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lunedì 29 settembre 2014

#NotInMyName


Come fermare una guerra? Inizia a trovare pace. Se inizi a cercare di porre pace in una situazione a partire da un conflitto non avrai che altra lotta, altro conflitto. Sarai in conflitto con il conflitto stesso.
Pace non puo' essere l'obiettivo di un percorso o di un cammino, Pace e' il punto di partenza imprescindibile.
Cio' che vediamo adesso nel mondo e' l'espressione del tentativo di voler porre pace imponendo il proprio punto di vista. Tutti pensano di avere ragione, tutti pensano di avere Dio dalla loro parte.
Ma la Pace non sta dalla parte di nessuno, non vede vincitori e vinti, non crea prigionieri, non ha mezzi che giustifichino i suoi fini.
Controllo e paura sono l'espressione di questi tentativi di voler creare pace attraverso azioni che combattano altre azioni.
Se il tuo Cuore e' in tumulto, se ti senti in conflitto o vuoi combattere contro un conflitto, allora fermati. Stai andando nella direzione sbagliata.
Tu SEI Pace. Non cercarla, trovala in te e allora l'avrai condivisa con il mondo intero.
Shakti Caterina Maggi

domenica 15 dicembre 2013

Dimenticarsi della mente e ricordarSi di Sè

Continuo a farmi distrarre dalle emozioni. Stavo bene in questi ultimi giorni... poi dal nulla , una paura, robe mentali, un giudizio, una depressione ecc. Mi sembra più fisiologico guardare le cose da uno spazio vuoto, e invece poi ricasco nelle emozioni e in pensieri vari. E quindi? Che succede? Non ci capisco molto. Mah... dubbi.
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In realtà non è accaduto nulla. Semplicemente il contenuto della Mente è cambiato, cosa che fa comunque tutto il tempo. Fino a che la tua gioia sembra dipendere dalla presenza o dall'assenza di sensazioni gradevoli o sgradevoli o di pensieri felici o tristi è ovvio che non sarà presente se non per qualche momento. 

Dato che la natura della mente è quella di essere un flusso in continuo mutamento, ci saranno dei momenti in cui ti darai il permesso di sperimentare gioia e dei momenti in cui questo permesso non ci sarà. Il continuo giudizio di quello che sta accadendo è un filtro: è come se ci fosse un giudice sempre attento a quello che accade che decide se tu possa essere felice o meno, considerate le circostanze presenti. E allora anche quando sei "felice" in realtà hai paura, perché hai paura di perdere quella felicità se quelle condizioni muteranno. Il punto è che l'attenzione è sui contenuti della Mente invece che andare all'attenzione stessa ovvero alla Consapevolezza: non noti mai quella Pace che fa da sfondo a ogni pensiero o sensazione e quindi ti perdi. Quella Pace è Consapevolezza, è ciò che sa dell'andirivieni della mente e non ne resta mai coinvolta.

Poiché quando non dai attenzione a quello sfondo, all Consapevolezza stessa, stai perdendo di vista te stesso, ti dimentichi di Te e quindi ti cerchi. Ma cerchi Pace in situazioni interori o esteriori che sembrano prometterla, e ovviamente non la troverai mai. Cerchi Pace nella mente ed essa ovviamente non può darne, perché quello che cerchi non è in un pensiero o una sensazioni felici, ma nella capacità di poter accogliere la vita stessa per quella che è, in tutte le sue meravigliose sfumature. Quella Pace, quello sfondo, accolgono tutto e in realtà non sono toccati da nulla, sono perfetta libertà e amore perfetto. Non hai a quel punto più bisogno di fermare la mente o la Vita, o far si che essa sia in un certo modo particolare! Ciò che rende la Vita un viaggio incredibile e prezioso è il fatto che cambia continuamente, in cui ci innamoriamo, ci lasciamo, ci ritroviamo, sbagliamo e cambiamo strada, abbiamo successo, falliamo e comprendiamo cose di noi. Facciamo esperienza dell'essere umani! 

Quando invece siamo arroccati sullo scranno del giudice non ci godiamo mai la Vita: siamo troppo presi a giudicare se essa sta andando come dovrebbe, come ci hanno insegnato che dovrebbe essere. Per fortuna la Vita accade senza il nostro permesso, si dispiega di momento in momento come specchio perfetto della Coscienza divina, la nostra. Quel continuo giudicare è faticoso e potresti trovarti sullo sfondo, non cosi interessato alla mente e le sue leggi: potroesti trovarti un giorno persino a testiomiare e basta quel dolore e contrazioni, quei pensieri folli e sorridere... comprendendo che non ti toccano mai, ma sono solo quello che sta accadendo.

Il dare attenzione a quei pensieri ed emozioni ci rende miopi: ci fa perdere di vista questo momento, così unico e prezioso perché non tornerà mai più. Se ti trovi ancora invischiato invece nella mente, non lottare: lascia che sia cosi e nota come ci sono dei momenti in cui sei distratto da quel continuo rimuginare su quello che sarà o che potrebbe essere o che è stato e sei semplicemente QUI. Dato che per abitudine sei focalizzato sulla mente e le sue storie, perdi di vista ciò che sei, preso a controllare se "stai bene o male", perdi l'Essere. 
 E questo è stancante: quello che ti stanca non è la mente in sè, ma l'attenzione che dai alla mente, invece che vedere che il luogo da cui osserva la mente è già un luogo di pace. Perdi di vista il fatto che anche in questo momento stai solo testimoniando tutti questi pensieri... dai attenzione ai pensieri come se potessero condurti da qualche parte, quando invece sono appunto solo pensieri o sensazioni.

Tu sei già quella Pace che cerchi attraverso la mente. Lascia che la mente fluisca e noterai che essa diventerà più tranquilla e meno agitata: non sta più cercando di adeguare la realtà (come se fosse possibile) al modo in cui secondo la mente dovrebbe essere per renderti felice. In quel rilassamento, in quel lasciare che le cose siano quelle che sono, la mente trova un suo ritmo ma a quel punto non ti interessa neppure più. Essa diventa, come diceva Osho, una lampada accesa in pieno sole... non ti interessa più.

Con amore,
Shakti Caterina Maggi

sabato 14 dicembre 2013

Vivere dalla gioia e non dalla paura

La guerra al terrore crea solo altro terrore e paura. Le guerre non sono fatte per essere vinte ma solo per mantenere il predimonio di chi guadagna dall'armamento bellico e dal mantenimento del sistema dominante. Le guerre non sono fatte per combattere la giustizia o mantenere la pace: l'atto stesso di uccidere un'altro essere umano o invadere o distruggere la sua casa non è un atto che può portare pace.

