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sabato 20 settembre 2014

Scavalcare la mente, oltre il conflitto

Dopo un periodo di calma e amore ora sento di generare continuamente stress e frustrazione.
Mi sento veramente tirato giù, quando invece io voglio salire, voglio la luce!!! Dimmi che sto toccando il fondo e dopo ci sarà solo una grande risalita.. La mia più grande domanda è: Cosa significa restare in osservazione della mente? La mente è lo strumento attraverso il quale io credo di percepire la realtà...Quindi ogni cosa io faccia è inutile perche parte dalla mente!!
Come si arriva aldilà della mente?
Come la si scavalca, sento in me una pulsione enorme verso la luce ma mi sento anche molto sensibile e debole e vado molto facilmente in uno stato caotico che la mente ama ma che io soffro.

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La mente vuole sempre dei "picchi" e scappa dalle "valli". Ma la Vita è fatta di questi su e giù, altrimenti resterebbe sempre ferma e identica a quello stesso Silenzio che sei. In altre parole se la Vita restasse sempre ferma, non la vedresti neppure, non la percepiresti neppure. Invece è proprio perché ogni cosa cambia continuamente che puoi apprezzare l'Esistenza stessa, che puoi farne esperienza.
Guarda e basta quei picchi e quelle valli e non lasciarti coinvolgere... se entri in conflitto con la mente e i suoi scenari non fai che alimentarli.
Non serve che tu cerchi di "meditare", perché il farlo sarebbe solo alla fine un tentativo di non sentire quello che stai attraversando. Quell'azione in se stessa porterebbe solo più conflitto. Più diventi aperto e più in un certo senso la mente basata sul "me" torna alla ribalta cercando di riprendersi il territorio sottratto. Per questo è importante restare solo in osservazione di quello che stai vivendo senza cercare di zittire la mente stessa, o interferire... lasciala parlare e per mancanza di attenzione morirà da sola.

Guarda come sia la mente stessa che etichetta quella frequenza che percepisci come "negativa", invece che testimoniarla e basta... è proprio questo che determina il nutrire quelle storie mentali e in ultima analisi il soffrirle.

Picchi e valli sono parte della vita stessa, se permetti alla mente di intessere degli scenari su quelle situazioni e li segui salendo su un treno di pensieri ecco che ti trovi di nuovo in conflitto.

Riconosci semplicemente che sei già dietro la mente, che la stai solo testimoniando.
La mente non è infatti lo strumento attraverso cui percepisci la realtà, è solo un oggetto che tu, Consapevolezza, stai testimoniando. Dunque come Consapevolezza sei già nella testimonianza della mente, la stai già solo guardando. Qualunque cosa che tu compia a partire da ciò che pensi di essere, a partire dall'identificazione con la mente, non può che nutrire tale illusione.

In realtà sei già al di là della mente, perché la stai già e solo testimoniando.
Non hai bisogno di scavalcarla o nulla del genere, queste idee nascono dalla mente stessa, nel momento in cui l'identificazione inizia a dissolversi l'impulso a ritrovarsi al centro delle sue storie è forte perché quell'identificazione ti è familiare, laddove invece il Vuoto viene percepito come qualcosa di pericoloso, buio o oscuro.

Se puoi resta presente a quel fuoco che sembra che arda in te e vedrai che ti estinguerai in esso.

Il segreto del vivere - per così dire - resta dunque nel saper accogliere ogni cosa, l'alto e il basso, il bello e il brutto; sapendo che tutto, tutto è parte di un unico gioco, che togliendo un pezzo ad esso ne rovineresti la magia.

Non chiederti quale sia il prossimo passo del percorso, se puoi ama questo istante, è tutto quello che hai, è tutto quello che sei.
 
Lascia che quelle sensazioni "negative" siano presenti, senza che tu le metta a tacere o cerchi di bloccarle. In questo modo così come hanno fatto la loro comparsa spariranno.

Sei GIA' quella Luce che cerchi.

