stabilizzazione e una realizzazione chiara e conscia che si E' questo.

Il problema di questa erronea identificazione cade e con essa anche la cosiddetta sofferenza personale. La Vita è vista in un modo completamente differente e si vede che si Uno con la Vita stessa. Questa è la direzione che la società DEVE intraprendere perchè la specie umana possa continuare ad esistere.
Non è una cosa che è necessariamente difficile perchè tutto quello che è necessario per apportare questo modo di vedere le cose è in realtà già presente. Richiede solo che noi lasciamo cadere tutte le nostre stupide credenze e che VEDIAMO ciò che E'. Corpo, mente E questo che è sempre presente, l'Eterno, il nostro SE'.
Questo è ciò che è stato indicato da coloro che hanno condiviso un messaggio con l'intenzione di rimuovere il senso di separazione. Questa è sempre stata la risposta, e non è cristiana, buddista, ebraica, musulmana o qualunque altro nome religioso gli sia stato dato. Quando è stata condivisa, lo è stato direttamente dall'Uno, lo STESSO Uno, a dispetto di tempo e luogo in cui sia accaduto. Quando ti risvegli alla Verità di quell'Uno che tu IN REALTA' sei, sarà lo STESSO Uno che che si è risvegliato in coloro il cui messaggio è divenuto religione e che poi è diventato una credenza che ci impedisce adesso di vedere questa Unità. La loro insistenza è sempre stata che questa realizzazione doveva diventare tua o altrimenti sarebbe rimasta una credenza e non avrebbe servito nè te nè l'umanità in nessun modo che potesse rimuovere il senso di separazione.

Quando questa realizzazione accade NON è una credenza, è auto-evidente e si conferma da sola. Quando VEDI quell'Uno che in realtà sei allora vedi anche che tutti gli apparenti "altri" non sono altro che te stesso, Amore.

L'Amore non conosce separazione!

Avasa

martedì 1 febbraio 2011

Tu sei la Sorgente


Quando si resta coinvolti con delle organizzazioni spirituali c'è sempre il rischio di perdersi in alcune trappole e nella maggior parte dei casi questo è esattamente quello che avviene.
Il messaggio è semplice: dietro tutto questo che apppare come manifestazione c'è un Nulla, una Non-cosa, ed è questo Nulla che vede ogni cosa.

Qualunque cosa tu presuma di essere in qualunque momento è solo un preconcetto, un pensiero che sorge. Ciò che vede quel pensiero è il Nulla, che tu sei sempre. La prima (identità) è concettualizzata, la seconda percipita.

Ogni tuo "eroe spirituale" appare nel TUO sogno della Vita, lui o lei sono portati nella manifestazione da TE, tutto quello che è condiviso verbalmente o attraverso qualunque altra forma viene da TE. TU sei la Sorgente di ogni cosa.

Questonon richiede alcun cammino o metodo, o niente di niente per essere visto.
Tu sei sempre, già, il Nulla da cui ogni cosa e in cui ogni cosa sta apparendo.
Quando le parole e le sensazioni cadono ciò che resta è ciò che è sempre stato e sempre sarà perché ciò che sei è eterno e questo è quello che cerchi: se tutto questo viene cercato come se fosse un qualcosa, vi sarà un girovagare senza fine di esperienza in esperienza. Quando si realizza che l'Uno sta cercando se stesso e che questo Unico Sé - se stessi - è il Nulla allora ciò che è visto come presente in quell'istante è colto come eternamente presente. Il cercare termina. Tu sei ciò che sei sempre stato, il Nulla, la Sorgente di ogni cosa.

Non ti perdere nell'identificazione con le esperienza e vedi che sei la non-esperienza in cui ogni cosa sta facendo la sua apparizione.

Con Amore,
Avasa

martedì 14 dicembre 2010

martedì 7 settembre 2010

L'abbraccio finale


Quando ti senti disperato perché hai perso tutti i tuoi sogni può sorgere una profonda depressione. E' arrivato il momento di lasciarsi andare completamente, gettandosi alle spalle tutti i trucchi e trabochetti della mente e permettere alla vita di fluire totalmente attraverso di noi, in ogni momento, senza alcun piano, senza idee su nulla.