La guerra non è un atto inevitabile, non è l'unica alternativa: in un mondo globale l'uomo è chiamato a rispondere del dolore dell'altro come il suo, del lutto del suo fratello come se fosse il proprio, della sua fame e della sua povertà. Perchè l'altro siamo noi. Siamo un'Unica Coscienza, che vive attraverso tutti i corpi, inclusi quelli di coloro che sembrano volerti fare del male, o che hanno un colore di pelle che ti fa paura, o che minacciano di distruggere il tuo benessere o la tua salute.

Questa è la realizzazione che annienta il vecchio paradigma dell'occhio per l'occhio e dente per dente e apre invece una dimensione diversa, l'unica capace di trasformare davvero la paura. E' la dimensione dell'Amore.

Fino a che non capiamo questo saremo dominati dalla paura e dal terrore e obbediremo alle loro leggi al punto che ci sembrerà impossibile vivere in un altro modo che non sia quello di proteggerci e difenderci o attaccare per poter avere di più. Gli occhi della paura non vedono che il dolore che spinge qualcuno a fare del male è lo stesso che brucia nel tuo cuore. Gli occhi della paura ignorano che le lacrime di una madre il cui figlio è morto in guerra sono le stesse non importa che bandiera fosse cucita sulla sua divisa. Gli occhi della paura non sanno che Dio è sempre dalla tua parte anche quando si chiama Allah o Krisna. Gli occhi della paura puntano il dito contro le vergogne del mondo perchè c'è troppo pudore a mostrare le proprie fragilità e contraddizioni. Gli occhi della paura vogliono avere ragione, vogliono spiegarti come stanno le cose e non sanno ascoltare che il proprio desiderio di verità è lo stesso che anima chi sembra non essere d'accordo con te.

Gli occhi dell'amore si aprono all'ingiustizia vedendo che è solo un riflesso della propria incapacità di vivere ciò che sappiamo essere vero di noi , dell'incapacità onorare il nostro cuore. Gli occhi dell'amore non chiedono pace a chi fa la guerra, ma la offrono in ogni istante senza imporre i propri modi. Gli occhi dell'amore non vedono separazioni, non riconoscono confini, non chiedono quale sia il tuo credo o la tua moneta o la tua legge, per poterti amare.

Fino a che saremo dominati dalla paura e non seguiremo quelle leggi dell'Amore che sono scritte nei nostri cuori non fioriremo nella gioia. La gioia è il nostro diritto di nascita e lo è per ogni essere vivente su questo pianeta, ogni vecchio, uomo, bambino, ogni animale o pianta, o cristallo o roccia.

Apri il tuo cuore e se non sai come vivere dall'Amore, chiedi che ti venga mostrato. Accadrà istantaneamente. Senti il cuore che aprendo si spezza, il dolore che si scioglie in lacrima. Chiedi di imparare ad amare, e il tuo Sè profondo ti mostrerà come. Lo sta già facendo in realtà, da sempre.

Un abbraccio a tutti voi,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 31 maggio 2013

Un messaggio di Pace

In questo momento molti conflitti e guerre stanno accadendo sul pianeta e questa situazione preoccupante per tutti, sia per chi si considera un ricercatore spirituale, sia per coloro che apparentemente non cercano nella spiritualità o nella religione una risposta a questa sofferenza. È evidente a tutti che qualcosa di molto sbagliato sta succedendo nell'umanità, che qualcosa sembra essere del tutto fuori equilibrio.

Qualcuno pensa che questo equilibrio potrebbe essere ristabilito attraverso un maggiore controllo sulla popolazione, e quelle sono le persone che comprano armi più grandi, pistole più grandi, lucchetti alle porte più grandi. Alcuni addirittura pensano che un unico governo mondiale e un unico esercito dovrebbero controllare tutto, perché la sicurezza è diventata un problema così importante che la libertà può essere sacrificata solo per garantire più sicurezza e pace.

Il risultato di questo modo di pensare è evidente: tali azioni vengono dalla paura, e anche se le loro intenzioni potrebbero essere positive, hanno la paura come conseguenza, non la pace. Pace non può essere la conseguenza di un'azione provenienti dalla paura e quando agiamo secondo questa convinzione, i risultati sono quelli che vediamo ora in tutto il mondo con conseguenze preoccupanti per tutti.

È pertanto necessario che la pace diventi il nostro punto di partenza imprescindibile se vogliamo vedere un mondo diverso per noi e per l'intera umanità. Abbiamo bisogno di riscoprire questa pace e renderci conto di cosa essa sia, altrimenti continueremo ad essere dominati dalla paura e il risultato sarà ancora più sofferenza.

La paura deriva da un errore di base nel modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo.
Vediamo noi stessi come una parte e quindi vediamo il mondo parzialmente. Vogliamo salvare una parte ed escludere l'altra, prendere una posizione e combattere gli altri. A partire da questo senso di separazione sorge paura, con tutte le conseguenze che essa comporta. L'Amore non esclude nulla e include tutto, l'Amore vede il mondo dall'unità e agisce in conformità con le sue leggi naturali e il suo equilibrio.

Le guerre sono basate su questo senso di separazione, così come ciò che consideriamo i nostri conflitti personali. La base è la stessa: crediamo di essere separati gli uni dagli altri, da tutto il mondo. Questa ipotesi è assolutamente falsa. Ciò che siamo è un essere che vive attraverso tutte le forme e si manifesta come un unico mondo. Tutto è Coscienza, anche ciò che sembra essere inanimato. La scienza ci dice che tutto è energia: questa unica energia proviene da un luogo che è anche di là di essa, ovvero Silenzio, Quiete, Pace.

La Pace è dunque la sorgente di ogni cosa, ma quando il senso di separazione è presente, essa rimane nascosta e la si cerca nel mondo, creando così ancora più confusione. Questa Pace è l'origine del mondo stesso: è da questo Uno immobile che tutto nasce, e questo Uno è Io, lo stesso Io che vive attraverso tutte le forme. Pace è l'Io, il testimone e la sorgente.

Tutto ciò che viene visualizzato, incluso il corpo e la mente, è testimoniato da questo immobile, consapevole, impersonale, Io. Di solito si crede di essere il nostro proprio corpo-mente e in questa convinzione si manca di riconoscere che siamo invece ciò che sta vedendo ogni cosa e che misura ogni cosa (tempo, spazio, cambiamento, colori, forme ecc.). Ciò che siamo veramente è quindi di là di tutte queste categorie ed è per questo che possiamo vedere tutti i cambiamenti nel mondo. È infatti dall'Eterno che si vede il tempo passare, è dal Vuoto che tutto quello che cambia è visto trasformarsi. L'Io è quindi questa Consapevolezza impermanente, Vuoto immobile, Pace Stessa, la Sorgente. Ciò che siamo non è solo la mente e il corpo, ma ciò che vede ogni cosa, lo stesso Io di tutti gli esseri.

Vedere è creare. Ciò che si manifesta lo fa solo perché tu lo vedi. Questo è qualcosa che ora persino la scienza riconosce: ciò che testimonia e ciò che è testimoniato sono uno e il secondo esiste solo perché il primo c'è. l'Io esiste al di là della manifestazione che va e che viene, mentre la manifestazione non esiste senza l'Io che la vede.