Un abbraccio Shakti
 

domenica 4 maggio 2014

Uni-Verso

Tutto l'Uni - verso è una unica canzone che accade in Te come manifestazione della gioia di vivere, semplicemente di esistere. A volte è possibile che l'attenzione della Coscienza scivoli via dalle storie della mente e delle sue trame immaginarie e cada invece sullo sfondo, ovvero su se stessa, su quel Vuoto Silenzioso che ascolta ogni cosa e da cui ogni cosa si manifesta e si dissolve.

E' possibile allora cogliere l'armonia intrinseca della Vita stessa, in cui ogni cosa - positiva o negativa - si manifesta per far sorgere una bellezza che va oltre il bene o il male, che li abbraccia e li supera entrambi. In quell'armonia il senso del me, la sensazione di essere separati, si perde, essa stessa diventa solo parte di quello che appare. Il fatto è che ogni cosa è in armonia perché ogni cosa è parte dell'espressione di un Unico Essere, ma non sempre siamo consci di questo fatto e quindi cerchiamo una giustizia e un'armonia accogliendo una parte e escludendo un'altra. Torniamo a combattere in quel momento quello che c'è, e nel farlo combattiamo contro noi stessi.

Quando per qualche motivo l'attenzione cade sullo sfondo allora ogni cosa è accolta e quella sofferenza di separare il giusto dallo sbagliato, il positivo dal negativo, il me dal resto del mondo, cade.

Se il senso di separazione ritorna esso può essere incluso nella scena come parte di ciò che sta accadendo: il rifiuto di quella contrazione egoica è proprio ciò che la mantiene, quel rifiuto è sofferenza stessa. Se l'attenzione torna su quella contrazione e le sue storie potrebbe accadere l'accorgersi che quella contrazione stessa sta accadendo in qualcosa che è completamente in pace, ovvero che sta accadendo IN te non A te.

Il mondo o te stesso non hanno bisogno di alcuna correzione o bilanciamento, è il nostro sguardo che è distorto quando includiamo solo una parte e non il tutto. Quelle apparenti note stonate sono ciò che rendono la melodia affascinante e l'avventura degna di essere vissuta, e siccome tu sei TUTTO quello che appare, se le escludi dalla canzone soffrirai.

Lascia dunque che anche quelle note stonate siano suonate, ascolta la passione della rabbia e la dolcezza della tristezza, ascolta quella melodia che accade dentro e fuori, indistintamente. In quell'accogliere ogni cosa, che è vero amore, troverai una pace che non è influenzata da nulla, una pace incrollabile da cui puoi testimoniare la Vita stessa.

La Vita canta il tuo "Io Sono" in ogni istante, possa essere tu sempre in questo ascoltare.

Shakti Caterina Maggi

venerdì 14 settembre 2012

Immaginare un mondo migliore

“Pare un assurdo, eppure è esattamente vero, che, tutto il reale essendo un nulla, non v'è altro di reale né altro di sostanza al mondo che le illusioni. (Giacomo Leopardi, Zibaldone)
Volendo, così per diletto speculare su questa bellissima affermazione: che ne resta delle preoccupazioni sull'euro e sul destino dell'economia mondiale? E quando si parla di svegliarsi, ora che si è svegli, è così scontato quello che si debba fare o non fare?
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Quello che sta accadendo in questo momento nel mondo è una opportunità rara di risveglio perché mai nella storia conosciuta del nostro pianeta siamo stati così vicini a creare un sogno di orrore e distruzione come questo. Non solo c’è la minaccia di un crollo economico mondiale a cui far seguire una possibile repressione e controllo di massa per “salvare gli Stati”, ma la Terra stessa trema e piange per il dolore dei figli animali e umani, per le sue montagne e vallate violentate, i fiumi e mari avvelenati. 

Sul pianeta la maggior parte degli esseri umani (qualcosa come il 98%) è abusato , affamato, assetato o ridotto in povertà estrema dal 2% della popolazione che detiene tutta la ricchezza, i confort, i mezzi tecnologici, bellici e energetici.  Tu e io siamo solo fortunati di essere nati in quel 2%, anche se a nostra volta una percentuale ancora minore di persone, la cosiddetta élite, decide e governa molto della nostra vita materiale e in modo indiretto attraverso la manipolazione di religioni e credenze anche quella spirituale. Insomma uno scenario che forse mai come in questo momento sembra mostrare quanto fragili siano le nostre vite, quanto facilmente possiamo perdere ogni cosa, o a livello ultimo quanto la morte sia una possibilità concreta nonostante i nostri sforzi di garantirci sicurezze e protezioni. In breve, mai come ora quello che accade nel mondo ci ricorda che possiamo auto-distruggerci da un momento all’altro e di come il controllo che viene esercitato sulla massa, a causa della paura, provochi sofferenze e iniquità.  