Il fatto è che perdere se stessi sarà molto più doloroso del vedere dissolversi tutti i progetti o le idee sul proprio futuro, e quindi questa perdita di sè è spesso combattuta strenuamente. Persino il suicidio appare come un'alternativa in quanto paradossalmente intuiamo che la fine di questo dolore arriverà se "noi" spariamo. L'ultimo oggetto del sogno della vita che deve andarsene è infatti quell'oggetto che crediamo di essere, il "me". Il senso di esistere in quanto persona, l' "Io sono", è infatti ancora un qualcosa, mentre invece ciò che siamo veramente è Nulla. Ciò che siamo è puro Vuoto che osserva la vita che altro non è che l'espressione e manifestazione di questo Vuoto stesso. Ecco perché quando si sente di essere Uno con ogni cosa sorge una sensazione di amore profondo e una connessione emotiva con tutto e tutti. Ma quella sensazione di radianza, che è in realtà l'esplodere del falso "me" in ogni cosa - il diventare ogni cosa - deve raggiungere il suo punto più alto che è lo sciogliersi nell'amore dell'ultimo oggetto, l '"io sono".

Quest'ultimo salto quantico, dall'Uno allo Zero in un certo senso, non può avvenire per definizione con l'aiuto di un individuo immaginario, di un immaginario "me". Quella beatitudine quasi senza fine deve andarsi a dissolvere nella sua vibrazione più alta che è il silenzio. Questa gratitudine che abbraccia ogni cosa deve espandersi in una sorta di silenziosa preghiera per l'esistenza stessa, con nessuno verso cui essere grati e nulla per cui si è grati.

Uno deve perdere il proprio sogno e l'ultimo oggetto del sogno da perdere è se stessi. Ci si perde nella realizzazione di essere il sognatore del sogno della vita e il "me" non torna, se non come una specie fantasma, senza un soggetto al suo centro che abbia una volontà indipendente.

In questo processo, dato che questa morte è solo la dissoluzione di un'idea e non la morte di un reale qualcuno, deve essere chiaro che qualunque cosa accada nella propria apparente vita personale è in realtà stato creato con l'unico scopo di risvegliarsi a se stessi e a ciò che si è. Fino a che il senso del "me" è presente, la vita con le sue illusorie vittorie e sconfitte accade in un certo senso con l'obiettivo, del tutto impersonale, di VEDERE che cosa siamo veramente. Il sogno di vita DEVE alla fine deluderti, tradirti, per scuoterci da questa illusione ipnotica di essere una persona. Finché ci si sente o crede di essere separati dalla vita, quelle improvvise curve che l'esistenza può prendere sembrano dolorose e ingiuste, ma sono assolutamente necessarie per disfare quella rete di sogno in cui sembriamo essere intrappolati.

L'ultima illusione a cadere è che nessuno è in realtà intrappolato in quanto non vi è mai nessuno. In altre parole, l'ultima illusione che cade è l'idea di essere il soggetto del sogno stesso, e nel momento in cui questo ultimo oggetto si dissolve l'ttenzione si muove da questo oggetto illusorio - il me - all'Io eterno.

Questo era il vero Soggetto da cui il sogno della vita stessa viene intessuto ed era ciò che in un certo senso dirigeva lo spettacolo tutto il tempo. Da questa cosiddetta prospettiva globale, niente sembra più ingiusto o giusto, ma necessario, inevitabile e, pertanto, assolutamente perfetto.

Anche prima che questo sia totalmente vero di se stessi, il sogno è già del tutto perfetto, in ogni momento. Saperlo o no è la differenza tra inferno e paradiso.
La vita non è giusta o ingiusta, la vita fa quello che fa. Quando vi è l'attaccamento al sogno o solo ad una minima parte di esso, le abili mani dell'Amore saranno impegnate a farci aprire le braccia di nuovo in modo che possiamo abbracciare la vita nella sua totalità, per poterci dissolvere in quell'abbraccio finale.

Shakti