Quando si riconosce che il luogo da cui osservi il mondo è lo stesso da cui lo si crea, è improvvisamente chiaro che i conflitti che si mostrano nella manifestazione sono solo un riflesso di questa convinzione di separazione. Quando "il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce" - come scritto nella Bibbia - in altre parole quando questo vedere globale viene riconosciuto, tutto quello che sembra essere separato e frutto di azioni conflittuali è visto come una unica azione del Divino. È questo Uno che tenta di riconoscere se stesso attraverso la sua manifestazione e quando manca di vedere di essere Uno  pensa di essere una parte tra i molti ed è conflitto con se stesso.

Questo riconoscimento è lo stesso che è stato fatto da coloro attorno ai quali tutte le religioni sono state create e poi deviate da chi ha cercato di capire ciò che era stato condiviso, senza vederlo veramente in se stesso. Al giorno d'oggi abbiamo la possibilità, attraverso tutti i drammi e l'emegenza per il pianeta stesso e suoi abitanti, di vedere finalmente di nuovo questo messaggio d'Amore e di Pace. È importante che tutti gli esseri umani vedano come le conseguenze ci stiano letteralmente uccidendo.

Non pensare che non sia sufficiente che tu lo veda perché un cambiamento si manifesti nel mondo. Se sei arrivato fino a qui nel leggere, vuol dire che qualcosa in ciò che è stato condiviso sta risuonando come giusto in te e tu stesso stai riconoscendo di essere quell'Uno che sta in realtà scrivendo proprio queste parole. Tu sei l'immobile Io, l'Eterna Consapevolezza che crea tutto, Tu sei questa Pace che cerchi di stabilire AL DI FUORI di te. Quando vedi questa Pace come ciò che sei, ogni azione sarà solo una manifestazione di essa, ne sarà un riflesso. Quando si dimentica questo fai esperienza di sofferenza e di dolore nella tua vita e nel mondo stesso nel tentativo di trovare se stessi, Pace, in un mondo sempre mutevole.

Questo messaggio può essere capito da chiuque. Non è necessaria alcuna preparazione. È sufficiente che si riconosca che ciò a cui ci si è attaccati è una falsa immagine di sé che stava creando separazione. Quella che è la tua esperienza di questo e di ogni momento è che sei ciò che sta vedendo ogni cosa, incluse queste parole, il luogo in cui il tuo corpo si trova e il gioco interiore della mente. Questo Io che vede tutti i cambiamenti è Pace. Questo Io è lo stesso di tutte le forme, infatti i corpo-mente cambiano, ma questo che li testimonia è sempre l'Io vuoto. Quindi siamo Uno, Io sono Te e Tu sei Me.

Vedere questo è Amore. Un Amore che non è un'emozione ma è la Pace che cerchiamo in noi stessi e nel mondo. Questo Amore ti sta chiedendo di riconoscere Se stesso anche attraverso quella forma così che possiamo viverlo e celebrarlo in questo bel giardino che è la Terra.
Con Amore,
Shakti Caterina Maggi

venerdì 12 aprile 2013

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" Gandhi



Non parlare di pace se non la conosci nel tuo cuore, quando nessuno ti vede.


Non parlare d'apertura quando chiedi ancora al mondo di essere diverso da com'è.
 

Non parlare di rivoluzione se ti attacchi ancora al passato per valutare il tuo futuro.
 

Non parlare d'amore, lo uccide. 
Sii Amore, condividiti, non lo devi praticare, non lo devi dare o ricevere. Riconosci di esserlo e il mondo lo rifletterà per Te.
 

Shakti Caterina Maggi

giovedì 11 aprile 2013

La Pace che cerchi

Che quello che cerchi, cioè pace, non arriva alla fine di un processo mentale o di una comprensione finale come vorrebbe la mente, bensi e' cio che testimonia da sempre il conflitto, la paura, l'idea stessa di voler porre termine alla sofferenza. Pace e' Io.

Tu non sei identificato. C'e' identificazione e questa idea che tu sia identificato e' parte dell'identificazione stessa. Fino a che crederai di essere nell'identificazione cercherai anche di farla finire e in questo tentativo essa si perpetuerà. Ciò che pone fine alla sofferenza è il vedere che non ne sei al centro, ma ne sempre solo il testimone.

L'attaccamento alla sofferenza e' diventata la droga che impedisce di vedere che siamo quel cielo dietro le nuvole. Quei processi mentali sono solo nuvole, essi accadono in te, ma tu non accadi nei processi mentali. Sei diventato innamorato della tua mente e dei suoi processi e ti sei dimenticato di te.

L'ossessione con i pensieri finirà quando finirà. Fino a che quei pensieri di cui ti senti protagonista ti interesseranno non potrai vederli come tali, pensieri. Crederai che siano reali. E crederai che se trovi una risposta alle domande della mente, allora sarai in pace. Ma quelle risposte genereranno solo altre domande, perché la risposta che cerchi NON è nella mente. Tu sei la risposta

Tu sei ciò che testimonia quel processo che chiamiamo mente e solo Tu, in quanto Consapevolezza che testimonia, sei Reale. La mente e le sue illusioni appariranno del tutto reali fino a che tu - che sei Realtà stessa - gli darai energia. Non hai bisogno che il processo mentale finisca perché tu possa vedere chi sei. Questo è quello che la mente egoica racconta per sopravvivere a se stessa. In ogni momento, in ogni istante puoi vedere che sei ciò che testimonia tutto questo e vedere che tu sei già, da sempre, libero.
Tu sei Libertà stessa.

Shakti Caterina Maggi

giovedì 27 settembre 2012

Cambiare il mondo

 E' servo chi tiene la testa bassa per paura di nuovi soprusi, chi non soccorre il fratello che viene ingiustamente accusato, chi non supporta a esprimersi liberamente anche coloro che sono di parere diverso dal suo. 

E' però anche schiavo chi sente di dover lottare contro i prepotenti e a sua volta genera violenza, chi non fa che puntare il dito senza considerare che anche lui è stato colpevole alm
eno una volta, chi deve esprimere a tutti i costi la sua opinione rinunciando al grande dono dell'ascolto.

Un uomo, una donna liberi sono rari. Non combattono la guerra, ma offrono pace. Non giudicano, ma comprendono che loro stessi sono parte delle ingiustizie e quindi sanano prima se stessi e solo dopo il mondo. Non chiedono e non danno amore, ma lo incarnano in ogni momento e così facendo lo condividono con chiunque. Non hanno paura di guardare in faccia i loro lati oscuri e sorridono con te dei tuoi.

