giovedì 21 agosto 2014

Amore e' lo sfondo

Il vento silenzioso dell'Amore
soffia attraverso i corpi,
creando una mandala vivente
In continuo mutamento
Senza inizio ne' fine.

Amore e' lo sfondo,
L'autore, l'unico incantato spettatore.
Amore e' Io, e' te, e' me,
E' il mio sonno che chiude i tuoi occhi.

Nessun confine nei corpi,
Solo una unica manifestazione dei sensi
Nel Vuoto dell'Essere.
Non siamo separati, mai.

Non puoi perdermi,
Non posso trovarti.

Amore mio, tu appari dove io finisco,
Sparisci dove io inizio.

Qui sono, tu sei
E la danza prosegue al ritmo
Di un unico respiro di Vita.


Shakti Caterina Maggi

mercoledì 25 giugno 2014

Il risveglio e' adesso

Pubblico uno scambio di domande e risposte.
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 Quando dici " chi ascolta queste parole"? rispondo che sono io, e tu ribatti dicendo "dove è questo io"? ti rispondo qui nel corpo e avverto la sensazione nella testa, ma se resto fermo un attimo allora sento una piccola espansione e davvero mi sembra di non avere confini ma mi trae in inganno il fatto che quello che posso fare è muovere solo il corpo fisico, visto che i pensieri sorgono senza controllo.
Perché possiamo solo agire nel corpo fisico e non per esempio in una pianta?

Qualunque sensazione tu abbia essa e' testimoniata da un Io che e' sempre presente e consapevole. Come tale non hai nessuna sensazione, ne' sei un pensiero o un corpo. SEI e basta, e questo e' un fatto. La sensazione che hai avvertito potrebbe essere il semplice rilassarsi di una contrazione nell'immaginarsi dentro il corpo cosa che non e' mai vera.

E' questa illusione che ti fa credere di poter muovere il corpo, il corpo e' mosso e non sei tu a muoverlo esattamente come non puoi muovere la pianta. Usi il corpo come strumento di percezione, ma esso non e' piu' te della pianta, dato che sei lo spazio vuoto e consapevole che testimonia entrambi. Quando l'attenzione torna allo sfondo e' chiarimento percepito che ogni oggetto appaia nella tua attenzione, incluso quello che chiami il tuo corpo, sta accadendo dentro di Te.


Quando dici che prova hai che sei in questo corpo? Rispondo: perchè lo muovo lo porto dalla sedia al divano, dal bagno alla cucina ..

Assolutamente falso. Non sei tu che muovi. E' il corpo che si muove e l'impressione che sei tu che lo muovi e' appunto l'ego. Ci sono molti momenti in cui il corpo si muove in modo del tutto spontaneo ( ad esempio nella danza o in un momento di pericolo in auto in cui devo sterzare o frenare di colpo, il corpo lo fa e DOPO dici che sei stato tu). Il pensiero che talvolta accompagna l'azione e afferma che ne sei l'autore e' il pensiero egoico, che essendo ricorrente da una impressione di una tua continuita' nel tempo. Tu esisti ADESSO esattamente come tutto il resto della manifestazione.


La mia percezione quando dico “ Io Sono” è di sentirmi radicato nella manifestazione di esserci, mentre quando dico “Io”, sento un senso di espansione.

Quando dici " io sono " appaiono delle parole che sono forse connesse ad un senso di esistere. Se ti identifichi con il senso di esistere sei ancora nell'identificazione, mentre quando ti identifichi con IO allora quella contrazione si rilascia e testimoni tale rilascio come espansione. La sensazione di espansione in se' e' solo una sensazione di cui sei testimone, esattamente come sei testimone di Io SONO. Non cercare una prova di te in quello che accade o ti perdi nella manifestazione. Tale azione e' di per se' ricerca.


Cosa intendi per avere la telecamera dietro la schiena?

Quando l'attenzione torna a se stessa si ha l' impressione talvolta di essere come un qualcuno che osserva il mondo da uno spazio vuoto e consapevole da sopra le spalle. E' come se -temporaneamente- si avesse l' impressione che questo Vuoto sia in qualche modo localizzato nell'area dove una volta avevamo l'impressione di avere un volto. In realta' tu sei ben tale immaginaria localizzazione, ovvero sei lo spazio stesso in cui il corpo e ogni altro oggetto appare. Se non hai questa impressione, che appare di sovente prima del risveglio, non la cercare, sarebbe di nuovo uno sforzo inutile che creerebbe ulteriore ricerca.



Quando dici che l'attenzione torna alla presenza, ecco questo percepire va agevolato oppure accade e amen?

Accade da se', ma non accade nel tempo, accade solo adesso. Ed e' quindi sempre disponibile se cade il voler cercare se stessi nelle esperienze, siano esse interiori o esteriori.


Oltre lo stato di risveglio non potrebbe darsi che ci sia altro?

Il risveglio e' solo l'inizio, il resto e' Vita.


