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Non c'e' nessuno che possa accettare il momento, ma l'accettazione del momento puo' accadere.
Quando accade, lo fa perche' l'attenzione non e' piu' primariamente sull'oggetto creato, ma su cio' che precede l'oggetto, il soggetto, il Se'. Una volta che il Se' e' visto l'accettazione arriva come conseguenza.
Quando la nostra attenzione e' solo sull'oggetto ci sara'
identificazione con l'oggetto e in quella relazione allora sorge il
gioco del "me" o che non accetta o che cerca di accettare.
Ovviamente nessuna di queste due cose puo' essere vera accettazione
perche' c'e' un volere che qualcosa accada. In questo c'e' un ignorare
il Se'.
Quando l'attenzione e' sul Se' non c'e' nessuna
richiesta che le cose siano altre da quelle che sono dato che non c'e'
nulla da guadagnare dal fatto che siano differenti. Quando il Se' e'
visto ogni cosa e' colta cosi' com'e' con nulla da guadagnare da essa.
Questa e' allora accettazione.
Con Amore,
Avasa
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