Un nuovo mondo può nascere solo dall'amicizia e dalla pace, non come ideale da raggiungere, ma come punto di partenza imprenscidibile. Se non sei in pace, non lottare per essa, ma fermati fino a che non sia vera di te e poi guarda come ogni tua azione la porterà, persino in silenzio. Le rivoluzioni per strada lottano ancora contro un nemico là fuori, contro cui la gente può coalizzarsi per sentirsi vicina e poi tornare a vivere le proprie vite chiusi nelle proprie gabbie interiori ed esteriori. Un mondo nuovo invece nasce da una rivoluzione interiore, dove il nemico è visto essere solo la nostra stessa faccia allo specchio che risponde con un sorriso o uno sberleffo a seconda di quello che ci stiamo riflettendo dentro. L'altro siamo noi. Sono Io. Nessuno da odiare o da amare, ma il riconoscimento che l'ombra è solo un modo in cui la Luce puo' diventare piu' evidente quando l'abbiamo dimenticata. Se la ricordiamo, se ci ricordiamo che siamo quella Luce, l'ombra svanisce da sè. E' un processo naturale.

Se non hai fiducia in tutto questo, non cercare di averne, ma accogli quel senso di ingiustizia che ti brucia dentro e invece di scaraventarlo fuori per il troppo dolore prova ad ascoltarlo. C'è una saggezza nascosta in quel dolore, che sta cercando di dirti qualcosa, ma se lo tiri fuori urlando non riuscirai a sentire la sua voce.

Viviamo in tempi di grandi cambiamenti e meravigliose opportunità. Ognuno di noi è chiamato a vivere dalla gioia e non più dalla paura e dal dolore: per farlo, è necessario che ogni forma sacrifichi la propria sofferenza e paura e la lasci andare. Solo in questo modo questo giardino meraviglioso che è la terra può tornare a brillare.

Un abbraccio a tutti voi
Shakti Caterina Maggi

mercoledì 26 settembre 2012

venerdì 14 settembre 2012

Immaginare un mondo migliore

“Pare un assurdo, eppure è esattamente vero, che, tutto il reale essendo un nulla, non v'è altro di reale né altro di sostanza al mondo che le illusioni. (Giacomo Leopardi, Zibaldone)
Volendo, così per diletto speculare su questa bellissima affermazione: che ne resta delle preoccupazioni sull'euro e sul destino dell'economia mondiale? E quando si parla di svegliarsi, ora che si è svegli, è così scontato quello che si debba fare o non fare?
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Quello che sta accadendo in questo momento nel mondo è una opportunità rara di risveglio perché mai nella storia conosciuta del nostro pianeta siamo stati così vicini a creare un sogno di orrore e distruzione come questo. Non solo c’è la minaccia di un crollo economico mondiale a cui far seguire una possibile repressione e controllo di massa per “salvare gli Stati”, ma la Terra stessa trema e piange per il dolore dei figli animali e umani, per le sue montagne e vallate violentate, i fiumi e mari avvelenati. 

Sul pianeta la maggior parte degli esseri umani (qualcosa come il 98%) è abusato , affamato, assetato o ridotto in povertà estrema dal 2% della popolazione che detiene tutta la ricchezza, i confort, i mezzi tecnologici, bellici e energetici.  Tu e io siamo solo fortunati di essere nati in quel 2%, anche se a nostra volta una percentuale ancora minore di persone, la cosiddetta élite, decide e governa molto della nostra vita materiale e in modo indiretto attraverso la manipolazione di religioni e credenze anche quella spirituale. Insomma uno scenario che forse mai come in questo momento sembra mostrare quanto fragili siano le nostre vite, quanto facilmente possiamo perdere ogni cosa, o a livello ultimo quanto la morte sia una possibilità concreta nonostante i nostri sforzi di garantirci sicurezze e protezioni. In breve, mai come ora quello che accade nel mondo ci ricorda che possiamo auto-distruggerci da un momento all’altro e di come il controllo che viene esercitato sulla massa, a causa della paura, provochi sofferenze e iniquità.  

Quello che vediamo riflesso nello specchio della Vita, se non abbiamo paura di aprire gli occhi e guardarlo in faccia, è il fatto che come creature siamo impermanenti, che possiamo morire da un momento all’altro e non importa quanto controllo sembriamo poter esercitare per esorcizzare questa paura della morte (attraverso attaccamenti a cose o persone o situazioni), quella sicurezza che cerchiamo nel mondo non c’è. E ricorda, coloro che esercitano il massimo controllo, la cosiddetta élite, sono quelli più spaventati di tutti, molto più spaventati di te o di me! Hanno bisogno di controllo assoluto per sentirsi in pace, perché in realtà non lo sono affatto! 

Se è possibile fare un passo indietro e vedere tutto questo che questa è una opportunità per vivere davvero la vita non più dalla paura, ma dalla gioia di vivere, allora questo specchio non ha più bisogno di manifestarsi come sta facendo adesso. Il suo compito sarebbe, per così dire, esaurito. Se scendi in piazza per indignazione contro quello che accade e lotti, stai ancora cercando di pulire lo specchio dalle macchie che tu stesso stai riflettendo. Se in te c’è ancora paura perché c’è ancora senso di separazione, se cerchi di tenere a bada la paura con strategie di controllo, quella paura e quel controllo si rifletteranno nel mondo. Se invece è possibile usare lo specchio per entrare in contatto con paura e controllo allora lo specchio sarà usato al meglio e l’immagine riflessa potrà cambiare. Qualora invece ci sia ostinazione a ritenerlo reale e a combatterlo come tale o ci si tappi gli occhi per non vedere l'orrore, allora lo specchio rifletterà quel conflitto e anche quel sistema di occultamento che agiamo su noi stessi. L'orrore ci verrà nascosto, perché noi lo nascondiamo a noi stessi.

Tutto quello che vedi nel mondo è sempre e solo te stesso, sia quello che ami che quello che odi. Se vedi questo e non c’è conflitto a riguardo, ovvero se sei sveglio a ciò che sei allora non c’è nessuna preoccupazione. Io non sono preoccupata di quello che accade nel mondo, ma non mi tappo neppure gli occhi per non guardare, né scendo in piazza per protestare, però sono APERTA a queste informazioni anche se possono essere sgradevoli. Vedo quale è la loro posizione nella scena globale, come azione necessaria per creare un risveglio di massa che altrimenti forse non accadrebbe. Vedi, la risposta meccanica della mente a certe informazioni è “Beh, ma io che ci posso fare? Tanto vale che non me ne occupi nemmeno, non dirmi nulla, non voglio sapere mi rende solo preoccupato o triste”. Questa ragionamento si basa sull’idea che tu sia un qualcuno di separato da quello che sta accadendo e che può o non può fare qualcosa e che sentendosi impotente sceglie di mettere la testa sotto la sabbia. Fino a che c’è questo comportamento lo specchio del mondo dovrà diventare sempre più controllante e spaventoso perché quella sensazione di impotenza e paura sia alla fine sentita. Ciò che crea il mondo non è il personaggio che pensi di essere, ma il Sognatore del Sogno che vuole svegliarsi ad esso e per farlo usa tutti mezzi necessari, incluso l'orrore, la guerra, la fame etc. 