Un abbraccio

A Te.




venerdì 23 maggio 2014

Disorientare la ricerca

Dopo i due satsang, devo dire che sono disorientato o meglio è la mia mente disorientata. Prima dei satsang durante il giorno praticavo la presenza, il vuoto tra i pensieri, sentire il corpo ecc…

Ottimo. E' chiaro che dopo anni passati a cercare o manipolare quello che c'è per trovare qualcosa che è già presente la mente sia disorientata. L'impulso alla ricerca è forte ed è una vecchia abitudine. Il fatto che tu senta del disorientamento significa che qualcosa è stato smosso in quel meccanismo e stai entrando in una dimensione non conosciuta. Questo significa che ti muovi non più dal passato, ma dal momento presente. Ed è solo in questo momento, nel Mistero di questo momento, che puoi scoprire che sei già ciò che testimonia tutto questo.

Ora come hai spiegato, tutto accade;
Non so cosa fare e forse mi pare di tornare a non fare nulla come tanto tempo fa quando di spiritualità e affini non ne sapevo nulla.

Non è che non facevi nulla. "Facevi", ma non ne eri conscio. Cercavi nella vita materiale quella sicurezza che adesso vai cercando in quella spirituale. Quando perdiamo la connessione con questa Presenza permanente, che è Pace, cerchiamo questa pace nel mondo degli oggetti, ovvero nelle relazioni, nel lavoro etc. Arriva un momento in cui questa ricerca esteriore delude, ed ecco che ci ritroviamo a cercare dentro di noi, nel mondo dello spirito per cosi dire. Ma ancora una volta siamo a caccia di oggetti: cerchiamo l'illuminazione come una esperienza che ci completi, che colmi quel buco nero in cui sembriamo cadere. Ed ecco che iniziamo le mille tecniche... per non stare qui. Anche se sembra che dicano il contrario. Quando ogni sforzo cade, allora l'attenzione torna su se stessa e ti accorgi che sei a Casa. Dove sei sempre stato. 

E ora che c’è da fare?
Vale la pena seguire il consiglio di ramana maharshi chiedendomi “chi sono io” e sentirmi consapevole, oppure anche questo è fare qualcosa è fare una pratica?

Fino a che qualunque cosa viene fatta per non stare con la sensazione che sta dietro la ricerca, quell'impulso che brucia come un fuoco sacro, allora quell'azione non può portare alla Pace. Piuttosto si tratta di restare con quel fuoco, senza nessun obiettivo in mente, lasciando che ci bruci vivi, che bruci quel senso di falsa identità. E' ovvio che questo è l'ultima cosa che l'ego vuole fare e quindi si cerca dei nuovi "compiti a casa". Ramana Maharshi descriveva qualcosa che era semplicemente accaduto per lui, ma non è qualcosa di replicabile da parte della mente. Non hai bisogno di "sentirti" consapevole, lo SEI. Sei Consapevolezza, anche adesso, una Consapevolezza che legge queste parole. E come tale non devi fare nulla per esserlo, lo sei già. Sai che queste parole ci sono, e ciò che lo sa E' Consapevolezza. Tutto qui. Molto semplice, molto ordinario. Nulla di speciale. Tu sei sempre lo sfondo in cui la Vita accade, anche quando perdi tutto questo di vista. Non è necessario alcuno sforzo, eppure potresti trovarti a farlo lo stesso. E nella frustrazione dell'ennesimo fallimento potresti trovarti QUI. 

Che ne dici?
un abbraccio spero di vederti presto!

L'Amore non è un'emozione

Ciao! chiarezza sull'amore? 
Ancora mi presento da persona richiedente una relazione. Non ho più voglia di riempire questo vuoto a volte pauroso con queste storie, ma rimane la paura che questo sia solo uno dei tanti pensieri che appaiono: la paura di mettersi in gioco. Rimane la difficoltà a circoscrivere in una "persona" il fluire della vita. 
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Credo che tu stia vedendo quanta ricerca c'è attorno all'amore. Come se fosse qualcosa che riguarda qualcun altro. Invece l'Amore è un fatto del tutto privato, riguarda solo noi stessi. Non c'entra nulla l' "altra persona".

Quando quella sensazione d'amore è sentita - che poi è solo l'aprirsi all'Amore - quella sensazione è sentita in Te. E' Tua. L'altro è solo la scusa, l'oggetto d'amore è solo il riflesso di un aprirsi all'Amore che è il tuo vero Sè. Amore non è una sensazione. E' Apertura. E' quello spazio vuoto in cui accade ogni cosa, ogni corpo e incontro. Sei TU. Quella sensazione d'amore è l'avvicinarsi a riconoscere consciamente tutto questo. Ma se scambi quell'aprirsi con l'Apertura stessa soffrirai. Perché cercherai una sensazione e non il Silenzio che la testimonia.

Allora i volti cambiano, ma dietro di essi c'è lo stesso Sè, lo stesso Silenzio. L'oggetto d'amore muta, ma ciò che lo anima, lo vive e lo respira sei Tu. Ha tutto a che vedere sempre e solo con Te.

Non c'è nulla che ti manchi, non c'è nulla che devi aggiustare o riparare. Sei perfetto. E sei già Amore. Basta riscoprirlo... e lo stai già facendo attraverso lo sperimentare tutte quelle delusioni per le idee che si hanno sull'amore.

Ti abbraccio, buona avventura amico mio,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 16 maggio 2014

mercoledì 14 maggio 2014