Quello che vediamo riflesso nello specchio della Vita, se non abbiamo paura di aprire gli occhi e guardarlo in faccia, è il fatto che come creature siamo impermanenti, che possiamo morire da un momento all’altro e non importa quanto controllo sembriamo poter esercitare per esorcizzare questa paura della morte (attraverso attaccamenti a cose o persone o situazioni), quella sicurezza che cerchiamo nel mondo non c’è. E ricorda, coloro che esercitano il massimo controllo, la cosiddetta élite, sono quelli più spaventati di tutti, molto più spaventati di te o di me! Hanno bisogno di controllo assoluto per sentirsi in pace, perché in realtà non lo sono affatto! 

Se è possibile fare un passo indietro e vedere tutto questo che questa è una opportunità per vivere davvero la vita non più dalla paura, ma dalla gioia di vivere, allora questo specchio non ha più bisogno di manifestarsi come sta facendo adesso. Il suo compito sarebbe, per così dire, esaurito. Se scendi in piazza per indignazione contro quello che accade e lotti, stai ancora cercando di pulire lo specchio dalle macchie che tu stesso stai riflettendo. Se in te c’è ancora paura perché c’è ancora senso di separazione, se cerchi di tenere a bada la paura con strategie di controllo, quella paura e quel controllo si rifletteranno nel mondo. Se invece è possibile usare lo specchio per entrare in contatto con paura e controllo allora lo specchio sarà usato al meglio e l’immagine riflessa potrà cambiare. Qualora invece ci sia ostinazione a ritenerlo reale e a combatterlo come tale o ci si tappi gli occhi per non vedere l'orrore, allora lo specchio rifletterà quel conflitto e anche quel sistema di occultamento che agiamo su noi stessi. L'orrore ci verrà nascosto, perché noi lo nascondiamo a noi stessi.

Tutto quello che vedi nel mondo è sempre e solo te stesso, sia quello che ami che quello che odi. Se vedi questo e non c’è conflitto a riguardo, ovvero se sei sveglio a ciò che sei allora non c’è nessuna preoccupazione. Io non sono preoccupata di quello che accade nel mondo, ma non mi tappo neppure gli occhi per non guardare, né scendo in piazza per protestare, però sono APERTA a queste informazioni anche se possono essere sgradevoli. Vedo quale è la loro posizione nella scena globale, come azione necessaria per creare un risveglio di massa che altrimenti forse non accadrebbe. Vedi, la risposta meccanica della mente a certe informazioni è “Beh, ma io che ci posso fare? Tanto vale che non me ne occupi nemmeno, non dirmi nulla, non voglio sapere mi rende solo preoccupato o triste”. Questa ragionamento si basa sull’idea che tu sia un qualcuno di separato da quello che sta accadendo e che può o non può fare qualcosa e che sentendosi impotente sceglie di mettere la testa sotto la sabbia. Fino a che c’è questo comportamento lo specchio del mondo dovrà diventare sempre più controllante e spaventoso perché quella sensazione di impotenza e paura sia alla fine sentita. Ciò che crea il mondo non è il personaggio che pensi di essere, ma il Sognatore del Sogno che vuole svegliarsi ad esso e per farlo usa tutti mezzi necessari, incluso l'orrore, la guerra, la fame etc. 

Se la situazione si fa estrema e senza speranza allora i meccanismi di controllo della paura saltano e quella che la mente chiama paura, che è in realtà la nostra stessa gioia e radianza represse, potrà essere sentita appieno. Quando vai oltre la paura allora si potrà vivere dalla gioia.

