sabato 5 marzo 2011

Nulla accade


E' curioso a volte come un problema che la mente giudicherebbe negativo possa essere la via attraverso la quale la Coscienza si risveglia, proiettando l'attenzione forzosomente non sul corpo o la mente, ma su la Coscienza stessa per il troppo dolore fisico o emozionale sentito. Ecco perchè è impossibile dire cosa sia giusto o sbagliato: la tragedia per il "me" è solo e sempre l'opportunità dell'Esistenza di conoscere se stessa. Niente è mai contro di noi, tutto è sempre già perfetto.

La morte dell'ego chiede uno strano tipo di disciplina che non è la rigidità della mente: è frutto della capacità di restare fermi su ciò che è Reale e lasciare che il resto si dissolva, gli attaccamenti alle forme manifeste e ai loro movimenti. Deve arrivare il momento in cui questa focalizzazione - rilassata e spontanea- si scioglie del tutto nella manifestazione. Tu sei Nulla E sei Tutto. "All'inizio le montagne sono solo montagne, poi le montagne non sono più solo montagne. Poi di nuovo le montagne sono solo montagne". All'inizio il mondo è solo questo, poi ti accorgi che le cose non sono come sembrano e la manifestazione è solo un'ombra rispetto alla luce splendente della Consapevolezza. Ti distacchi dal mondo e torni al Sè, immanifesto e immutabile. Poi, di nuovo le montagne sono solo montagne, tutto è assolutamente ordinario e semplice. Con la differenza che tu non ci sei più. C'è solo la Vita. E la Vita era sempre e solo Vita.

Nulla in un certo senso avviene per caso, ma è sempre una occasione di risveglio. Cos'è l'ego se non un'idea? Sii chiaro, sii chiara su questo punto. E' l'idea che ci sia qualcuno quello che chiamiamo ego - il concetto di essere qualcuno- l'identificazione con idee e pensieri. Se "tu" pensi di avere un ego, quello amico mio è ego! Nessuno ha un ego, perchè non c'è nessuno! Nel momento in cui questa realizzazione, non intelletuale ma anche intuitiva accade, quelle che alcuni chiamano tendenze latenti iniziano a cadere, a bruciarsi.

Le vedi salire e poi ti accorgi e le lasci bruciare in te. senza agirle: lettaralmente bruci vivo. Una delle ultime trappole dell'ego è proprio il concetto di illuminazione, l'idea che ci sia qualcuno a cui è accaduto qualcosa. In realtà non è mai accaduto niente. E solo il Niente accade sempre!

La Vita non ha bisogno del "me" per esistere. Il "me" è solo un'idea, un concetto attraverso cui la Vita stessa fa esperienza della realtà. Fino a che il "me" non cade sembra che la Vita esista perché tu possa vedere chi sei. Dopo è auto-evidente che la Vita esiste e "tu" non sei mai esistito.

L'ego spirituale racconta sempre delle sue incredibili esperienze di risveglio e ignora lo spettacolo incantevole di ciò che è. L'ego intesse la storia dell'universo intorno alla "sua" illuminazione, mentre la Vita si dispiega in ogni momento, così com'è, perfetta e semplice, nella stufa che brucia piano la legna e il tè caldo nella tazza sul tavolo. Dio che fa l'occhiolino da ogni piccola cosa.
La Vita non ha bisogno della tua liberazione. Non ha bisogno di essere liberata, perchè non è mai stata imprigionata. Il "me" si affanna alla ricerca di un modo per dissolvere se stesso, quando tutta l'Esistenza stessa è già assolutamente perfetta, così com'è.

Shakti Caterina Maggi

Desideri



Nessun desiderio è personale. Un desiderio è infatti solo in sè un pensiero, che è osservato dalla Consapevolezza.

Il problema insomma non sono i desideri, ma l'identificazione con i desideri in sè, il credere che appartengano ad un individuo separato. Ogni desiderio di per sè è solo un pensiero che sorge nella Consapevolezza. Molti dei nostri desideri si basano su falsi bisogni incentrati sul concetto del me. Quando questo concetto è visto nella sua illusorietà restano i desideri e bisogni direttamente connessi alla sopravvivenza del corpo mente o alle caratteristiche precipue della forma. Essi scorrono in modo naturale senza tensione di realizzazione come se la loro manifestazione fosse l'orgine della pace.

Di solito, se il concetto di me è ancora presente, ci sarà anche un altro pensiero che segue, ovvero "questo è il MIO desiderio". Immediatamente ci sarà allora la paura che questo desiderio non si avveri in quanto non si riconosce che il desiderio è impersonale. Ci sarà tensione dunque nella realizzazione del desiderio, sforzo e fatica. Questo perdurerà fino a che quella tensione non sarà così insopportabile che il desiderio in sè cadrà, lasciando spazio ad un senso di resa. In quella resa, se quel deisderio appartiene alle caratteristiche della forma esso si realizzerà come avrebbe fatto in ogni caso se non ci fosse stato l'intereferire della mente attraverso i dubbi e la sensazione che senza il "me" nulla puo' esesre fatto. Altri desideri invece, che si incentrano sul me svanirebbero in quanto "falsi bisogni".