Se la situazione si fa estrema e senza speranza allora i meccanismi di controllo della paura saltano e quella che la mente chiama paura, che è in realtà la nostra stessa gioia e radianza represse, potrà essere sentita appieno. Quando vai oltre la paura allora si potrà vivere dalla gioia.

In realtà questa che si presenta per la coscienza umana è una opportunità incredibile: quella di lasciare andare il controllo della paura e cambiare quindi radicalmente il modo in cui viviamo. Un cambiamento che non nasce come un atto di volontà, ma come conseguenza del fatto che vivere dalla paura è troppo doloroso. Nasce dall’aver compreso che lo scambiare la nostra felicità di oggi per non avere paura domani è qualcosa che crea solo sofferenza. Puoi essere nella gioia solo ORA.

Se sei sveglio a quello che sei, non hai neppure paura di quello che sta accadendo, ma lo cogli per quello che è: il riflesso dell’ignoranza e la sofferenza ancora presenti nella Coscienza umana. Se sei sveglio sai che l’unica vera rivoluzione è quella interiore e non avrai neppure paura però di essere esposto a informazioni che riflettano quell’ignoranza e quella paura. Anzi sarai felice di parlarne, se l’occasione lo presenta, perché sai che quello shock vitale può causare in chi ha ancora gli occhi chiusi sul mondo una opportunità di risveglio. 

Pensaci un attimo: quando è che ci sentiamo più vivi? Accade in situazioni di gioia estrema oppure paradossalmente in situazioni che sembrano disperate e che quindi fanno crollare i nostri meccanismi di controllo e sicurezza come una malattia grave che potrebbe portare alla morte o un divorzio, o la perdita di un lavoro. A volte questi shock vitali hanno la funzione di una chiamata che normalmente, accucciati come siamo nel nostro torpore di false certezze, non sentiremmo. Questo momento nella storia umana, più che mai, è l’opportunità di essere chiamati a lasciare andare le nostre false credenze, attraversare la paura senza reprimerla più e vivere da quella gioia che è il nostro diritto di nascita. Da bambini non avevamo mai paura: la chiamavano eccitazione!

Se senti questa chiamata, e il fatto che ti fai domande significa che la senti, questo momento storico è un momento affascinante in cui finalmente vita spirituale e materiale possono incontrarsi, e annullarsi a vicenda. In sintesi, non c’è nulla che tu debba fare, perché come immaginario individuo separato già non fai niente. Non esiste un “me” dentro il corpo che produca pensieri, azioni o sensazioni, esse sono tutte e solo testimoniate da IO, quella Coscienza che fa sorgere ogni cosa e che vive attraverso ogni forma. Se immaginiamo di essere un me separato dal mondo vorremmo avere controllo perché abbiamo paura, se vediamo che la separazione è una illusione, allora il sogno del mondo che NON è MAI separato da noi potrà riflettere questa comprensione d’amore.

John Lennon diceva:

“Immagina non ci sia un paradiso, è facile se ci provi,
Nessun inferno sotto i piedi

Sopra di noi solo il Cielo

Immagina che la gente viva a partire dal momento presente...


Immagina non ci siano paesi o nazioni

non è una cosa difficile

Niente per cui uccidere e morire

e nessuna religione neppure


Immagina che tutti

vivano la loro vita in pace..


Puoi dire che sono un sognatore

ma non sono il solo

Spero che ti unirai anche tu un giorno

e che il mondo viva come UNA COSA SOLA…”


Un carissimo saluto,
Shakti

mercoledì 12 settembre 2012

Vivere nella gioia e non nel terrore

Anni fa, quando lavoravo come giornalista in finanza il mondo cambiò per sempre. Guardavo immagini in diretta alla CNN lanciando aggiornamenti per l’agenzia per cui lavoravo e mi sembrava di guardare uno dei soliti film d’azione, solo che non era un film… O forse lo era ma all’epoca non lo capivo in quel senso!
Seguivo Wall Street e la mia agenzia è stata una delle prime a dare la notizia che gli Stati Uniti erano stati attaccati nel loro territorio, che il WTC stava esplodendo, squagliadosi come un panetto di burro su se stesso mentre uomini e donne disperati si lanciavano nel vuoto per sfuggire ad una morte nelle fiamme. Il Pentagono era bucato da quello che sembrava il foro di un missile, anche se rapidamente ci dissero che un aereo di cui non c’erano resti lo aveva colpito nonostante l’erba del prato fosse intatta davanti all’edificio senza segni di alcun velivolo schiantato. Il mondo cambiò e io con lui, perdendo fiducia nel fatto che stavo facendo informazione… era DIS-informazione.
Lo capii col tempo, all’inizio ero solo stordita, e incredula che proprio il giornale per cui lavoravo (che era presieduto dal neo-sindaco di NY) non voleva pubblicare la notizia che i mostri della finanza Goldman Sachs e Lehman Brothers mostravano – dati alla mano – che qualcuno SAPEVA quello che stava per accadere, settimane in anticipo sull’evento. Avevano scambiato miliardi di dollari con la scommessa che le azioni delle compagnie aree coinvolte nell’11 settembre sarebbe crollate. Ma di voler indagare nessun interesse, si doveva scrivere che gli Stati canaglia del Medio Oriente volevano distruggere il mondo occidentale, che era meglio scambiare libertà con sicurezza, e con qualche piccola guerra chirurgica avremmo messo a posto Iraq e magari Siria. Ci sarebbero stati pochissimo in Iraq, gli americani, al massimo due settimane… cosa da fare visto che lì c’erano armi di distruzioni di massa! Io sentivo che non sarebbe stato affatto così e che da qualche parte se fino a quel momento pensavo che la società a cui appartenevo avesse creato il migliore dei mondi possibili adesso intuivo che forse i “cattivi” eravamo noi e che tacendo e acconsentendo come pecore senza fare domande reggevamo il gioco a chi si arricchiva occupando pozzi di petrolio altrui e creando nuove armi che avrebbero ucciso e avvelenato persino i soldati stessi che le usavano massacrando popolazioni ignare e innocenti. Il mondo è cambiato e io con lui: o almeno il segno di un cambiamento sembra arrivare.
 
Oggi so che la guerra al terrore crea solo altro terrore e paura. Le guerre non sono fatte per essere vinte ma solo per mantenere il predimonio di chi guadagna dall'armamento bellico e dal mantenimento del sistema dominante. Le guerre non sono fatte per combattere la giustizia o mantenere la pace: l'atto stesso di uccidere un'altro essere umano o invadere o distruggere la sua casa non è un atto che può portar
e pace.