In realtà questa che si presenta per la coscienza umana è una opportunità incredibile: quella di lasciare andare il controllo della paura e cambiare quindi radicalmente il modo in cui viviamo. Un cambiamento che non nasce come un atto di volontà, ma come conseguenza del fatto che vivere dalla paura è troppo doloroso. Nasce dall’aver compreso che lo scambiare la nostra felicità di oggi per non avere paura domani è qualcosa che crea solo sofferenza. Puoi essere nella gioia solo ORA.

Se sei sveglio a quello che sei, non hai neppure paura di quello che sta accadendo, ma lo cogli per quello che è: il riflesso dell’ignoranza e la sofferenza ancora presenti nella Coscienza umana. Se sei sveglio sai che l’unica vera rivoluzione è quella interiore e non avrai neppure paura però di essere esposto a informazioni che riflettano quell’ignoranza e quella paura. Anzi sarai felice di parlarne, se l’occasione lo presenta, perché sai che quello shock vitale può causare in chi ha ancora gli occhi chiusi sul mondo una opportunità di risveglio. 

Pensaci un attimo: quando è che ci sentiamo più vivi? Accade in situazioni di gioia estrema oppure paradossalmente in situazioni che sembrano disperate e che quindi fanno crollare i nostri meccanismi di controllo e sicurezza come una malattia grave che potrebbe portare alla morte o un divorzio, o la perdita di un lavoro. A volte questi shock vitali hanno la funzione di una chiamata che normalmente, accucciati come siamo nel nostro torpore di false certezze, non sentiremmo. Questo momento nella storia umana, più che mai, è l’opportunità di essere chiamati a lasciare andare le nostre false credenze, attraversare la paura senza reprimerla più e vivere da quella gioia che è il nostro diritto di nascita. Da bambini non avevamo mai paura: la chiamavano eccitazione!

Se senti questa chiamata, e il fatto che ti fai domande significa che la senti, questo momento storico è un momento affascinante in cui finalmente vita spirituale e materiale possono incontrarsi, e annullarsi a vicenda. In sintesi, non c’è nulla che tu debba fare, perché come immaginario individuo separato già non fai niente. Non esiste un “me” dentro il corpo che produca pensieri, azioni o sensazioni, esse sono tutte e solo testimoniate da IO, quella Coscienza che fa sorgere ogni cosa e che vive attraverso ogni forma. Se immaginiamo di essere un me separato dal mondo vorremmo avere controllo perché abbiamo paura, se vediamo che la separazione è una illusione, allora il sogno del mondo che NON è MAI separato da noi potrà riflettere questa comprensione d’amore.

John Lennon diceva:

“Immagina non ci sia un paradiso, è facile se ci provi,
Nessun inferno sotto i piedi

Sopra di noi solo il Cielo

Immagina che la gente viva a partire dal momento presente...


Immagina non ci siano paesi o nazioni

non è una cosa difficile

Niente per cui uccidere e morire

e nessuna religione neppure


Immagina che tutti

vivano la loro vita in pace..


Puoi dire che sono un sognatore

ma non sono il solo

Spero che ti unirai anche tu un giorno

e che il mondo viva come UNA COSA SOLA…”


Un carissimo saluto,
Shakti

venerdì 6 luglio 2012

La paura e il conflitto della ricerca

C'è una frenesia nella ricerca, un sacco di pensieri "spirituali" (presenza, osservazione, mente, pensieri, accettazione, e cosi via) che non si fermano.ci sono quasi tutto il giorno. sembra che potrei impazzire in alcuni momenti. sento una fretta o un senso emergenza nei confronti della ricerca di me. sento che questa ricerca prima o poi dovrà fermarsi in qualche maniera ma c'è anche la paura che non si fermerà.... c'è conflitto e paura. forse è normale.

Ho anche l'impressione che dovrei comprendere con precisione quello che mi succede ma da un'altra parte non accade questo. C'è imbarazzo e come un senso di impotenza quando parlo di me

In tutto questo l'intento mio è di essere e comunicare la verità di me, e non riesco fino in fondo.

Grazie. 

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Certo che è normale che ci sia ricerca e allo stesso tempo paura. E' normalissimo che ci sia ricerca fino a che non c'è il riconoscimento di quello che sei.