A livello profondo quella tensione insita nel desiderio viene da un desiderio più profondo che è quello di essere di nuovo in contatto con l'Uno. se fosse perseguito al suo estremo quel desiderio porterebbe all'annullamento del concetto di persona, ci sarebbe un dissolvimento nel Tutto. nella celebrazione della vita così come essa si presenta, le caratteristiche della forma si esprimono in modo naturale e se non ostacolate portano ad un dissolvimento del senso di separazione. La vita stessa in pratica è il nostro sadhana, la nostra vita spirituale, esattamente così come essa si esprime, senza nessun bisogno di interferenza da parte di un'immaginaria persona con una sua "vita spirituale". Se ci si trova interessati alla spiritualità naturalmente anche questo è solo e soltanto parte del dispiegarsi delle nostre caratteristiche. Arriva un momento in cui si è consapevoli che non si sta vivendo una vita spirituale, ma si è vissuti. E allora ci si accorge che la goccia è sempre stata solo e soltanto oceano.

shakti caterina maggi

martedì 8 febbraio 2011

Nessuna separazione




Viviamo in una società che intrattiene come sua idea principale il concetto di separazione, l'idea che tu e io siamo separati gli uni dagli altri. Questa idea ha portato con sè un prezzo da pagare il cui costo è molto alto e che ci costerà - se dovesse persistere - la morte della razza umana.

L'intero sistema attraverso cui siamo stati cresciuti nella nostra società dai nostri genitori e insegnanti, dalle nostre figure religiose e dai nostri governi si basa su questa idea di separazione, sebbene non esista nessuna qualsivoglia evidenza che possa supportare questa credenza. Abbiamo un'enorme fiducia nella scienza e su dove essa ci stia portando, eppure più la scienza stessa ci porta vicini a ciò che stiamo cercando, la Sorgente, e meno trova prove che la separazione esista DA QUALUNQUE PARTE.

Attraverso la storia dell'umanità ci sono state delle persone che si sono addentrate fuori dagli schemi consueti tipici del loro tempo e hanno sfidato il comune modo di pensare. Il loro messaggio in ogni e ciascun caso era identico: la separazione non esiste.

Il costo di intrattenere questa idea che ci siano essere separati si riflette in molti modi nel nostro mondo come le tante guerre che esistono e come la sofferenza cosiddetta a livello personale che è prevalente nelle nostre società in ogni loro strato. NON deve essere per forza in questo modo e in effetti tutto questo può cambiare facilmente, ATTRAVERSO il vedere che cosa in realtà siamo dietro tutti questi sistemi di credenza.

Una credenza è un pensiero con cui ci si è identificati perché non si conosce più il proprio Sè in modo diretto, ed è naturale cercare di ritrovare la propria identità una volta che la si è persa di vista. Le credenze sono create nel tentativo di ritrovare di nuovo noi stessi, il nostro Sè, come qualcosa di permanente, di reale.

Tutti gli esseri umani, a dispetto delle apparenti differenze, sono composti da tre cose. Un corpo fisico, una mente e qualcosa di intangibile chiamato Consapevolezza. Questo è sempre il caso, quandunque ci sia l'esperienza umana.

La prima di queste tre cose la conosciamo tutti in quanto è chiaramente in bella vista, la seconda la conosciamo ma non è sempre così chiara e ovvia come la prima e la terza, la Consapevolezza, raramente riceve la nostra attenzione in quanto è in qualche modo strana dato che è l'unica a essere permanente di queste tre componenti. Il corpo e la mente vanno e vengono, come accade nel sonno profondo, ma la Consapevolezza è sempre presente.

Perché allora, ci potremmo chiedere, questo che è sempre già presente resta così sconosciuto? La risposta è semplice: NON è una COSA. La consapevolezza non ha una forma o un colore o una descrizione di qualunque tipo, eppure E'. Senza questa presenza di Consapevolezza non ci sarebbe la possibilità di fare esperienza di nulla.

Chiaramente questa Consapevolezza è quindi di incredibile importanza. E' questo che dobbiamo conoscere di nuovo così che non venga più ignorato. Quando ignoriamo questa Consapevolezza, noi in quanto Consapevolezza, cerchiamo di ritrovarci attraverso l'identificazione con gli oggetti che appaiono in essa, come il corpo e la mente. Crediamo allora di essere una COSA finita e ne soffriamo le conseguenze. Creiamo una falsa identità e a partire da essa viviamo una realtà che è falsa.

