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venerdì 28 marzo 2014

Il disturbo dell'ego

  • Shakti cara, stanotte ho fatto un sogno: ho sognato che lasciavo arrivare pensieri disturbanti senza giudicarli (solo ora li giudico disturbanti) li accoglievo con un ok, e loro puff, sparivano e mi lasciavano dormire in pace... Non so nemmeno con certezza se fosse un sogno o se fossi in uno stato di sonno vigile, come mi è successo altre volte nelle quali appunto mi guardavo dormire...comunque è stato bello e ho pensato: ma allora è facile, basta non attaccare alcun giudizio a nessun pensiero.... chissà se funziona anche da sveglia? ma senza il giudizio, può esserci azione? Intendo se non giudico che una situazione sia da cambiare, cosa mi spingerà ad agire per cambiarla?

  • Certamente è possibile che un'azione accada senza che ci sia identificazione. Questo è esattamente quello che succede quando un'azione è spontanea, ovvero accade senza che ci sia qualcuno che intenzionalmente la compie. Ora, anche se questo potrebbe non essere immediatamente evidente, l'azione è SEMPRE spontanea, ma a volte è seguita dall'idea che ci sia qualcuno che la stia facendo e proprio questo pensiero è l'origine del "disturbo" dell'ego, è questo il seme di senso di colpa, vergogna, invidia, accusa etc etc
  • Il punto è che anche quell'identificarsi con quei pensieri e emozioni accade spontaneamente. Ti sei infatti ritrovata in modo del tutto spontaneo a testimoniare questo accadimento senza che tu avessi pianificato di farlo: ti sei trovata a VEDERE che i pensieri e le sensazioni accadono e che quando non c'è quel reclamarli allora essi vanno e vengono con facilità e non c'è sofferenza a questo proposito.
  • Il fatto stesso che si sia posta attenzione su questo fatto significa che l'inizio del dissolversi dell'abitudine a identificarsi, ovvero l'ego stesso, sta accadendo. Questo è quello che viene genericamente chiamato risveglio, ovvero il riconoscere quello che siamo, il testimone vuoto della Vita che accade in noi come manifestazione della nostra stessa Coscienza.
  • Accade dunque il risvegliarsi al fatto che siamo GIA' questo Io vuoto e consapevole, anche quando non siamo coscienti di questo. Nel diventarlo, quella che è una brutta abitudine a identificarsi con qualcosa che non siamo, cade da sola.
  • Sei sempre la testimone di ogni pensiero, così come di ogni altra cosa. Ciò che crea sofferenza non è il pensiero in sé, o un'emozione, ma l'identificazione con queste cose, che poi è quello che hai colto in quello stato di testimonianza vigile - se vogliamo chiamarla cosi - che è accaduta. Ciò che chiami giudizio è l'attaccarsi al pensiero, che crea quindi l'immagine di una te che ne è al suo centro ovvero l'ego.
  • Cara, vuoi dire che ogni azione che io credo di aver compiuto come frutto di una mia scelta ( libero arbitrio??) è in realtà solo ciò che poteva/doveva accadere al di là di me? Questo da un lato mi fa sentire meno importante, anzi ininfluente nel determinare il flusso dell'esistenza, dal'altro mi toglie responsabilità, e quindi senso di colpa per ciò che ha prodotto un risultato che al momento pare essere non buono... lo dico in riferimento soprattutto al mio essere madre... mi sento costantemente in debito per ciò che non sono stata in grado di fare... Ti ringrazio per la tua attenzione e cura...
  • Come quella che sei veramente, ovvero il testimone, sei "responsabile" di tutto quello che vedi, nel senso che quello che vedi esiste nella tua realtà perché tu lo riconosci come esistente. Come quella che pensi di essere invece, ovvero quella forma, non sei responsabile di nulla, ma sei una azione testimoniata come tutte le altre. Quella te che credi separata NON esiste, e di conseguenza non può essere responsabile.
  • Ad esempio l'azione di essere madre è una delle azioni che testimoni, a volte essa è accompagnata da un giudizio negativa o positivo a volte da nessun giudizio. Esiste l'essere madre, ma non dunque una madre.
  • Dato che tutto è una UNICA azione, non è possibile scindere una azione che sia espressa dalla tua forma rispetto a quella espressa da un'altra forma, in quanto sono più che interconnesse: sono parte di una unica esperienza.
  • Non avresti potuto agire come hai agito in passato se quella persona a sua volta non si fosse comportata in un modo o in un altro, quindi la tua "personale" risposta a quell'evento è strettamente interconnessa a quello che è avvenuto o che sta avvenendo. Che quell'azione sia giudicata negativa (senso di colpa) o positiva (orgoglio) è qualcosa che a sua volta dipende dal modo in cui sei stata cresciuta, dal condizionamento subito, e da mille altri fattori. Cultura, società, ambiente esterno, genetica fanno parte in modo inscindibile dalla tua apparente risposta personale.
  • Quindi NESSUNO come apparente individuo è responsabile di quell'azione se non l'intero Universo, e allo stesso tempo quell'esperienza che accade in Te. Quindi come quella che veramente sei, ovvero Coscienza Vuota e Immobile che testimonia l'esperienza sei la creatrice di ogni cosa. 
  • Ma non crei con intenzione, non crei sapendo prima cosa stai per fare. La creazione accade liberamente ed è sempre riflesso perfetto di quello che sai di essere o di quello che ignori di te. Ecco perché quella creazione è a tratti tinteggiata di ombre ricorrenti: sono i riflessi dell'immagine sbagliata che hai di te. Una volta colte quelle ombre in modo adeguato, ovvero frutto di una cattiva immaginazione, il riflesso cambia di conseguenza e la sofferenza che prima sembrava impossibile da sradicare si dissolve.
  • Non c'è nulla che devi comprendere, tutte queste parole sono una descrizione di qualcosa che sta già emergendo.