La guerra non è un atto inevitabile, non è l'unica alternativa: in un mondo globale l'uomo è chiamato a rispondere del dolore dell'altro come il suo, del lutto del suo fratello come se fosse il proprio, della sua fame e della sua povertà. Perchè l'altro siamo noi. Siamo un'Unica Coscienza, che vive attraverso tutti i corpi, inclusi quelli di coloro che sembrano volerti fare del male, o che hanno un colore di pelle che ti fa paura, o che minacciano di distruggere il tuo benessere o la tua salute.

Questa è la realizzazione che annienta il vecchio paradigma dell'occhio per l'occhio e dente per dente e apre invece una dimensione diversa, l'unica capace di trasformare davvero la paura. E' la dimensione dell'Amore.

Fino a che non capiamo questo saremo dominati dalla paura e dal terrore e obbediremo alle loro leggi al punto che ci sembrerà impossibile vivere in un altro modo che non sia quello di proteggerci e difenderci o attaccare per poter avere di più. Gli occhi della paura non vedono che il dolore che spinge qualcuno a fare del male è lo stesso che brucia nel tuo cuore. Gli occhi della paura ignorano che le lacrime di una madre il cui figlio è morto in guerra sono le stesse non importa che bandiera fosse cucita sulla sua divisa. Gli occhi della paura non sanno che Dio è sempre dalla tua parte anche quando si chiama Allah o Krisna. Gli occhi della paura puntano il dito contro le vergogne del mondo perchè c'è troppo pudore a mostrare le proprie fragilità e contraddizioni. Gli occhi della paura vogliono avere ragione, vogliono spiegarti come stanno le cose e non sanno ascoltare che il proprio desiderio di verità è lo stesso che anima chi sembra non essere d'accordo con te.

Gli occhi dell'amore si aprono all'ingiustizia vedendo che è solo un riflesso della propria incapacità di vivere ciò che sappiamo essere vero di noi , dell'incapacità onorare il nostro cuore. Gli occhi dell'amore non chiedono pace a chi fa la guerra, ma la offrono in ogni istante senza imporre i propri modi. Gli occhi dell'amore non vedono separazioni, non riconoscono confini, non chiedono quale sia il tuo credo o la tua moneta o la tua legge, per poterti amare.

Fino a che saremo dominati dalla paura e non seguiremo quelle leggi dell'Amore che sono scritte nei nostri cuori non fioriremo nella gioia. La gioia è il nostro diritto di nascita e lo è per ogni essere vivente su questo pianeta, ogni vecchio, uomo, bambino, ogni animale o pianta, o cristallo o roccia.

Apri il tuo cuore e se non sai come vivere dall'Amore, chiedi che ti venga mostrato. Accadrà istantaneamente. Senti il cuore che aprendo si spezza, il dolore che si scioglie in lacrima. Chiedi di imparare ad amare, e il tuo Sè profondo ti mostrerà come. Lo sta già facendo in realtà, da sempre.

Un abbraccio a tutti voi,
Shakti Caterina Maggi

giovedì 22 marzo 2012

Vera meditazione e pace

Perché cerchi l'illuminazione e per chi? La mente rifiuta quello che appare e cerca nel prossimo momento redenzione e liberazione.

Chi ti offre qualunque metodo per vedere chi sei, per trovare pace, chi ti dice che devi camminare un cammino di mille miglia prima di cogliere che non c'è nessuno che sia mai stato imprigionato, è ancora p...erso egli stesso nell'illusione.

Prima di correre a meditare... prima di infilarti in qualunque tecnica, se c'è rifiuto, quella sarà una fuga. Non sarà vera meditazione. La mente basata sul concetto di ego trasforma tutto in un metodo, persino manipolando l'auto-indagine suggerita da Ramana. Chiedersi "chi sono io?" non è una tecnica da applicare per ottenere risultati nel futuro, ma una descrizione di quello che accade quando il risveglio accade. Cercare di fare questo è solo parte dell'ego spirituale che per sopravvivere a se stesso inizia persino a usare le parole dell'Advaita o di altre tradizioni come Ho-oponopono.

Dire "non c'è nessuno" e usarlo come scusante per le proprie reazioni egoiche assomiglia ad un bambino che tira una pietra in testa al suo compagno e poi fischietta facendo finta di nulla... Dire "mi dispiace ti amo" e non intenderlo nel tuo cuore è come mangiare un frutto troppo dolce e allappante, disgusta.

Quando DAVVERO nel silenzio del cuore vedi che non c'è nessuno, allora non c'è nessuno da perdonare, non c'è nessuno a cui chiedere scusa, nessuno persino da amare. O meglio c'è solo amare. Se non c'è un nemico, perché sei tu quel nemico con chi te la stai prendendo?

La mente spirituale torna e dice: ma tutto questo significa accettare passivamente ogni sopruso? Nemmeno. Significa che nella spontaneità del momento potresti rispondere ad una spinta con una spinta oppure con un sorriso, ma qualunque azione sarà presente sarà una RISPOSTA e non una reazione.

Distinguere le due cose è abbastanza facile: nel primo non hai una motivazione se non la sensazione di voler fare qualcosa perché è quello che sorge in quel momento, nel secondo caso ci sono giustificazioni, desiderio di vendetta, c'è nessun rancore che resta.

Il mondo ci sta riflettendo uno spettacolo di odio, violenza, sopruso in modo quotidiano. Siamo sull'orlo del collasso. E' la nostra chiamata, perché come razza umana siamo sull'orlo dell'autodistruzione. Quella chiamata è una occasione di vera meditazione, che è apertura al fatto che tutto quello che appare è noi stessi in manifestazione.

Nell'economia dell'Universo mondi nascono e muoiono, e nel bel giardino blu che scintilla nello spazio l'uomo è solo uno dei tanti animali della Terra. Però è un animale prezioso perché attraverso di esso il suo Creatore può essere conscio di sè. Ogni giorno bambini di ogni razza e religione vengono uccisi in nome di "verità". Sono figli della Terra, sono bambini miei, tuoi. Li uccidiamo in nomi di idee, di interessi, per paura. La Terra piange i suoi figli e si ribella.

Forse autodistruzione è il modo in cui la Coscienza cerca di porre rimedio a quello strano fenomeno che è l'uomo, l'unico animale che distrugge la sua stessa tana. Nessun topolino costruirebbe trappole per topi diceva Einstein. E non serve essere Einstein per capirlo. E' tempo di svegliarci a chi siamo, di affrontare il proprio dolore e rifiuto nel silenzio del cuore e vedere che siamo davvero una Unica Coscienza.

Se vuoi uccidere o fare del male a tuo fratello perchè non è in linea con la tua "verità" allora buttala via. Lui o lei contano di più di quel genere di verità. Lui o lei sono verità vivente, sono Coscienza incarnata.