Tu sei l'oceano ma ti immagini di essere solo una goccia che si deve ricongiungere con l'oceano. E quindi per quell'enorme massa d'acqua costringersi nell'idea di essere solo una goccia è molto doloroso: andrai costantemente alla ricerca di te stesso per uscire da quel senso di contrazione fortissimo che senti. Il punto è che il luogo da cui stai percependo tutta quella sofferenza è già del tutto libero, è già fuori da ogni contrazione. Tu sei GIA' l'oceano. Quando questo però non è del tutto chiaro l'oceano stesso si cerca come se fosse la goccia e lo fa in milioni di modi diversi: dietro quella spinta alla ricerca spirituale c'è questa sofferenza profonda. Se è possibile restare presenti a quella sofferenza, come sensazione allora non ti interesseranno più le strategie che la mente ti suggerisce per uscire da quella sofferenza.

Mettiamo che la mente suggerisca che tu debba esesre presente o che tu debba accettare il momento. Di fatto queste istruzioni che la mente dà sono solo delle parole che sorgono nella Coscienza, sono a sua volta solo mente spirituale. Non c'è nessuno che le possa seguire, perchè non esiste un te di separato, quindi non c'è nessuno che ad esempio possa essere presente o accettare le cose come stanno. Tutte le cose semplicemente sono come sono. In questo essere come sono sorgono pensieri con parole spirituali e tutta la scena è semplicemente osservata da IO, Vuota Consapevolezza.

Il senso di fretta o di urgenza che senti montare in te è solo quel fuoco spirituale che brucia perché l'oceano soffre all'idea di essere goccia. Semplicemente non è vero e quella realizzazione dopo essere intellettuale deve anche essere intuitiva ovvero quella sensazione che sta dietro la ricerca deve essere sentita in quanto tale e non più solo pensata o capita.

Ed è del tutto normale anche che ti sembri di impazzire. Quello che stai cogliendo è la follia della mente che cerca di fare quello che sta già accadendo. Quando questo avviene, il cogliere questo tentativo di realizzare qualcosa che è già in essere, allora ti accorgi che la mente è del tutto folle. E' come un passeggero di una nave da crociera che si immagina di essere il capitano e quindi si sforza impreca e urla e piange perché la nave non risponde al suo immaginario timone. Nessuna sorpresa che non lo faccia, come forma non sei il capitano della nave solo il passeggero!

In realtà la nave risponde ai tuoi comandi ma non a quelli di colui che pensi di essere. La nave risponde esattamente ai comandi dei vero capitano che è il Sè, ciò che sei veramente. Essa è in perfetta sintonia con il tuo vero essere: questo diventa molto chiaro quando cessa l'identificazione con l'idea di essere un personaggio separato: allora quella che sembra una creazione confusa e frammentata diventa di nuovo una apparizione unitaria e armonia anche nei suoi lati di luce e ombra.

Comunque sta sereno: la ricerca finirà per il fatto stesso che è iniziata. Tutte le cose che iniziano debbono finire. e quindi sta in campana: la ricerca finirà e quindi tu- per come pensi di essere- vedrai di non esistere e quindi attraverserai la paura della morte, ovvero la paura più profonda che si possa avere. Ecco la radice del tuo conflitto e paura: quello che desideri di più è anche quello che temi di più. E' del tutto normale che tu voglia vedere chi sei perché immaginarti di essere una goccia quando sei l'oceano è doloroso. Ed è anche del tutto normale avere paura: tutto quello che conosci di te sono i limitati confini di quella goccia e l'oceano sembra essere un immensa massa viva e oscura.

In realtà quando quell'immaginaria separazione si dissolve ti accorgi che quell'oceano è la cosa più familiare del mondo e quasi ti sembra impossibile che tu non l'abbia visto prima.

Sta tranquillo, non sei tu che devi comprendere tutto questo. Il comprendere accade da solo attraverso il dispiegarsi della Vita stessa. E' una comprensione intuitiva che è quindi sia intellettuale che intuitiva: in questo processo letteralmente diventi quello che hai compreso. Infatti nulla viene immagazzinato nella memoria, succede e basta. Queste parole non nascono da una memoria, sono parole viventi in un certo senso, sono condivise da una percezione diretta di quello di cui stanno parlando senza il filtro di un senso del me che le distorga, quindi parlano a qualcosa che sta dietro alla mente, al Sè. Sono parole del Sè per il Sè.