  • Se tu appari nel mio campo di coscienza proprio ora che sorge la domanda, forse questa è già una risposta.... Con amore, grazie.
  • Esatto, questa forma è solo il riflesso di quello che già sta emergendo. Le risposte dunque vengono dallo stesso luogo da cui sorgono le domande, dalla stessa Coscienza. Nulla è dato o trasmesso, ma solo condiviso.


lunedì 7 ottobre 2013

Libero arbitrio e vera libertà

ciao Caterina, 
in questi giorni mi viene in mente una domanda di frequente, se effettivamente esiste il libero arbitrio di poter cambiare la nostra vita. Io mi sono dato una risposta, in effetti non esiste: se ciò che vive in noi è il divino, allora noi siamo illusori... Ma è qualcosa difficile da afferare questa del libero arbitrio, potresti aiutarmi?
__________


 A chi interessa la questione del libero arbitrio? 
A colui che pensa di possederlo o teme di non averne.
Da cosa vuoi essere libero, in cosa vuoi essere libero? Questo è il punto.
La libertà che cerchiamo non è nella vita, ma DALLA Vita. 

Il fatto è che la Vita accade, al di là di preferenze, opinioni o emozioni. Non gira attorno a noi. Si dispiega un istante alla volta, un fotogramma alla volta. Non torna, ma cambia. E in questo incanta, nel suo non ripertersi, nel suo esistere per un momento e poi non essere più. Ecco perché è preziosa. 

Pensieri, sensazioni, emozioni accadono e fanno parte della Vita. Non li si sceglie, succedono, e quando accadono subito dopo si afferma che siano nostri, che li abbiamo decisi noi. Eppure un istante prima che apparissero nella Coscienza non esistevano e un istante dopo che sono apparsi diciamo "l'ho pensato io, l'ho sentito io, l'ho deciso io". Quel pensiero che viene DOPO è l'ego, ed esso è la misura della sofferenza che ci si porta dietro, credendo di essere l'autore delle azioni, dei pensieri e delle emozioni che viviamo. 

Ecco cosa è l'ego, solo un pensiero, un pensiero abituale che, ritornando, dà l'idea che tu esista, che tu continui nel tempo come un personaggio decide nella vita cosa fare, cosa sentire, cosa pensare. Il che, di fatto, non è vero. 

Chi pensa quando pensi? Tu? Ma quel pensiero è già lì quando reclami che sia tuo, e lo stesso vale per emozioni e azioni... Non scegli, le scelte accadono, i pensieri accadono, le emozioni accadono. La Vita accade. 

La libertà quindi non sta in quel personaggio che crediamo di interpretare, ma che in realtà è solo parte del dispiegarsi della Vita stessa. La libertà sta nel riconoscere che NON siamo questo personaggio chiamato "me", bensì il testimone e il creatore della Vita. Essa esiste perchè la si testimonia, e il modo in cui essa appare coincide con il modo in cui conosci chi sei. 

La Vita è quindi UNO con la Coscienza stessa, la tua. Non è separata da te. Essa si dispiega non attorno ad un "me" immaginario, ma come perfetta copia istante per istante, con ciò che sei. Nella misura in cui conosci ciò che sei o nella misura in cui ignori quelli che sei. Se vedi che sei il Sognatore di questo Sogno chiamato Esistenza essa lo rifletterà nel suo incanto. Se credi di essere separato invece dalla Vita, di essere in un piccolo corpo di carne e ossa disgiunto dal resto dell'Universo, allora la Vita rifletterà questo. I drammi con cui ti identifichi, tu che sei il Divino, si rifletteranno nella Vita stessa, creando sofferenza.

Sveglia dunque, non sei quello che pensavi di essere. Sei già libero da questi drammi, perché sei il Creatore, non la creatura! Come corpo-mente non hai alcuna libertà, sei un oggetto creato. Ma come ciò che veramente sei, sei già del tutto libero, sei Libertà stessa.

Shakti Caterina Maggi