Un saluto di pace a tutti voi,
con amore Shakti Caterina Maggi

giovedì 16 febbraio 2012

Il Cuore del mondo

Cerchi pace, ma continui a proeittare scenari di guerra, prendere una parte invece che un'altra, distinguere tra chi ha ragione e chi ha torto. Solo quando la scena è globale e presa nel suo insieme è possibile cogliere che sia vincitori che vinti, sia vittime che carnefici sono TE.

Tu muori ed uccidi, torturi e sei abusato, rubi e sei depredato. Ogni volta che il cuore si ritira rispetto ad una... parte perde di vista il Tutto, ogni volta una parte di Te viene tradita, torturata, rifiutata.

Soffri perchè non ti cogli nell'Intero, perchè punti il dito contro chi ti tradisce, chi sbaglia, chi non accetta, chi rifiuta. Il gioco degli specchi si interrompe solo dove sei, solo in Te. Quando colui che si specchia è visto non esistere resta solo un gioco di luci e ogni cosa si trasforma in un battito di ciglia.

Per la prima volta forse l'uomo ha la possibilità di usare questa minaccia incombente e prossima di auto-distruzione per volgere quel dito contro se stesso, per abbassare quel dito accusatore verso l'esterno e indicare colui, colei che osserva l'intera scena. Lì, in quella neutralità che osserva negativo e positivo, c'è ciò che vai cercando, lì c'è pace, lì ogni conflitto termina.

Questo è ciò che si intende quando diciamo "riporta tutto nel tuo cuore". Quella neutralità è il Cuore del mondo, è oltre l'amore umano, è ciò che non conosce separazione, dove non esiste un altro. E comincia dove sei tu, adesso in questo momento. Comincia dalla tua incapacità di accettare che l'abuso e il conflitto nascano porprio da te.

Fa male vero? Spezzarsi in vincitori e vinti è doloroso, frantumarsi in abusati e abusatori è fonte di sofferente. Resta con quel dolore se puoi, non muoverti. Non cercare di aggiustarlo, di spostarlo, di rimediare. Se puoi, resta con quel dolore, se puoi lascialo nel tuo cuore. Siediti con esso, lascia che bruci. Lascia si espanda. Se puoi non agirlo nè reprimerlo, restaci insieme, diventa quel dolore.

Quando non resterà che cenere, allora nascerà una nuova pace che non nasce da predere nessuna parte, ma accoglie ogni parte e quindi la supera.

Il mondo è sull'orlo dell'autodistruzione e quel dolore è tuo, è mio, prendilo, accoglilo. Chi lo farà altrimenti per te?  
Shakti Caterina Maggi

giovedì 26 gennaio 2012

Sentire la paura



Non c'è nulla di male con l'essere preoccupati di quello che sta accadendo nel mondo, ma se ci identifichiamo con questo, allora desensibilizziamo il corpo e soffriamo. La paura può invece essere usata per rivitalizzare il corpo e portare focus sulla mente: quando questo è chiaro possiamo dare il benvenuto alla paura nel riconoscimento che possiamo beneficiane.

Viviamo in tempi strani al momento e chiunque non senta paura è o illuminato o ha un problema mentale, ma non sono certo quale dei due casi sia il mio!

Quello di cui ho parlato per anni, sta ora accadendo e se possiamo affrontare questo e non nasconderci nella speranza che andrà via, tutto potrebbe allora cambiare per il meglio e usciremmo da questa situazione tutti più forti in noi stessi. Se siamo capaci di essere aperti e permettere all'impatto dell'informazione di essere sentito, esso ci guiderà al nostro vero Sè. Sì, dovremo affrontare sensazioni come il sentirci senza possibilità di aiuto o di inutilità, ma se queste sensazioni saranno sentite appieno arriveremo a un luogo in noi stessi in cui siamo il potere che crea l'universo. Questo è dove il cambiamento per TUTTI può accadere, SOLO da lì. Tu non sei solo in questo, in quanto molti stanno realizzando ciò che sta accadendo e sono pronti a essere aperti, senza nascondersi, cosi che portare un cambiamento è una possibilità.

Non ci sono piani o strategie che cambieranno la situazione attuale su questo pianeta. Solo attraverso il permettere che quello che vediamo e ascoltiamo abbia il suo effetto su di noi senza negarlo esso porterà quel cambiamento tanto necessario. "Io" è il potere più grande che esista e solo l' "Io" può cambiare il sogno del mondo. Ciò che è richiesto adesso è che prendiamo ciò che sta accadendo per affrontare qualunque cosa sorga come reazione e che restiamo presenti a essa fino a che "Io" non si riveli. Ci stiamo volgendo verso un tempo di illuminazione di massa, di consapevolezza conscia del fatto che siamo tutti lo stesso Essere, questo è qualcosa che sta già accadendo. La paura appartiene a quel qualcuno che si immagina di esistere, l'ego, e questi morirà nel fuoco della paura lasciando dietro di sé ciò che non muore mai e che non è mai minacciato, "Io".