Il senso di impotenza che senti viene dal fatto che vedi che intuisci che come corpo -mente non hai la benché minima possibilità di scelta o volizione: vedi la direzione in un certo senso in cui la tua vita spirituale dovrebbe andare ma cogli anche il fatto che non ci puoi fare nulla per farla procedere in quel senso. In realtà tutto sta procedendo come dovrebbe e semplicemente là dove ti sembra che non sia così sono i luoghi in cui non hai ancora una visione chiara di ciò che sei. Quando il vedere è chiaro allora ti accorgi che tutto è perfetto così com'è.

Questo tuo intento è del tutto rispettato qui e dalla stessa sincerità da dove sorgono le tue parole sorgono anche queste parole che sono davvero del tutto tue.

Con amore,
Shakti

mercoledì 13 giugno 2012

giovedì 7 giugno 2012

venerdì 1 giugno 2012

Oltre amore e odio, Io sono


" 'Non puoi fare nulla per evitare che Caino uccida Abele a meno che tu non veda che sei sia Caino che Abele'. Quello che non capisco è l'utilità di questa frase... anche quando sai che sei sia Caino che Abele... l'amore in tutto questo dov'è??... Anche quando so che io e te siamo la stessa persona... l'amore dov'è?...porta il secchio alla fonte e taglia la legna...".
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Ciao!

Dipende quello che intendi per amore. Di solito "amore" è una parola che usiamo per descrivere una emozione, o una passione, o una attrazione. L'Amore è tutt'altro. Amore comprende tutte queste cose, e anche tutti i loro opposti. Perché Amore è proprio vedere che l'altro non esiste... ma sei tu. Non significa essere "la stessa persona" perché non c'è una persona, e proprio questa realizzazione che non c'è una persona da nessuna parte E' Amore. Quindi per rispondere alla tua domanda, non "serve" a niente.

L'Amore non serve a nulla, ma quando lo perdiamo di vista c'è sofferenza. Perché quando lo perdiamo di vista frammentiamo  qualcosa che sostanzialmente è un Unico Essere in più parti. Ecco perché quando questo  accade ci sentiamo divisi, spezzati, e sentiamo che ci manca qualcosa. Quello che ci manca è il nostro vero Sé, noi stessi. Ci manchiamo e quindi sentiamo dolore e cominciamo a cercarci. A volte lo facciamo nell’altro, nel nostro compagno o compagna, a volte nella nostra guida o insegnante. Cerchiamo qualcosa che ponga fine a quel senso di incompletezza che è così doloroso. Ma se lo cerchiamo nell’altro perdiamo il punto. 

Potremmo continuare a farlo tutta la  vita, ma quel senso di incompletezza non finirà mai del tutto. Nessun amante, nessun compagno o compagna, nessun guru o insegnante potrà mai farti sentire amato o amata.  Mai del tutto. Però se vedi te stesso negli occhi del tuo amante, nello sguardo del tuo maestro, allora c’è amore. Quando vedi la tua ombra in chi odi, quando cogli la tua stessa rabbia in chi ti vuole fare del male allora sai cos’è Amore. Allora SEI Amore. 

Quando vedo che tu sei me, che tutto quello che amo o odio di te è me stesso, me stessa, non posso più avere paura. Se dico di “amarti” e vedo che tu sei me, non avrò paura che tu vada via perché so che con chiunque tu sia io sarò lì. Se dico di “amarti” non dovrò possederti ma ti lascerò libero o libera di essere tutto quello che sei perché saprò che in qualunque modo tu sia quello è come io stessa, io stesso sto apparendo. Saremo uniti in un luogo che è molto più profondo del corpo o della mente, ma nello stesso Essere. Questo Amore è del tutto impersonale e all’interno di esso si dispiega l’intera Vita con tutti i suoi colori, forme, i tuoi drammi e commedie.