Dai un'occhiata proprio ora alla tua immediata esperienza, corpo, mente e qualcosa che vede il loro apparire e che chiediti: "Quale di queste tre cose è permanente? Quale di queste è ciò che vede le altre due che sono viste?".

TU sei ciò che è visto e la Consapevolezza che testimonia l'apparizione del corpo e della mente. Come questo che vede tu sei un Nulla, una Non Cosa, una presenza consapevole che è priva in sè di qualità e quindi non ha nessuna descrizione. Tu semplicemente SEI. Questa Consapevolezza è la stessa in tutti gli esseri umani: i loro corpi e il gioco delle loro menti varia, ma questa Consapevolezza è sempre identica, è lo stesso Uno. Nel momento in cui questa Consapevolezza inizia di nuovo a includere se stessa nella scena diventa sempre più chiaro che il corpo e la mente sono dei veicoli attraverso cui si può fare esperienza, ma uno NON è queste cose. In breve tempo l'attenzione torna in modo naturale a questa Consapevolezza in mezzo a momenti di abitudinaria identificazione con il corpo-mente fino a che non accade una stabilizzazione e una realizzazione chiara e conscia che si E' questo.

Il problema di questa erronea identificazione cade e con essa anche la cosiddetta sofferenza personale. La Vita è vista in un modo completamente differente e si vede che si Uno con la Vita stessa. Questa è la direzione che la società DEVE intraprendere perchè la specie umana possa continuare ad esistere.
Non è una cosa che è necessariamente difficile perchè tutto quello che è necessario per apportare questo modo di vedere le cose è in realtà già presente. Richiede solo che noi lasciamo cadere tutte le nostre stupide credenze e che VEDIAMO ciò che E'. Corpo, mente E questo che è sempre presente, l'Eterno, il nostro SE'.
Questo è ciò che è stato indicato da coloro che hanno condiviso un messaggio con l'intenzione di rimuovere il senso di separazione. Questa è sempre stata la risposta, e non è cristiana, buddista, ebraica, musulmana o qualunque altro nome religioso gli sia stato dato. Quando è stata condivisa, lo è stato direttamente dall'Uno, lo STESSO Uno, a dispetto di tempo e luogo in cui sia accaduto. Quando ti risvegli alla Verità di quell'Uno che tu IN REALTA' sei, sarà lo STESSO Uno che che si è risvegliato in coloro il cui messaggio è divenuto religione e che poi è diventato una credenza che ci impedisce adesso di vedere questa Unità. La loro insistenza è sempre stata che questa realizzazione doveva diventare tua o altrimenti sarebbe rimasta una credenza e non avrebbe servito nè te nè l'umanità in nessun modo che potesse rimuovere il senso di separazione.

Quando questa realizzazione accade NON è una credenza, è auto-evidente e si conferma da sola. Quando VEDI quell'Uno che in realtà sei allora vedi anche che tutti gli apparenti "altri" non sono altro che te stesso, Amore.

L'Amore non conosce separazione!

Avasa

martedì 1 febbraio 2011

Tu sei la Sorgente


Quando si resta coinvolti con delle organizzazioni spirituali c'è sempre il rischio di perdersi in alcune trappole e nella maggior parte dei casi questo è esattamente quello che avviene.
Il messaggio è semplice: dietro tutto questo che apppare come manifestazione c'è un Nulla, una Non-cosa, ed è questo Nulla che vede ogni cosa.

Qualunque cosa tu presuma di essere in qualunque momento è solo un preconcetto, un pensiero che sorge. Ciò che vede quel pensiero è il Nulla, che tu sei sempre. La prima (identità) è concettualizzata, la seconda percipita.

Ogni tuo "eroe spirituale" appare nel TUO sogno della Vita, lui o lei sono portati nella manifestazione da TE, tutto quello che è condiviso verbalmente o attraverso qualunque altra forma viene da TE. TU sei la Sorgente di ogni cosa.

Questonon richiede alcun cammino o metodo, o niente di niente per essere visto.
Tu sei sempre, già, il Nulla da cui ogni cosa e in cui ogni cosa sta apparendo.
Quando le parole e le sensazioni cadono ciò che resta è ciò che è sempre stato e sempre sarà perché ciò che sei è eterno e questo è quello che cerchi: se tutto questo viene cercato come se fosse un qualcosa, vi sarà un girovagare senza fine di esperienza in esperienza. Quando si realizza che l'Uno sta cercando se stesso e che questo Unico Sé - se stessi - è il Nulla allora ciò che è visto come presente in quell'istante è colto come eternamente presente. Il cercare termina. Tu sei ciò che sei sempre stato, il Nulla, la Sorgente di ogni cosa.

Non ti perdere nell'identificazione con le esperienza e vedi che sei la non-esperienza in cui ogni cosa sta facendo la sua apparizione.

Con Amore,
Avasa

martedì 14 dicembre 2010