Questa è la nostra avventura.
Avasa

venerdì 30 gennaio 2009

Cercare





La Verità non può essere mai raggiunta perchè ciò che tu sei è Verità. Non puoi raggiungere l'Essere, solo realizzare che ciò che cerchi è già presente al 100%, ma è ignorato nella ricerca di un qualcosa di separato da te, un qualcosa da ottenere. Il cercare stesso è ciò che impedisce al ricercatore spirituale di realizzare chi è.
Comprendere questo anche solo intellettualmente getta l'ego in una situazione di profonda frustrazione. La mente psicologica funziona per obiettivi. Ovvero, io faccio qualcosa per arrivare da qualche parte. Questo arrivare, se l'ego diventa ego spirituale, è ottenere l'Illuminazione.
Laddove uno ascolti il messaggio che la realizzazione del Sè è la realizzazione che non c'è nessuno, quindi nessuno che possa ottenere l'Illuminazione e non c'è un metodo o una pratica per ottenerla, se è presente questo ego spirituale ci sarà frustrazione.
Questa frustrazione, lungi dall'essere qualcosa di negativo, è proprio quel fuoco spirituale che brucia la spinta a uscire dalla percezione di questo momento.
Se uno osserva con attenzione, la ricerca stessa nasce dal rifiuto di questo momento. Cerchi perchè frustrazione è presente e questa ricerca è ciò che porta a spostare l'attenzione verso un momento immaginario del futuro in cui tutto sarà risolto, in cui l'Illuminazione porterà termine a quella frustrazione.
Piuttosto è vero il contrario. La vera vita spirituale ti porterà a sentire tutta quella frustrazione al suo massimo fino a che essa non brucerà con essa il desiderio stesso di spostarsi verso un nuovo momento nel futuro.
Essere presenti a questo fuoco spirituale non può essere un atto di volontà da parte dell'immaginario individuo. Il ricercatore vorrà SEMPRE fare qualcosa, persino lo stare con la frustrazione come un metodo per arrivare al risveglio.
Questo è ovviamente impossibile e non porterà ai risultati sperati. Man mano però che la frustrazione crescerà nel vedere che ogni tentativo è inutile, questa resa accadrà da sola.
Una resa in cui nessuno si arrende, ma che accade perchè non c'è più la forza di spostarsi verso un nuovo momento.
La magia è che quando questo cercare finisce ci si rende conto che tutto quello che accaduto fino a quel momento, inclusi i tentativi di ricerca della Verità nell'illusione che fosse un qualcosa da ottenere, erano azioni della Verità stessa per realizzare se stessa. Nulla è perduto in altre parole, ma è tutto un'azione del Divino che crea ogni singolo evento, anche il più apparentemente insignificante, per realizzare se stesso.
Da qui nasce una gratitudine spontanea per il semplice fatto che tutto è come E' e tutto è un unico Sé, te stesso.
La mente spirituale vuole evolvere, la Verità è Essere, per sua stessa natura è PERMANENTE, IMMOBILE, e quindi non appartiene al mondo del divenire, del diventare.
La Verità, questo Nulla vuoto e consapevole che osserva ogni azione ,inclusa quella della ricerca spirituale, è quindi già presente. Ad una mente ancora proiettata sul futuro, sull'evoluzione della coscienza, tutto questo è assolutamente non appetibile. Nessun chakra da risvegliare, nessun processo di trasformazione da attivare, nessun lavoro su di sé da mettere in atto.
Risvegliarsi è un atto d'Amore. Un atto d'Amore dell'Amore stesso verso di Sé. Nell'amare tutto è accolto, non è rifiutato. La mente spirituale rifiuta ciò che è presente, vuole lavorare sulla personalità, vuole trasformare, vuole cambiare. L'Amore osserva, lascia che la paura, la rabbia, l'odio o ogni emozione cosiddetta negativa sia presente, e nel non combatterla, ma semplicemente osservarla consciamente, scioglie. La mente spirituale fa guerra alla mente spirituale. L'Amore lascia essere, abbraccia ogni cosa, il bello e il brutto il positivo e il negativo, e accetta incondizionatamente.
Il lottare, la reazione non sono personali, sono solo frutto di una mente spirituale che vuole ancora cercare, nel prossimo momento, nei prossimi dieci secondi. La mente spirituale lotta con ciò che è e quindi non conosce l'Amore.
Ciò che tu sei è Amore, sempre. Anche se a volte questo Amore è addormentato riguardo se stesso e quindi si cerca.
La ricerca finirà per il fatto stesso che è iniziata. Se sei cosciente del fatto che stai ancora cercando, osserva che questa ricerca è presente e non lottare. Lascia che sia, sapendo che non ti porterà da nessuna parte perchè non esiste nessuna altra parte se non questo istante. E questo istante. E questo istante. Nell'osservare questo fuoco spirituale crescerà e porterà via con sé tutto ciò che è falso. Questo morire del senso di separazione è una vera morte, ma che lascia spazio dopo che essa è accaduta a veramente vivere la Vita pienamente per la prima volta.

con Amore,
Shakti

mercoledì 26 dicembre 2007

Sulla guerra

Se per un istante smettessi di combattere la guerra e le ingiustizie del mondo noteresti come il tuo combattere non sia molto diverso da ciò che dici di disprezzare.
I musulmani pensano di avere ragione, i cristiani pensano di avere ragione, i partiti di sinistra pensano di avere ragione, quelli di destra di essere nel giusto... cosa significa allora avere ragione e avere torto?


Pensare di essere l'unico che ha ragione è molto arrogante e di certo fonte di conflitti.
Hai mai visto uno stormo di uccelli che deve fare una riunione per decidere chi sta davanti? Hai mai visto i rami di un albero litigare per crescere in una certa direzione? Se l'edera uccide un albero, quella pianta di edera è cattiva? Se la mamma gatta divora i suoi gattini, dovrebbe essere mandata in prigione?

Ciò che non ti piace nella guerra, nell'abuso, nel conflitto è che queste cose danno una sensazione negativa. Osservala, stacci insieme, sii presente ad essa senza respingerla via. Non essere, se puoi, in conflitto con il tuo conflitto. L'Amore è la risposta, sempre. Se ti ami pienamente così come sei non potrai fare altro che amare gli altri. Se ami il tuo conflitto, esso si dissolverà, se gli permetti di essere presente senza spingerlo via. In questo dissolversi ciò che resterà sarà ciò che è, e ciò che è sarà il riflesso di ciò che accade in te. Non sono infatti due cose separate. 


Prendi ad esempio una persona arrabbiata, che ti insulta e ti lancia bestemmie contro. Tu non reagisci perché ciò che vedi è solo una persona che soffre, qualcuno che non si ama e dunque non è in pace. Se nessun altro reagisce la sua rabbia si dissolverà e si tramuterà in lacrime.

Ora immagina che la rabbia di questa persona risuoni con la rabbia di qualcun altro. La seconda persona sarà d'accordo e inizieranno a combattere insieme... d'altro canto ci sarà qualcun'altro che che penserà "questo è disgustoso, dobbiamo fare qualcosa, è necessario sviluppare un po' solidarietà di combattere tutto questo". Un'altro partito sarà creato, un partito formato da gente buona che vuole combattere i conflitti.
La guerra inizierà, ci sarà più conflitto, l'odio sarà condiviso.

Questo è il modo in cui le cose sono state finora. La guerra continua ad esistere nell'umanità perché c'è un accordo sul conflitto, che condividiamo e ci accordiamo attraverso il nostro veleno emozionale.
Se ognuno fosse capace di dissolvere il conflitto in se stesso la guerra non esisterebbe probabilmente per come è adesso l'umanità. Saremmo naturali, come un albero o un uccello. Un animale uccide un altro animale, ma non per odio. E' questione di sopravvivenza. L'amore è presente negli occhi della gazzella, così come in quelli del leone. E' l'Amore che li muove. Non c'è nevrosi in tutto questo.

L'umanità ha raggiunto abbastanza ricchezza per permettere a ogni forma di stare bene e al sicuro. Ma c'è conflitto, avidità e questo si perpetuerà fino a che il conflitto non sarà fermato. E può essere fermato solo dove tu sei, proprio ora. Osserva il tuo conflitto, osserva come odi certa gente o certe situazioni. Stai uccidendo te stesso attraverso un'altra forma quando odi qualcuno, anche se stai combattendo per la pace. La rivoluzione è possibile solo dove sei tu. La rivoluzione non significa combattere, ma cambiare la tua prospettiva sul mondo e vederlo per ciò che è, la tua creazione. Vedi ciò che vuoi vedere nel mondo e vedrai conflitto quando c'è conflitto in te. Il conflitto smetterà di esistere quando tu sarai in pace.

Nel mio mondo la gente si sta risvegliando. Spero che tu possa essere nel mio sogno, così che io potrò essere nel tuo, come ha detto Bob Dylan.

Con amore,

Shakti Caterina Maggi