Quando vedo che tu sei me,  se dico di “odiarti” quello che sto vedendo è riflesso allo specchio tutto quello che non mi piace di me stesso, di me stessa. Ogni cosa che penso che tu sia sarà solo un riflesso di una etichetta che sto mettendo su di me.

Solo quando vedo me stessa, me stesso in te  allora ti vedo davvero. Allora ti “amo” davvero. E allora potrebbero continuare a piacermi o meno alcune forme (magari per una questione di chimica oppure di caratteristiche diverse e incompatibili) ma nello sfondo ci sarà comunque Amore. Alcune forme potrebbero non andare d’accordo con questa forma, ma non si perderebbe di vista il fatto che tutto quello che accade è solo un unico movimento di un unico essere. Caino e Abele, l’abusatore e la vittima sono tutti e due me. E quando vedo che sono entrambi e non mi identifico con una parte allora c’è la possibilità che non spezzandomi più in due quella sofferenza non debba più manifestarsi nel gioco della Vita. O magari continua ad accadere ma ci sarebbe una profonda accettazione che tutto quello che accade è perfetto e necessario. 

Nel Bhavagad Gita Krisna dice ad Arjuna “ Colui che pensa di uccidere e colui che pensa di essere ucciso vivono entrambi in una illusione”. Quando pensi di  essere una parte e non l’altra sei in una illusione e soffri. Soffri quello spezzare un unico Essere in due.

Quando vedi te stesso nell’altro, sia nel bene che nel male, allora c’è SOLO Amore. E la Vita continua in modo del tutto ordinario. Come dici tu, spacchi la legna e porti l’acqua come recita il detto zen. Non è che improvvisamente ti metti ad abbracciare tutti quelli che incontri (a meno che questo non sia quello che ti va al momento  ). Non è che improvvisamente tutti ti piacciono. Alcune forme continuano a non piacerti e altre sì. Ma l’Amore non viene mai meno. Non c’è biasimo o senso di colpa, ma compassione. La Vita prosegue come prima con i suoi su e giù, con i suoi drammi e vicende ma da qualche parte sai che anche coloro che sembrano volerti fare del male sono te. Che coloro che sembrano volerti aiutare sono te.

Non ci sono più grazie personali allora, e neppure parole di biasimo. C’è una gratitudine per il fatto che tutto è perfetto così com’è ed è parte della danza della Vita.     
Caino uccide Abele ed entrambi sono te. Se quell’accadere ti dà sofferenza l’unico modo di evitarla è svegliarsi a questo fatto che essi sono riflessi della tua stessa Coscienza. Se questo avviene forse quello specchio si spezzerà e la vita potrebbe anche manifestarsi in modo diverso. Siamo tutti chiamati a questo in un certo senso. La Coscienza, la stessa, che vive attraverso queste forme sta attraversando un momento critico in cui il sogno del mondo sembra sull’orlo del collasso. Magari non tutti sono sensibili a questo perché troppo presi dalla loro vita “personale”. Ma la nostra vita “personale” non è disgiunta dalla nostra vita collettiva. Tutto è Uno.

A meno che questo messaggio non sia compreso, non a livello mentale, ma visto direttamente l’uomo potrebbe estinguersi come specie. Lo hanno detto molti in passato. Io non so se accadrà una fine del mondo, ma quello che è certo è che la fine del mondo succede quando il corpo muore. E un giorno sarà vero di te e di me in ogni caso. Potere vivere ogni istante consci di chi siamo davvero cambia profondamente la qualità della Vita, perché non c’è più ragione di avere paura. Ed è la paura che ci divide, è la paura che ci fa soffrire. Paura è senso di separazione.

Non posso avere paura di te se vedo che tu sei me.
Grazie della tua domanda. Un carissimo saluto
Shakti

martedì 3 aprile 2012

Oltre il conflitto tra mente e cuore


Il conflitto è presente, assolutamente. Per cui tu dici non c'è accettazione, è chiaro. E' invece presente giudizio e senso di colpa per non riuscire a farla accadere. C'è sforzo. E' ancora forte il senso di un "me" che può e "deve" fare qualcosa e la frustrazione di non riuscirci. Il tuo ultimo post è stato illuminante. C'è proprio un conflitto tra ciò che sento e ciò che l'intelletto crede sia giusto fare ed un io che si schiera o da una parte o dall'altra. Estenuante, soprattutto se considero che non esiste nessun "io". Dunque tutto ciò sta semplicemente accadendo e c'è la realizzazione di questo. Qui è dove io mi trovo.

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Ciao cara,

Tu sei sempre e solo la testimone di ogni conflitto. Se cerchi di risolvere il conflitto dal conflitto crei solo altro conflitto e fai davvero uno sforzo inutile. Sii chiara su un punto: quello che soffri di un conflitto non e' mai la questione in se', la storia insomma, bensi' la sensazione che la storia porta con se'. In altre parole quello che senti come problema non e' il fatto di dover prendere una decisione o un'altra ma la sensazione che accompagna questa storia. La sensazione non ti piace, non vorresti che fosse presente e l'idea della mente e' che se scegli una delle due cose allora la sensazione andra' via. L'idea della mente e' che se scegli la strada giusta allora non sentirai piu' la sensazione. Il punto e' che non riesci a scegliere perche' non sei tu che scegli, lo scegliere accade. Quello che non permette al corpo di fluire liberamente verso una situazione che gli sia piu consona in modo naturale e' un conflitto che ha al suo centro l'idea che tu debba compiere quella scelta.

Non e' cosi': il corpo non si muove perche questo e' quello che accade, cosi' come accade anche il pensare che quando invece prenderai la decisione giusta non soffrirai piu'. Le cose non stanno esattamente in questi termini. La tua gioia non dipende - come ti dice la mente - da quello che fa il corpo, ma dal vedere con chiarezza dove sei rispetto a quello che sta accadendo. Ovvero in una posizione gia' di testimonianza della vita stessa, in cui quello che accade e' una espressione di quello che sei e del modo in cui conosci te stessa.

Se credi che prima deve succedere qualcosa perche' tu possa essere nella gioia allora aspetterai per sempre: la gioia sta nel non sentirsi separati dagli eventi e dal vedere che tu NON sei quel personaggio che le storie della mente ti dicono di essere. Se e' possibile per te cogliere che in questo momento stai solo guardando l'appaente dilemma dell'ego allora qualcosa si rilassa. Non sei TU che devi fare una scelta, pero l'idea di dover far una scelta per risolvere la sensazione di conflitto ti impedisce di restare semplicemente presente al conflitto in quanto sensazione. Se tu potessi mettere da parte lo scenario della mente che promette gioia se compi una scelta che non sei in grado di fare allora saresti solo presente alla sensazione. Nel farlo essa diventerebbe  uno con te, sarebbe assorbita dalla Consapevolezzastessa.

Fino a che non vuoi che la sensazione sia presente, fino a che cerchi di esorcizzarla attravero l'idea che facendo delle scelte non la sentiresti, allora essa continuera' a essere presente. Quando invece la sensazione e' solo presente e si dissolve nella Presenza, quando insomma mediti la sensazione stessa senza desiderio di cambiarla o di mandarla via, allora il corpo stesso si muovera' in una situazione che gli e' piu consona. Ti troverai a fare delle scelte senza sapere neppure come. Insomma accadra' da se'.

Ti sembra che ci sia un conflitto fra mente e cuore, tra intelletto e intuizione per che' stai cercando di risolvere un problema che nasce da una sensazione (e quindi e' territorio del cuore) con un ragionamento mentale, non funziona. Se cerchi di sentire le idee e pensare le sensazioni non funziona. Permettiti se possibile di sentire il conflitto senza pensarlo e ti accorgerai che la mente stessa arrivera' ad una conclusione adatta alla tua forma oppure il corpo stesso si muovera' verso quella direzione senza molto pensare. La mente libera dal dover pensare la sensazione fara' quello che e' creata per fare ovvero essere il servo ubbidiente e non piu cercare di essere il padrone. Il cuore accoglie nel sentire, lascia se possibile che quella sensazione che senti conflittuale sia sentita. Non hai bisogno di capire cosa sia, il perche' arrivera da solo una volta che si ristabilisce un contatto conscio con il tuo essere sorgente.

Un abbraccio
Shakti